Mestizia Natalizia 2025 - Capitolo 3
Ririsalve ririsalvino internauti cyberetropunkettoni,
come ben sapete siamo in un periodo un poco particolare, particolare ma fastidioso che si ripete per di più ogni cazzo di anno fra canzoncine mielose per aspiranti diabetici, luci multicolore a intermittenza per facilitare lo sbobinamento testicolare, cosplayer da abitante lappone in sovrappeso che girano per le strade sbraitando rumorosi campanacci, pazzoidi in frenesia da regalo verso gente di cui il resto dell'anno non gliene frega un cazzo...
Sì, è Natale. Ed eccoci col terzo e ultimo episodio di "Mestizia Natalizia" (link al primo episodio), il primo format blogghettaro che elenca tutte le cose personali o meno più brutte, discutibili e semplicemente angoscianti del Natale! Immagine di copertina, daje!
Attenzione: potrebbe rievocare cose brutte magari similmente vissute da voi altri. Io vi ho avvisati.
Per chi fosse nuovo, ecco un ripasso: clicca qui il primo capitolo, qui per il secondo.
Ripassato il tutto? Ah, sì?! Vedete che poi vi interrogo!
Beh, come allora avete già visto sapete già cosa successe in quel Natale 1994: ricevetti il mio Game Boy e fu in assoluto il Natale migliore di tutti, ma d'altro canto però fu il Natale in cui restai a casa piuttosto che dai parenti a Natale come invece ho raccontato nel secondo capitolo.
Ricordate la mia gioia descritta soprattutto nel giocare a Raging Fighter, per quell'anno ancora unico sostituto di una qualunque conversione di Street Fighter II su Game Boy? Beh, in realtà una conversione diretta di un altro famoso gioco da sala, autentica hit rivale del periodo, sul Game Boy arrivò. Ma il problema fu COME arrivò, amici e amiche.
Certo, col senno di poi Street Fighter II non è che fu poi convertito in maniere assai più riuscite, però qui parliamo di un autentico disastro: Mortal Kombat su Game Boy! E credetemi, nulla era peggio in quel periodo che provare a giocare a quella sottospecie di Mortal Kombat su Game Boy.
Beh, qui riporterò il Natale mestizioso di qualcuno che non sia io, qualcuno che comunque manterrò anonimo. Cioè, parliamo di una delusione cocente su tutta la linea da parte di una personea diversa da me, che pur sempre persona rimane.
Era sempre il giorno di Natale del 1994, ma siamo praticamente a orari quasi serali.
Diciamo pure orari molto tardi del pomeriggio. Eravamo da poco tornati a casa e squillò il telefono: era il padre di un mio amico d'infanzia che chiese se fossimo disponibili ad andare a casa sua. Mio padre accettò, one evitare di trascinarsi la cosa al giorno successivo. Ricordo di aver udito qualcosa al telefono, che oltretutto era un modello anni '90 che abbiamo tenuto in casa solo fino a pochi anni fa e la cui cornetta aveva un volume spaventoso, non esattamente un punto a favore per la privacy delle nostre chiamate. Per fortuna che qui nessuno di noi aveva mai avuto amanti, altrimenti...
Quel qualcosa fu << Dai, così P la smette di piangere! >>.
Il mio amichetto "P" era un po' un frignone onestamente. Vada quando si sbucciò il ginocchio lì in mezzo al campetto di pietre (comodo eh?) che al periodo avevamo sotto casa, ma lui praticamente frignava per qualunque cosa.
<< Ah, fai portare a tuo figlio il Game Boy! >>
In parole povere mio padre aveva preso il Game Boy su consiglio del padre di questo mio amico, il quale ricevette esattamente lo stesso regalo quella stessa mattinata. P era un grande, grandissimo fan di Mortal Kombat. In sala giochi non faceva altro che perdere gettoni, ma in fondo lì la colpa era come sempre della filosofia "mangiagettoni" da sempre tipica dei cabinati, filosofia che Mortal Kombat abbracciava in pieno proponendo una IA veramente stronza ma di cui noi, piccoli ignoranti dell'epoca il cui unico modo di approfondire la cosa era unicamente una rivista di videogiochi generica quando capitava, non sapevamo nulla a riguardo ed eravamo sempre portati a credere di essere delle pippe.
