Il malcompreso fenomeno dei Kidult!

Buonsalve legionari e legionare del blog, oggi post un pelo particolare, scritto in maniera totalmente impulsiva e improvvisata a seconda di quel che davvero, senza freni, mi passa per la testa. Solo una cosa ho bene in mente, ovvero l'argomento. E non so come me ne uscirà, so di poter dire tanto così come poter dire nulla. Ma dato che ci siamo, sapete cosa è un Kidult? Ammesso che non lo siate voi stessi ancor prima di me, ovviamente.

Immagine di sfondo tratta da Thinkrightme.com


I Kidult. Detti anche Adultescent in forma meno nota, questo è ciò che il dizionario inglese di Oxford riporta a riguardo di questa parola molto, molto abusata dai media di recente.

Kidult, unione fra Kid e Adult. Adultescent, unione fra Adult e Adolescent.

Il termine già di suo dovrebbe dirvi tutto, ovvero una persona più o meno adulta e in ogni caso fuori dal range adolescenziale, la quale continua a perseguire interessi e hobby tipicamenti degni di un teenager nonostante l'inesorabile scorrere del tempo. In pratica è ciò che sono sempre stato io finora nel corso della mia vita. Pertanto, credo di non esagerare se adesso potrei erigermi a perfetto esempio di cosa significa per me essere me stesso ancor' prima di essere etichettato come tale.

 

👾 LE ORIGINI 👾

C'era una volta il me bambino.

Il me bambino era ossessionato coi giocattoli, amava disegnare e guardare i cartoni animati.

Il me bambino poi scoprì i videogiochi, ma suo padre era sulle prime troppo poco benestante per far sì che suo figlio potesse mettere mano su quelle costose meraviglie tecnologiche, fino a che un giorno proprio il me bambino venne in possesso di un Atari 2600 grazie ad un regalo della vicina (la storia completa potete leggerla sulla vecchia versione del blog).

A Natale 1994 venne il Game Boy. Poi un Famiclone, il Master System e infine la PlayStation.

Il me medesimo, non più così bambino, scoprì una cosa che gli cambiò la vita ma questa non era la figa, bensì la musica: per un certo periodo infatti cominciai a utilizzare la PlayStation (Parte 1 e Parte 2) solo per comporre musica con Music 2ooo di Jester Interactive/Codemasters.

In quel periodo cominciò un viaggio che abbellì e allo stesso tempo rovinò la mia vita: la musica. Volevo suonare, avere una band, incidere musica e magari anche suonare dal vivo (immaginandomi già tour megalomani che nei fatti poi non avrei mai e poi vissuto da protagonista). Il Famiclone e tutte le altre console erano lì in alto sull'armadio. Eppure per certi versi tutta quella roba non se n'era mica andata dalla mia mente, perché quest'ultima l'aveva solo momentaneamente ridimensionata e non certo abbandonata. Allora ne ero inconsapevole, ma la coscienza avrebbe ripreso quota solo qualche anno più tardi.


👾 FRA EMULAZIONE, HARDWARE ORIGINALE E... LEOPARDI! 👾

Al periodo ero comunque perennemente in fissa con i primi emulatori, FCEU in primis.

FCEU era l'emulatore NES più avanzato del periodo e avrebbe presto lasciato il posto al più avanzato fratello maggiore FCEUX. Era il 2004 circa e il mio PC era un Pentium IV a 1,7GHz su scheda madre ASUS P4S333 con 512MB di RAM, scheda Nvidia da 64MB e disco rigido Hitachi da 40GB: dati che oggi potrebbero suonare ridicoli ma che vi assicuro essere ancora sulla cresta dell'onda 21 anni fa, soprattutto quando mio padre lo comprò nuovo di zecca due anni prima dell'anno in oggetto, dove era praticamente una configurazione al top delle possibilità di una famiglia media dei primi anni 2000.

