The Atari Advantage (?), parte 4: il 2025 di Atari fra successi annunciati, pagliacci e pagliacciate!

E' stata una settimana abbastanza movimentata, non solo a livello personale.

Sto pian piano effettuando gli ultimi esami e i valori sono sorprendentemente nella norma. Mi mancano solo alcuni esami minori e, dopo oltre un patrimonio speso e che purtroppo non rivedrò più, potrò per almeno un anno dire che dovrò risparmiare per dover poi fare altri esami il prossimo anno ma che per fortuna mi costeranno molto di meno. Bella prospettiva, non è vero? Ma a parte questo, è stata una settimana decisamente a tema Atari e niente, per svagarmi un po' volevo parlarvene. Pronti... partenza... via!

 

 

Atari, per quanto mi riguarda e come avrò spiegato già molte altre volte (link all'articolo sul vecchio blog), è quel brand che crescendo capisci come sia un qualcosa di legato indissolubilmente sia alla controparte videoludica della tua persona che alla tua persona vera e propria. Sarà il fatto che il primo amore (in questo caso videoludico) non si scorda mai, ma effettivamente andando avanti ho scoperto che vi è qualcosa di più che inutile nostalgia, dato che avendo posseduto cloni del NES, diversi LCD fra Tiger (ecco qui un altro polemicissimo articolo sempre sul vecchio blog) e tarocconi, un Game Boy, un Master System e pure quel disgraziato del Supervision, quando ho questa roba fra le mani per quanto mi lasci soddisfazione non ho mai quel qualcosa in più che mi elargisce lo stringere fra le mani del materiale Atari, di qualunque frangia questo sia ma basta che sia Atari.

 

Sarà complice anche il fatto che la nuova linea di console Plus con annesse nuove stampe e ristampe di giochi sia vecchi che nuovi rappresenta appieno la mia filosofia perfetta di Retrogaming modernizzato (per me quello vintage è un ambito dai parametri totalmente diversi), non lo nego, ma vi è proprio qualcosa di serio che mi lega a quel logo e quel nome. Pertanto, fra il forum di Atari Age e diversi blog e siti a tema sia Atari che genericamente vintage, seguo a mio modo tutto quello che il mondo della nuova Atari guidata da Wade Rosen propone.

Sia chiaro, sono incontentabile per natura e pertanto non ho il prosciuto sugli occhi: la nuova Atari è così e così. Molte cose sono buone come la collection Atari 50 (ancor auslla cresta dell'onda con nuovi DLC a distanza di 3 anni che ok, si pagano, ma ci sono), la linea di console Plus e le sue release allegate, ma tutto il resto connesso fra il nuovo VCS (non quello del 1977, bensì il disastro di qualche anno fa), alcuni boxset inutili per spennare i nostalgici (in parte legate alla serie Plus, sebbene marginalmente dato che alcune sono venute prima, tipo la XP e la X Butcher Billy, mostra erispettivamente qui sotto) e la serie Recharged. 

Ora però, qualcosa comincia a scricchiolare anche nel mondo Plus. Non tutto, ma abbastanza da spingermi allo stare sull'attenti pure lì: Atari è quella dell'Atari Burial, vuoi che non devi essere timoroso proprio quando si parla di Atari?


Partiamo con le cose positive: Atari mi ha spennato abbastanza il mio già esile portafogli da disoccupato che va avanti a lavoretti questo mese grazie alle quattro stampe della serie High Score Edition. E credetemi, mi sono impoverito ma sono lieto in egual misura.

 


Su cose come i boxset sopra citati sono disposto a sorvolare, anche sul fatto che gli ultimi esemplari di Atari XP venissero venduti a 1000 dollari direttamente sul sito ufficiale di Atari, dato che comunque si parla di edizioni spudoratamente messe sul mercato per fare grana. Atari senza tutto ciò, ovvero il supporto dei presenti della vecchia scuola, oggi sarebbe poco più che un batuffolo di fieno inteno a scorazzare nelle sabbie desertiche spinto dal vento. Eppure iniziative come la linea 7800 High Score Edition sono tanta roba, essendo materiale offerto a prezzi davvero popolari e che addirittura migliore le stampe originali dell'epoca, oggi troppo dispendiose e quindi vuoi che Atari non ci debba mettere lo zampino e riproporre la sua stessa zavorra? Compri la licenza di Namco e via, dato che non essendo una roba piccola come Blaze/Evercade non ci metti mica 5 anni a recuperare le licenze per farle girare sulle console VS (complimenti Blaze, oltre alla qualità scadente delle psuedo-cartucce è una delle ragioni per cui ormai ti ho sfanculato), bensì al massimo qualche mese: vai di annuncio figo, prezzi popolari e legioni di Atariani giovani e meno giovani (sì, ci sono anche dei curiosi giovanissimi fra la clientela) con la bava alla bocca desiderosi che arrivi il tanto atteso giorno di uscita.

