PlayStation (Parte 2): 30 anni di capolavori e cominciare sul serio a sentirti vecchio...

Addirittura due?! Beh, il precedente episodio se non si era capito era una delle mie trollate da scemo per DNA (pur considerando che tutte le vicende narrate sono assolutamente vere), però è innegabile che PlayStation vada anche celebrata per i propri meriti intrinsechi, più che per i svariati "pro" e "contro" offerti dalle sue... ehm, diciamo "potenzialità extra".

Ricordo in maniera assolutamente vivida il mio primo impatto con la PlayStation.

Mancavano pochi giorni alla Vigilia di Natale del 1997, i miei genitori e io ci recammo come di consueto dai parenti materni per le Vacanze di Natale. Entrai in casa di mio cugino e, appena arrivato, vi era lui con i suoi amici stesi per terra dinanzi al televisore come ipnotizzati, dato che a dettar legge era la nuova arrivata in quella casa: la PlayStation.

Io, finora, non ne avevo mai vista davvero una. Innazitutto, negli anni '90 ogni provincia dalle mie parti aveva delle sue precise abitudini videoludiche e delle console che tiravano per la maggiore: qui nel tarantino vigeva molto l'uso dei Famiclone (provincia pezzotta per eccellenza) e qualche spruzzata mista di Super Nintendo e Game Boy, mentre nel leccese ad esempio andavano molto il SEGA Master System e il Super Nintendo.

Come già accennato nel precedente speciale, la mia famiglia non aveva assolutamente grossi problemi economici ma ciò nonostante la condizione non era tale da potersi permettere il passo più lungo della gamba al suono di console all'ultimo grido e giochi supercostosi, motivo per cui qualche mese dopo, durante l'anno successivo avrei ottenuto quello che si sarebbe poi rivelato essere il mio primo lavoro in assoluto.

Il primo gioco che visualizzai in assoluto fu Abe's Oddysee, quel disco che girava era il Demo 1 allegato alla console in quel periodo (come spero sappiate ne esistono diverse versioni, oggi tutte ricercate dai collezionisti più completisti). Inutile dire che finì come ipnotizzato anche io a vedere quello spettacolo in movimento e, nonostante  il buon Abe vivesse in un mondo pre-renderizzato, si parlava pur sempre di un sistema di gioco assolutamente innovativo dove l'abbondante quantità di tasti offerta dal controller PlayStation aiutava in tal senso. Poi arrivò il primo gioco su cui misi davvero le mani: Rage Racer. L'impatto fu DEVASTANTE. Ricordo ancora le sensazioni adrenaliniche che mi diede, il brivido mostruoso alla schiena che mi causò: oggi per gli attuali standard tutto ciò potrebbe apparire ridicolo tecnicamente, ma credetemi se vi dico che per l'epoca tutti quei poligoni in movimento uniti a quella fluidità erano un qualcosa di seriamente traumatizzante in senso positivo. Nella versione Demo era possibile un solo giro dell'intero tracciato, ricordo ancora le leggende metropolitane circa il fatto di come potesse essere possibile arrivare primi, ma ciò era ovviamente una panzana clamorosa dato che il sistema di piazzamento in gara dei vari Ridge Racer era pesantemente lineare e fortemente dipendente dal numero di giri in corso. Ma oh, che ci vuoi fare, noi giovani rimbambiti volevamo crederci! E' così e basta, lasciateci sognare. Peccato che a oggi non lo possieda, non ho mai avuto quella "spinta" di prenderlo. Boh, vammi a capire...

Poi arrivò il turno di Rapid Racer, altro gioco per me sconvolgente, un altro gioco di corse di stampo Arcade su dei motoscafi con una resa delle onde per l'epoca da mascella a terra, che a differenza del precedente qui citato oggi possiedo sebbene in una inusuale versione giapponese. Arrivò quindi Porsche Challenge, non mi disse chissà cosa dato che al confronto con i due Racing Game precedenti mi sembrava blando. Idem Lifeforce Tenka, nonostante la mia passione per i giochi "alla Doom". Poi ricordo benissimo come mio cugino mi disse "E non hai ancora visto nulla! Guarda qua!", quindi passammo tutto il tempo a far muovere i vari Dino e Manta, le ormai famose Tech Demo causa della nostalgia di molti...

Oggi questa cosa delle Tech Demo farebbe sicuramente ridere, ma in un'epoca dove al massimo si muovevano una manciata di pixel, avere il pieno controllo di tutti i movimenti di un personaggio interamente tridimensionale era una cosa tanto impensabile quanto sconvolgente. 