Giocavo sempre ai soliti classiconi della mia infanzia, ovvero The Guardian Legend, The Legend of Zelda o Bram Stoker's Dracula (a proposito, se vi avanza una copia PAL A in condizioni decenti e non volete per forza lucrarci sopra inviatemi una mail cortesemente, grazie), poi un giorno ebbi la fortuna (e credetemi che ce ne voleva, dato che si parlava di recarsi la domenica mattina all'ora dell'alba e poco più) di recarmi al mercatino di Taranto, dove scovai un venditore di antiquariato generico che aveva in bella mostra un NES PAL A completo di tutto punto fra box, istruzioni, alimentatore originale e due giochi completi anch'essi. Concordai il tutto per appena 10€. Era una domenica mattina fra la fine del 2008 e gli inizi del 2009, altri tempi. Il mercatino era stracolmo di vecchie console e videogiochi talvolta anche sigillati a praticamente pochi spiccioli, ma io avevo trovato il NES e la mia compagna del periodo mi aveva persino incitato nel prenderlo perché di Mega Drive, Master System e Super Nintendo se ne trovavano in abbondanza, ma di NES originali (sì, perché da me andavano i Famiclone) nei loro box se ne trovavano davvero pochi. Arrivo a casa, inserisco la cartuccia di The Guardian Legend ritirata fuori dallo scatolone delle cose d'infanzia e vai, funge! Lo stesso non si poteva dire per altri giochi, in quanto la console soffriva del fenomeno della "blinkin' light" ovvero... la presa contatti era a pu**ane! La mia compagna disse "Meno male che lo hai pagato solo 10€ però dai, è comunque un bel pezzo da esposizione e so che ci tenevi!". Sì, perché nella mia lista di cose da fare dell'epoca vi era trovare un NES originale, una cosa che mi portavo dietro sin da bambino. Non ero un Kidult nel senso puro del termine, ero semplicemente io. Mi ha sempre affascinato la creatività, soprattutto nell'ambito dei videogiochi e della musica ed avevo fra gli obiettivi più banali della mia vita quello di recuperare quelle cose che, per un motivo o per l'altro, da bambino non mi era possibile permettermi. E quel me bambino è come se avesse vegliato su di me, ricordandomi che nella vita, per stupirsi, devi guardare alle cose con poco (o soprattutto spenderci poco se proprio devi, oserei aggiungere); una cosa diversa dal pensare poco, che è il male imperante del nostro presente.

In fondo proprio Giacomo Leopardi apriva con questi versi "Il Fanciullino":

<< È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sè lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. >>

Fonte: Wikisource

Ed ecco che proprio Leopardi forse, anticipando di netto i tempi, era il primo sdoganatore del fenomeno dei "ragazzi adulti" (sì, in italiano rende davvero male) che alla fine altri non sono che persone estremamente concentrate sul loro io evoluto con particolare enfasi alle loro origini, origini che, si sa, sono sempre la fonte di qualsivoglia persona su questo globo terracqueo. Insomma, se io sono Cyberetropunk allora il buon Giacomo era Cyberetropardi, tutto torna.

Tornando a tempi di mia proprietà quindi ben più recenti passavano gli anni, Mr. Cyberetropunk continuava ad accontentarsi degli emulatori ma aveva due soffici crucci nella testa: far funzionare quel NES (ammesso che posse possibile) e recuperare i giocattoli che più lo legavano alla sua infanzia, dispersi chissà dove grazie al me di sedici anni il quale, sentendosi "adulto", decise di sbarazzarsi di quelle due ceste di pupazzoni e accessori annessi. Certo, ad avercele oggi quelle ceste sarebbero fuori luogo (la differenza fra Kidult e infantilismo è netta ma forse chiara a molti), ma avrei comunque potuto tenere con me i giocattoli a cui ero più legato. Fu questo l'errore e gli errori spesso si pagano cari soprattutto in senso finanziario: anni dopo infatti mi sarei trovato a dover ricomprare tutto questo.