No, era la CPU ad essere stronza, ma noi come già detto non potevamo saperlo.
Aveva con me due cose che sarebbero potute essere tranquillamente fuse in una sola: aveva un Atari 2600 in casa e da lì come me passò al Game Boy. Io però ottenni ben tre giochi, lui uno solo. Lo so, fui davvero uin bambino molto fortunato quell'anno ma a lui diciamo che, ecco... andò abbastanza di merda.
Arrivammo a casa, auguri del cazzo di rito, ma P non c'èera: era nella sua camera e aveva un musone grosso così. Aveva il Game Boy acceso, mi fissò con un muso ancora più lungo ed esclamò quella frase che piace tanto oggi escalamare a quella porzione di Generazione Z che adora sempre andare contro, ovvero...
<< Che schifo! Il Game Boy fa schifo! >>
Io dissi "Ma no, non è vero che fa schifo! Perché dici così?"
Lui mi porse semplicemente il Game Boy, su cui girava Mortal Kombat.
Inizalmente pensai fosse una figata. Cioè, io avevo ottenuto un gioco di combattimenti figo (per l'epoca) ma anonimo, lui il vero Mortal Kombat! Ah, quanto eravamo scemi noi bambini dell'epoca...
Ma no. Mortal Kombat per Game Boy era solo una patetica scusa per Mortal Kombat.
Era zoppo, si giocava di merda. Aveva il frame rate di un film anni '30 alla moviola dove però i toni in bianco e nero venivano sostituito dalla sfumature verdi del Game Boy che qui, al cospetto di tale porcata, pareva essere direttamente le sfumature del vomito.
E sì, faceva schifo. Io mentre piangeva non resistetti più di 2 minuti.
E sì, rendersi conto già all'epoca di come qualcosa facesse schifo significa che faceva davvero, davvero schifo. Immaginate l'esaltazione di una giornata che sarebbe potuta essere il proprio "Mortal Monday" di turno, acquistare la propria copia del gioco e scoprire che quella versione, programmata per l'uncia console che si aveva in casa, era la peggiore del lotto. E mettiamo pure che quella console per voi era nuova di pacca e quel gioco non era un lunedì, bensì il giorno del fottuto Natale! Per un attimo le sue lacrime, da bambini di 9 anni quali eravamo, mi sembravano davvero giustificate.
Al che mi venne un'idea...
<< Ma no, ora ti faccio provare questo! Guarda, pure io fra i giochi di oggi ho ricevuto una porcheria! Guarda, è Kick Off su Game Boy! >>
AVETE CAPITO QUALE KICK OFF, VERO?!
Proprio così, quel pezzo di cacca lì.
Provai a metterla sul ridere, ed effettivamente ci riuscì.
Fra battute sui quattro suoni in croce e il fatto che non ci si capisse un cazzo, al buon amichetto d'infanzia risalì il sorriso. Poi inserimmo Raging Fighter e lui, cazzo, riprese a piangere! Cazzo di frignone, di colpo smisi di giustificare la sua piagnucolaggine però, da bambino quale ero, non riuscivo a capire fino a che punto lui rimase deluso. O forse mi dava semplicemente fastidio che piangesse sempre, anche più di me (e io piangione da bambino lo ero, ve lo assicuro). Provammo Indiana Jones e rimase indifferente, dato che all'amichetto piacevano solo i picchiaduro!