Inutile dire che, dopo tutto ciò, cercai per mesi di ottenere la MIA PlayStation, ma mio padre non ne voleva sapere. Mi ripeteva "Hai già il Master System!" e io, per carità, me lo facevo pure andare bene, ma presto persino lui si rese conto di come fossi effettivamente un pelo non al passo coi tempi, in fondo sapeva bene che mi ero fatto la prima metà degli anni '90 con un Atari 2600...

Dopo il 2600 venne il Game Boy, ma dato che mi causava problemi alla vista lo abbandonai per tornare prima al 2600 e poi passare al Famiclone, Famiclone al quale si bruciò l'alimentatore (all'epoca non era così facile trovare rimpiazzi come oggi, scoprendo solo di recente come funzioni ancora grazie ad un adattatore multitensione comune di attuale generazione) e che poi fu sostituito dal Master System II elargitomi da mio cugino, lo stesso cugino che mi fece provare quella PlayStation e con cui ho condivido anni e anni importanti della mia vita. In fondo quel Master System era il suo, e con quel Master System ci passammo anni e anni d'infanzia, per cui custodirlo bene esattamente come faccio oggi mi sembrava il minimo.

Esatto, custodirlo. Ciò significa che mio padre si convinse finalmente a comprarmi una PlayStation, ma era Maggio e mi aveva detto che se ne sarebbe parlato a Settembre. Meglio di niente. Cominciarono le vacanze estive del 1998, e al paesello del leccese mi recai alla cartoleria della piazzetta per acquistare, in preda alla frenesia da imminente PlayStation, il numero di Giugno 1998 di PlayStation Magazine Ufficiale. Su di esso capeggiava prepotentemente la copertina dell'appena pubblicato Gran Turismo, con tanto di Video Demo nel Demo Disc incluso. 

Io sfogliavo quelle pagine in preda alla frenesia, come se fossero una specie di guida a chissà cosa. Scrutavo le recensioni, leggevo le notizie sui nuovi giochi e su fiere videoludiche (l'E3) che mi facevano intuire come si stesse aprendo una nuova era tecnologica. Ecco cosa mi manca di quel periodo: vi era eccitazione, vi era novità. Vi era il senso di qualcosa di nuovo, di mai provato prima. Quei poligoni erano la metafora di un qualcosa di ancora più grande di noi. Quelle colonne sonore formato CD erano croce e delizia dei sensi dopo anni di suoni minimali che oggi chiameremo Chiptune.

Allora non vi era tutto questo senso di "Retrogaming", anzi. Se avevi un NES venivi visto come uno "non alla moda", e tutti noi inutile dire che subimmo quella categorizzazione. Certo, nei primi mesi del 1998 le gente ancora veniva a casa per giocare col mio 2600 oppure col Master System, però dal 1998 inoltrato in poi, che fu davvero l'anno di esplosione di massa della PlayStation grazie all'abbassamento di prezzo a 199.000 lire (nei negozietti "di un certo tipo" più forniti si era soliti includere anche la famosa modifica al medesimo prezzo e un gioco omaggio con sole 50.000 lire in più), tutto ciò che veniva prima venne visto di colpo come obsoleto. 

Ecco, vi si respirava un forte senso di progresso e in contraltare puzza di obsolescenza.

Esplosero anche i PC, con le configurazioni più abbordabili che finalmente raggiunsero un prezzo poco sopra il milione e mezzo di lire, una cifra sempre altissima però decisamente più abbordabile rispetto al doppio che veniva chiesto solo pochi anni prima per lo stesso hardware. Ma la PlayStation era la PlayStation. E così, fra il 24 e 26 agosto 1998 (non ricordo il giorno preciso, ma erano quei giorni lì) ottenni finalmente la mia PlayStation, e ricordo benissimo che quando mio padre me la comprò era realmente L'ULTIMA rimasta in tutta la provincia. L'unica. La sola. Le scorte erano finite. Ecco perché mio padre voleva comprarmela a Settembre: le scorte dei negozi in zona si rifornivano come si deve solo ed esclusivamente a partire da dopo i mesi culmine dell'estate e, durante essa, si era soliti accontentarsi di ciò che era disponibile in negozio (tipicamente condizionatori, ventilatori e altri elettrodomestici tipicamente estivi). Appena avuta tirai avanti per qualche settimana con una copia Platinum del primo Tekken in prestito dal cugino più il famoso Demo One, fino all'arrivo della modifica a metà settembre.