Insomma, si parla di ristampe quindi il prezzo è sicuramente ridotto, ma intanto ho dovuto comunque ricomprare. Queste quattro in particolare sono alcuni degli OGGETTI, e non intesi puramente come giocattoli, che mi ricordano specificatamente la mia infanzia. Alcuni di essi sono addirittura presenti in alcune foto di me da bambino, stretti fra le mani, un tempo persi ma oggi nuovamente qui con me. Come potete vedere NON SONO UN COLLEZIONISTA o un accumulatore e non mi riterrei mai e poi male appartenente a tali categorie, solo una persona che recupera "cocci di sé" o "crucci di sé" non appena gli è possibile. L'ho fatto coi videogiochi certo, ma in quell'ambito sono un pelino più ampio nelle sfumature: recentemente ho recuperato un Tony Haw's Pro Skater 2 per PlayStation non tanto perché fosse l'unico che mi mancava ma, dato che possedevo già il primo, terzo e quarto capitolo e che mi mancava proprio il secondo che era quello a cui ero più legato dato il mio attaccamento videoludico al periodo d'uscita, non potevo non averlo una volta scovato a pochi spiccoli in condizioni quasi perfette. Lo giocherò? Sarà un soprammobile? Sono cazzi miei, anzi cocci miei. 


👾 COME HO SCOPERTO DI ESSERE UN KIDULT 👾

Ma ecco che, in una umida notte estiva di quasi 10 anni fa, di colpo mi salì un cruccio di quelli minori nella testa, ovvero far funzionare quel cazzo di NES! Infatti, la mattina di quello stesso giorno comprai un adattatore AV/Scart per poter utilizzare finalmente quel caro NES, posto nel suo box e poggiato lì sopra l'armadio, sulla mia TV a schermo piatto (ebbene sì cari puristi, sono colpevole di stocazzo e delle vostre accuse me ne fotto): l'accrocchio Scart funzionava ma quella cosa che la cartucce partissero o meno a fasi totalmente casuali mi dava estremamente fastidio. Dovete sapere anche che inizialmente giocavo in 16:9 e nemmeno sapevo dell'esistenza della modalità 4:3 selezionabile dai menu del televisore, ne venni a conoscenza solo tramite Reddit! L'unico Forum di retrogaming che frequentavo era quello di Retrogaming History, ma sul resto non avevo assolutamente nessuna competenza tecnica persino su questioni così semplici, figuriamoci quelle di smanettamento hardware. Giuro, passai una notte intera a cercare una combinazione di movimenti, neanche fossero gli Hadouken di Street Fighter, che mi permettessero un avviso sicuro delle cartucce una volta inserite in quella presa contatti in condizioni sicuramente logore. Non avevo ancora idea di come smontarlo e soprattutto non mi interessava farlo, sicuramente non a notte fonda! Dopo ore e ore di combinazioni, giuro, ci ero riuscito! Ricordo ancora la sequenza: due leggeri spostamenti a destra, uno a sinistra, uno nuovamente a sinistra e uno finale a destra: partivano! Le cartucce, così facendo, partivano sempre al primo colpo. Fu l'inizio della fin... ehm, della fase odierna. Dentro di me si accese qualcosa: volevo a tutti i costi recuperare i giochi che ero solito noleggiare da ragazzino, specificatamente quelli che avrei tanto desiderato comprare ma che non trovavo mai nei negozi (e che finora avevo solo rigiocato in emulazione): presi Solomon's Key da eBay e, in parallelo, Pin-Bot e Wizards & Warriors da Retrogaming Shop. Erano gli ultimi giorni di agosto, anno 2016.

Ecco a voi, insomma, i miei primi tre acquisti in assoluto in ambito Retrogaming.

Prima di essi avevo sempre e solo i tre giochi rimasti da allora ovvero la cartuccia loose del mio amato The Guardian Legend mentre i restanti Mario & Yoshi, Pinball (con questi due titoli oggi diventati ricordi di mia mamma, venuta a mancare e che passava interi pomeriggi a giocarci) Super Mario Bros (una edizione Promo che ho scoeprto essere abbastanza rara) e (quel quasi-capolavoro di) Low-G Man (questi due ultimi trovati assieme al famoso bundle da 10€ dell'antiquario) tutti completi di box e manuale. Da lì in me si aprì una nuova fase mentale, partita come ciò che ho scoperto per molti essere una sfrenata ricerca della nostalgia a tutti i costi, ma che presto in me prese evoluzione in una cosa tipo l'essere legato al mondo degli 8 e 16-bit e non perseguire per forza l'inseguimento dei titoli e console del mio passato a tutti i costi, semmai aprirmi ad opere videoludiche che all'epoca non avevo potuto scoprire e su cui oggi, grazie all'avvento in massa di internet, potevo finalmente mettere le mani sopra sempre stando attento ai prezzi. Dovete sapere una cosa: sono un fottuto tirchio! 