Ed effettivamente qui spezzo una lancia, perché vi è tanta carne al fuoco rovente: fra ristampe di brand importanti come Namco (dove hanno ufficializzato in concordanza con Atari la homebrew dell'indie developer Bob DeCrescenzo, non so se mi spiego), nuove release di giochi prima esclusivi di Atari Age, ristampe di giochi d'epoca ormai introvabili a prezzi umani (Fatal Run, Ninja Golf, Dark Chambers e altri a venire già annunciati nei vari spifferi di circostanza), prossime release esclusive di Toaplan (già, dopo il successone di Tiger-Heli arriveranno convertiti anche tuti gli altri classiconi Toaplan) per il 7800 e altra roba... beh, ce ne è di roba per poter tirare a campare. Parlo di loro ovviamente, noi siamo sempre e solo quelli che spendiamo.

Eppure qualcosa scricchiola, soprattutto questa porcata!

Atari è stata così Atari (!) da aver fatto l'Atari anche questa volta, solo che qui ci siamo proprio superati!! Cosa? Beh, basta una collaborazione con un DJ importante come Deadmau5, un gioco 7800 a suo nome che è in realtà una hack di Food Fight, hack la cui ROM è corrotta e soggetta a numerosi crash, ROM contenuta in box che finora sono tutti stati spediti in condizioni discutibili (schiacciati, strappati, sputati, smerdati... no dai, le ultime due me le sono inventate), box che costano la bellezza di, udite udite, SETTANTA DOLLARI!

 


No dai, capolavoro delle Operazioni di M-E-R-D-A!

Questo sì che significa voler perdere  la fiducia degli affezionati! No, perché a parte alcuni YouTuber corrotti (evito di fare nomi, ma sappiate che ci sono e basta cercare su YouTube per farsi una idea) che hanno annunciato questa infame porcata come sensazionale anche a costo di beccarsi i meritati insulti dell'utenza (te li becchi e stai pure zitto, cazzo di venduto), per fortuna che esistono persone serie che dicono le cose come stanno.


Ecco, questa cosa per me è molto peggio dei vari Boxset inutili.

Questa cosa si chiama SCAM. Truffa, in gergo internet.

Hack grafica, rom scassata, spedizioni in stile vecchia Posta Prioritaria (e la spedizione te la paghi, non è nemmeno gratis) e soprattutto prezzo altissimo! Nemmeno un chip Pokey per permettere così un sonoro atto a catturare qualche melodia riconducibile all'artista, a maggior ragione se si parla di MUSICA! Non so, voi come la chiamate questa cosa se non TRUFFA? Ahiahiahi Atari, questa sarà ardua per me mandarla giù. Vero che ho sfanculato Evercade anche per ragioni di marketing discutibile (tipo rilasciare 16.500 varianti diverse di console fra costosi minicab, nuove versioni di Evercade, licenze che scadono, inutili portachiavi Super Micro e infintie varianti collezionabili Hyper Mega Tech mentre la qualità fecale delle loro Everdrive mascherate per cartucce restava uguale se non peggiore, quindi a quel punto non mi compri più come cliente nemmeno se sfoderi finalmente i grossi nomi, mi hai perso), ma spero che dopo questa Atari si possa fermare qui, basta con queste porcate. Veramente, spero che le tante copie rimaste arriverai a darle in omaggio da ora in poi perché di queste TRUFFE ne ho piene le palle. Serio. 

Non volete davvero rischiare un secondo Atari Burial dove al posto dell'alieno questa volta vi sarà un DJ con la maschera da topo fluorescente, vero?!