A quel punto ebbi la malsana idea di proporgli l'azione più natalizia di tutte: gli prestai per un giorno Raging Fighter chiedendogli in cambio Mortal Kombat! Sì, per me fu un sacrificio da fare, però era il mio amico d'infanzia e non ce la facevo a vederlo così. Decisi di caricarmi sulle spalle quel fetecchione ingiocabile targato Midway/Acclaim per lasciargli una vaga speranza addosso: il Game Boy non faceva schifo, bensì la sua versione Mortal Kombat! E sì, finirlo sembrava impossibile anche più della versione Arcade proprio a causa della sua legnosa ingiocabilità.
Da bambino avevo un senso di altruismo che davvero spesso mi faceva da benzina, alla faccia di tutti coloro che credevano che fossi viziato in quanto figlio unico (più precisamente unico parto andato a buon fine, seppur con problemi che mi porto dietro ancora oggi, mentre tutte le mie potenziali sorelle non ce la fecero purtroppo): adoravo fare regali agli altri bambini, adoravo regalare giocattoli che non usavo più ma che ad altri piacevano. Questo mio altruismo finì per essere sfruttato ai tempi delle Scuole Medie da qualche furbacchione mezzo bullo, e la cosa mi procurò qualche leggero problema di autostima.
Ma ciò non conta: voglio parlare di cose buone, ed ecco quindi che ancora oggi mi piace donare cose, spesso comprate appositamente, alle varie fiere del dono. Fiere del dono che quest'anno però misteriosamente non hanno fatto, pertanto mi ritrovo sul groppone cose a caso nell'armadio... ouch!
Santo Stefano arrivò, nella tarda serata mi chiamò il papà del buon P per dirmi di riportargli Mortal Kombat. L'amichetto aveva un sorriso sulle labbra mentre riprese in mano il suo Mortal Kombat, fu abbastanza strano per me vederlo avviare senza però farlo scoppiare nuovamente a piangere. Solo fra le coperte capì come il suo più grande timore non fosse la delusione di quel Mortal Kombat bensì quello che il Game Boy, la sua nuova console, facesse schifo. E da persona proveniente da una situazione analoga, confinata al ruolo dei "meno fighi" della classe perché in casa solamente con un Atari 2600, capì davvero cosa stesse provando.
Ed eccoci giunti alla spinosa questione di molti nostri amici d'infanzia: non so dove sia P oggi, non so se sia felice ma spero che lo sia. Da lì a breve, cioè dal 1995, si trasferì in Calabria senza più lasciare sue notizie. Anche i miei rimasero spiazzati da questo comportamento dei suoi genitori, eppure io di lui mi ricordo ancora. Sono certo anche per lui sarà altrettanto, essendo che modestamente parlando salvai lui un Natale. Quanti nostri amici d'infanzia abbiamo perso per strada col passare degli anni eh, quanti? Eppure sono certo che da qualche parte saremo comunque rimasti nei nostri ricordi reciproci intenti a giocare, eternamente, a una console di gioco oppure lì fuiori all'aperto a qualunque cosa ci passasse per la testa. Vero, qui si sarebbe dovuto parlare di mestizia però, forse, anche nella mestizia a volte vi è un lieto fine o un insegnamento, soprattutto se ci si aiuta reciprocamente. Soprattutto a Natale.
Ed eccoci arrivati alla fine di questa prima edizione di "Mestizia Natalizia".
Come vedete tutte e tre le storie hanno un minimo comune denominatore, ovvero il Game Boy.
Certo, nella seconda storia è stato più una illusione, ma il mattoncino a toni verdi di Nintendo vi era comunque. Io intanto mi son forse beccato un malanno e in ogni caso trascorrerò questo Natale da solo a casa forse non nel migliore dei modi: possiamo pure dire che una Mestizia maiuscola si è abbattuta su di me, però in ogni caso Mestizia Natalizia è concluso. Per quest'anno ovviamente.
Come sempre, vi ricordo la pagina Instagram di Cyberetropunk e il classico link per eventuali donazioni natalizie o non-natalizie con annessi messaggi di insulti allegati, il quale resta sempre il seguente: PayPal.
Al prossimo post.
Buone Feste,
Joe











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