Questa roba voglio pagarla poco, altrimenti tanto vale che vado di emulazione. 

Ed ecco che lì questa cosa dello "scoprire cose nuove" l'ho applicata a tutto ciò che ero solito fare proprio da bambino e al massimo adolescente: ho sempre adorato il mondo del disegno e dell'animazione, dello sculpting (quindi Action Figure e statue), dell'intrattenimento videoludico e soprattutto non ho mai smesso di adorare l'estetica anni '80 e '90. Non ho nessun vuoto da colmare, i miei sono interessi sinceri così come sono sincero verso il mio prossimo, anche a costo di risultare odioso. Ho avuto invero un  periodo, a cavallo fra il tardo 2010 e i primi mesi del 2012, dove ammettevo un profondo disprezzo per il mondo dei videogiochi, ma ciò derivava unicamente dal mio accanimento verso l'ingegneria del suono in modo forsennato, al punto da impormi in testa di voler studiare la materia senza distrarmi: praticamente, erano solo chiacchiere verso cui il "Kidult" dentro di me non dava alcun peso. Insomma, ho perseguito interessi totalmente ancorati al me passato ma non perché io sia alla ricerca della vana nostalgia puttana, bensì perché non ho mai modificato, sinceramente parlando, i miei interessi sin da bambino. Ho quarant'anni, sono adulto. Certo, un adulto disoccupato per ora, ma pur sempre adulto: ho nella mente responsabilità, pensieri e preoccupazioni tipiche della mia età perché, si sappia, avere tali hobby non equivale assolutamente a... sì, fatemelo dire, essere un fottuto bambino! E ora veniamo al lato sociale della cosa, sicuramente il meno compreso dal prossimo...


👾 GLI ASPETTI SOCIALI DELL'ESSERE UN KIDULT 👾


Entriamo nella parte più profonda dell'articolo: per me il termine "Kidult" è una sciocchezza.

E' come il termine "Grunge", un genere che sappiamo bene identificava tutto e niente delle band che ne facevano parte, era una commercialata spesso anche dispregiativa. Ecco, per me il termine "Kidult" è dispregiativo, perché se ci pensate bene ciò che a me (o noi) interessa riguarda prodotti creati da fottuti adulti e, pertanto, il fatto che ciò possa essere apprezzato soprattutto da adulti non rappresenza alcun problema semmai una seconda verità: oggi vi è una differenza netta fra "Action Figure" e "Giocattoli", sarebbe come paragonare una riproduzione realistica di un AK-47 con la sua controparte plasticosa da 10€ che è possibile trovare in edicola o sulle bancarelle delle feste patronali. Detesto le armi, ma prelevo un esempio a me scomodo per far capire la differenza della cosa. 

 

Gli stessi "cartoni animati" (che razza di termine, porca miseria) dei nostri tempi erano ricolmi di significati che siamo in grado di capire solo oggi e che da bambini non avremmo mai potuto cogliere, ciò significa che il cosiddetto "target" di riferimento di quei prodotti non ha età.  

Ecco, qui più che le armi scomoderei Il Trenino Thomas e lo metterei a confronto con un Kyashan o un Evangelion: il risultato sarebbe che il primo è chiaramente un prodotto che al sottoscritto darebbe persino fastidio in quanto fuori dal target di riferimento prettamente bambinesco e infantile, i secondi risulterebbero godibili in quanto sfruttano sì la tecnica dell'animazione, ma alla base vi sono tematiche ed emozioni decisamente adulte.  