Ma passiamo dalle pagliacciate ai pagliacci e parliamo adesso dei giochi rilasciati dove davvero, uno in particolare fra essi ha particolarmente attirato la mia attenzione in senso negativo. In ogni caso signore e signori, benvenute e benvenuti al circo. No, non sto parlando del Parlamento purtroppo.

 

Super Circus Atari mi ha fatto davvero, davvero girare vorticosamente le palle come poc'altra roba provata nella mia miserabile e patetica esistenza.

Finora devo ammettere che personalmente parlando ho avuto un rapporto conflittuale con le comunque notevoli creazioni di Bob DeCrescenzo finora pubblicate da Atari: Bob non ha colpe, ma molte delle versioni sono state rilasciate così, prive di miglioramenti che sarebbero stati necessari. Bentley Bear's Crystal Quest è un buon platform (l'avrete già visto ovunque, inutile che ve ne parli) ma totalmente rovinato nell'esperienza dal PESSIMO controller del 7800 Plus, Berzerk/Frenzy (ogni cartuccia contiene l'altro gioco sbloccabile tenendo premuto il tasto RESET per 5 secondi nella scheramata dei titoli) è troppo scattoso (difetto bizzarro per un titolo a singola schermata) e avrebbe dovuto essere migliorato nello scrolling rispetto alla tremolante versione di Atari Age, Asteroids Deluxe (il quale contiene anche il rifacimento dell'originale Asteroids, sbloccabile con un semplice trucchetto esplicato in maniera non troppo criptica nel booklet) e Space Duel sono ottime reinterpretazioni che hanno il solo difetto di essere state pubblicate separatamente per volere di Atari, Bounty Bok Strikes Back è una creazione recente che il buon DeCrescenzo ha dovuto programmare così com'è uscita per via delle direttive specifiche di Atari (grafica obbligatoriamente in stile 5200) risultando però un pugno nell'occhio, Super Circus Atari è... no dai, andiamo con ordine, questo non sarebbe dovuto uscire proprio così com'era messo ormai 15 anni fa, perché parliamo di un titolo programmato (e anche pubblicato credo, come periodo stiamo lì) per Atari Age nel 2010.

Ecco la schermata che spesso vedrete più spesso in assoluto mentre metterete alla prova la vostra pazienza con questo "gioco". SPLASH! Così direbbe il Gabibbo. Le opzioni nella schermata introduttiva, cosa tipica di molte produzione firmate DeCrescenzo, sono abbastanza ma a poco servono se il settaggio della difficoltà non ha alcun effetto sul gameplay: i settaggi Easy, Normal e Hard sono infatti esattamente identici nello svolgimento brutale che ci vedrà protagonisti in un involontario record personale di schermate Game Over al minuto. E le musichette circensi elargite dal chip Pokey (cioè, qui sì e nella hack di Deadmau5 no) faranno sembrare ogni nostra serie di partite una puntata YouTube dell'Angry Video Game Nerd, con noi che tireremo bestemmioni e parolacce a raffica che neanche nelle Ultra Combo di Killer Instinct! Il titolo può essere giocato con i paddle ovviamente, ma le opzioni iniziali prevedono anche l'inusuale Driving Controller di Atari e il joypad tradizionale. Giuro, ho giocato partite a livello Hard che sono durate di più di altre giocate a livello Easy. Ergo, non cambia un cazzo. Le vostre partite dureranno talmente poco che invidierete la durata media delle vostre prime scopate, inclusa la prima. Immaginate.

Anche la fisica è discutibile, con i clown lanciati in aria che effettuano improbabili deviazioni impossibili da captare a livello di riflessi umano, a meno che tu non sia Goku e la tua vita non sia una serie di episodi di Dragon Ball. Si tratta di deviazioni talmente brusche da rendere il gioco ansiogeno, non godibile e a cui nemmeno un paddle pare trovare rimedio. Ma vogliamo parlare del lato peggiore di questo simulatore di genocidi per clown? Il rilevamento di collisioni! Spesso infatti ci capiterà di risultare perfettamente in linea con il clown in aria però questo, una volta atterrato, passerà attraverso la nostra asta! Ripeto, ATTRAVERSO! Spesso invece capiterà di poterlo lanciare direttamente dal centro dell'asta, altre volte no. E' tutto casuale nel senso peggiore del termine, aggiungete quindi ciò alla difficoltà brutale e avrete un pacchetto non esattamente invitante. Insomma, Super Circus Atari ha talmente tanti problemi che l'unico modo per giocarlo è così, restando fermi una volta esserci resi colpevoli del decesso per caduta di un nostro collega dal naso rosso! Finiranno così ansia, rabbie e combo di bestemmie. Niente gioco, niente merda.

E la situazione non migliora nemmeno nella modalità classica in stile 2600, dove la difficoltà è però sempre infinitamente maggiore del vero, classico Circus Atari di un tempo che fu. Si tratta infatti solo di una simpatica quanto discutibile reskin che nulla a che vedere con l'affinamento del gameplay.

I vari power-up disponibili, ammesso che sia umanamente possibile riuscire a prenderli, vanno dalla velocizzazione dei palloncini (ecco, pure questa) al rallentamento fino a un miracolante tappeto salvavita che permetterà alla nostra partita di durare 5 secondi in più. Forse. Vi è anche un boss fra uno Stage e l'altro settando la modalità di gioco All anziché Row, ma credo non riuscirete mai a beccarlo. Non sono pessimista, bensì realista.

Giuro, se m'incazzo però c'è una ragione che va ben oltre la frustrazione inevitabilmente indotta e che farebbe infuriare pure Gandhi o il Dalai Lama: Super Circus Atari, in quei rari momenti dove si riesc a giocare, è divertente. Ha qualcosa di buono insomma, ed è un peccato che sia stato pubblicato nuovamente così, coi medesimi difetti già riscontrati da tre lustri nelle varie recensioni online oltre che dalle svariate opinioni dell'utenza di Atari Age.

Così com'è messo, potrei consigliarlo solo a chi odia talmente tanto i clown che il fatto di ritrovarsene frotte di essi spiaccicate in combo alla velocità delle luce possa sostituire la soddisfazione del gioco in sé!

Io da Atari, la nuova Atari, mi aspetto ormai molto più di questo, perché il mio stage è passato e ora si passa al successivo come proprio i videogiochi insegnano da sempre. E' arrivato il momento di alzare l'asticella migliorando le vecchie produzioni Atari Age, così come è arrivato il momento di finirla con operazioni becere come quella cazzo di hack di Food Fight che, davvero, sarebbe l'ecatombe di qualsiasi brand medio-piccolo e che puoi permetterti di fare solo se ti chiami Atari. Perché se le release di Toaplan o Namco sono cose buone e Super Circus Atari c'ha i pagliacci, operazioni come la collaborazione con Deadmau5 nient'altro sono (come già esplicato) che miserabili pagliacciate! E non sto nemmeno citando lo scempio di com'è stato trattato il VCS, altra schifezza non da poco.

 

In conclusione...

Non voglio che Atari diventi la Apple dei retrogamers, ma se continua così forse la strada che prenderà potrebbe essere quella. E forse, e dico forse, arriverà il momento in cui anche un appassionato Atariano come me potrebbe dire addio per sempre al brand a cui, a livello gaming, era sempre stato affezionato nel corso della sua vita fino a quel momento, momento che spero sia solo una mia esagerazione e che a conti fatti non si realizzerà mai. E quindi sì, quel punto interrogativo in parentesi lì nel titolo non è un errore: quanti vantaggi ha essere fan di Atari nel 2025, considerando gli alti e bassi?  Dovremmo passare definitivamente dal motto "Hve you played Atari today?" al ben più dissacrante "Are you ashamed of Atari today?". Non voglio nemmeno pensarci.


Ed ecco quindi la fine anche di questo post.

Molte cose che possiedo hanno storie strane dietro, anche più di queste, magari in futuro le porterò nuovamente qui sopra. Anzi, sicuramente.

Quindi anche per oggi siamo alle fine, alla prossima cari miei Cyberetronauti! Sto già scrivendo molta roba per i giorni a venire (finalmente, unica gioia diversamente gioiosa dell'essere disoccupati, almeno mi svago così...) e nelle prossime settimane dovrei pure ricevere le risposte di un'attesissima intervista, la seconda nella storia di questo blog dopo quella ad Antonio Nati di Arcade Story.

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