Bene, ora potete applicare ciò anche al paragone fra giocattoli e Action Figure poco sopra. E sono proprio queste ultime a rivelarvi un aspetto cruciale della questione: "This is not a Toy. This product is designed for adult collectors only.", ovvero la targetta che trovate su determinati tipi di prodotti. Se continuate a non crederci sono problemi vostri. Voi continuate pure a guardare il calcio e comprare le sigarette, io non critico voi fin quando voi non criticate me. E' così che funziona, vero? Oppure no?

Provate a dare del bamboccione a un disegnatore, probabilmente lo prenderà come un complimento (in caso di incomprensione della reazione ritornare nel caso al concetto di Leopardi di cui sopra). 

Eppure essere un "Kidult" oggi è difficile, terribilmente difficile. Spesso riceviamo commenti poco lusinghieri circa una presunta immaturità che a conti fatti non ci compete. Solo a me è successo una miriade di volte e confrontandomi con altre persone, beh, non è che per loro sia proprio tutto rose e fiori. Gli sguardi mascherati da risatina o sdegno e le stronzate a mo' di battutina acida da parte di conoscenti o parenti sono all'ordine del giorno ogni volta che persone di un certo tipo visitano le nostre stanze personali.

Oggi si ha l'illusione che questo mondo sia sdoganato, ma la verità è un'altra: internet ha la capacità di unire, ma spesso questo unire farebbe sembrare gigante un nano. E' come la presunta "fratellanza" dei metallari, ovvero una illusione. Non siamo mica un numero tale paragonabile allo spot statunitense di Super Mario Bros 3.

Noi non siamo bamboccioni, siamo una specie di archeologi di noi stessi.

Noi non siamo immaturi semmai il contrario, abbiamo una concezione della nostre stesse vite che parte sin dagli inizi. Andiamo avanti restando fedeli a noi stessi. Potremmo cambiare, forse volerci anche distaccare un giorno da quelle cose una volta per tutte così come portarcele dietro fino all'ultimo dei nostri giorni, ma ciò che non cambia mai in ogni caso è l'affetto mentale. La coscienza no, quella non la si può modificare. E' come il DNA. 

Non vi è peggior immaturo di chi accusa il prossimo di non esser cresciuto, perché spesso è proprio la critica fine a sé stessa il primo segnale di immaturità.

E dopo questo sfogo, vi saluto con ciò che il me bambino avrebbe voluto recuperare tanto tempo fa, ovvero un "pupazzetto" (virgolette obbligatorie) di Vega

Ho dentro di me un senso di pace, come un qualcosa che finalmente si è calmato dentro di me e che finora mi bruciava dentro da quel 1992: il mio "fanciullino" oggi ringrazierebbe al me adulto senz'alcun dubbio. Da bambino ero ossessionato dalla Spagna e Vega fu parte e motivo di questa mia passione sviscerata per la penisola iberica, la quale ebbi la fortuna di visitare in occasione della gita del Quinto Superiore divenendo così in assoluto il mio primo viaggio all'estero.

Ma no, all'epoca non trovai alcun "pupazzetto" di Vega nei negozi: l'ho trovato solo pochi giorni fa, nel 2025. E, per precisione vostra, è una ACTION FIGURE, chiaro?! "NON E' UN FOTTUTO GIOCATTOLO".

 

👾 CIAO CIAO E TANTI SALUTI 👾 

Era da molto che volevo pubblicare questo mio sfogo, e ringrazio l'operatore del 118 che ogni volta che entra nella mia camera mi porge i complimenti per "tutta questa roba". Io però i complimenti, davvero, non li voglio: è quello a imbarazzarmi, non ciò che ho su una fottuta mensola. Ma lui è un Kidult come me solo che non lo sa, rispetto a me però ha un lavoro e, guardate un po', anche una famiglia. E ciò dice molto su tutto, tranne a voi altri per cui l'unica vita "da dritti", è la vostra.

Quindi a voi nello specifico rispondo come farebbe il buon Onizuka, statemi bene.

Ed ecco quindi la fine di questo post a cui tenevo molto.

Avrà avuto senso? E' scritto bene o meno bene?

Frega poco, il blog è il mio... 

Quindi anche per oggi siamo alle fine, alla prossima cari miei Cyberetronauti!

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CIAO DA JOE, LA MENTE DIETRO QUESTO BLOG! 👾


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