Vero, impossibile negare infatti che una parte fortissima del successo di PlayStation fu dovuta alla modifica, ne ho già abbondantemente parlato descrivendo anche le mie esperienze "piratesche" del periodo, però è indubbio non pensare di come tutta quella tecnologia (che, credetemi, per il periodo era veramente tantissima roba) fosse disponibile alla portata di tutti grazie ad un prezzo veramente irrisorio. 

Senza la modifica avrebbe venduto lo stesso? Sì, ma sicuramente non così tanto. Però avrebbe venduto comunque e oggi ne riparleremo probabilmente allo stesso modo, senza però scomodare marocchini in spiaggia, disoccupati in canottiera dinanzi ad un PC dotato di masterizzatore e relativi stronzetti di ciurma piratesca come il sottoscritto del periodo. Insomma, non sarebbe stato lo stesso. 

E forse sarebbe stato meglio, perché essere uno sviluppatore di videogiochi in era PlayStation era deprimente: i giochi venivano venduti in quantità molto ridotte se paragonate a quelle delle console, console che venivano prontamente modificate. 

Ma la modifica non era solo per poter avere i giochi pezzotti a 20.000 lire, no. Era anche per poter avere una PlayStation "universale" e potere così permettersi di mettere le mani su costosissimi titoli d'importazione americana o giapponese. Alcuni lo facevano, i più seriamente appassionati sì. Era un altro aspetto nuovo ed eccitante di quel periodo e che rispetto a prima di allora, cioè negli anni dove nemmeno sapevamo cosa fosse davvero un Famicom o un Super Famicom, finalmente si sdoganava alle masse aprendoci così le porte delle meraviglie di programmazione di quei mondi a Stelle & Strisce oppure del Sol Levante, mondi che fino ad allora avevamo solamente immaginato grazie alle riviste del settore e programmi televisivi del calibro di USA Today.

Sony stava rivoluzionando tutto. Il videogioco non era finalmente più visto erroneamente come un qualcosa atto a intrattenere i bambini e i bambinoni ma un intrattenimento adatto a tutte le età, un esercizio di abilità fisica e mentale, quel qualcosa chiamato ad addestrare i nostri riflessi e anche le nostre capacità di ragionamento, dato che come già anticipato i sistemi di gioco finalmente si prestavano a modalità complesse ed estremamente avanzate. Certo, vi erano pur sempre i cari picchiaduro bidimensionali, ma allo stesso tempo avevamo a disposizione Command & Conquer preso direttamente dal mondo PC, vi erano le scorribande spaziali tridimensionali di Colony Wars, gli enigmi avventurieri di Tomb Raider con Lara Croft che divenne la sex symbol dalle tette "a punta" più procace e desiderata di quell'epoca, vi erano le scorribande leggermente più fedeli alla tradizione di Crash Bandicoot così come le elaborate trame di Final Fantasy VII e successivi, vi erano capolavori che erano vere e proprie esperienze di vita parallela come i vari Resident Evil oppure Fear Effect, vi erano robe assolutamente fuori di ogni connessione col passato come Parappa The Rapper oppure Baby Universe e Fluid.

PlayStation accontentava tutti. Ma davvero tutti. Anche più di quanto ci avessero mai provato il Super Nintendo e il Mega Drive soprattutto. PlayStation era un'architettura che superò il concetto di solo videogioco, divenne infatti anche (come per me) la prima esperienza di lettore di CD audio trasformando così il televisore in un impianto spesso di discutible resa sonora, ma pur sempre di musica si trattava. Grazie alla PlayStation iniziai a comprare i CD musicali. Il primo di essi su "The Sound of Gran Turismo" regalatomi la Vigilia di Natale del 1998 sempre dal famoso cugino, e una volta tornato a casa dalla vacanze lo sentivo ogni sera proprio sulla PlayStation dopo aver smesso di giocare con essa. 

Grazie alla PlayStation ho mosso i miei primi passi con la produzione musicale, e Music 2000 fu il mio mentore, colui che mi svezzò fino alle skill acquisite oggi con programmi per forza di cose più professionali, però posiedo ancora tutte le Memory Card strapiene di miei brani dell'epoca. Aaaah Music 2000, cominciai ad eliminare i salvataggi di gioco per poter crerae nuovi pezzi, però poi capìi che facevo prima ad acquistare direttamente una nuova Memory Card dedita esclusivamente allo scopo.

WipEout 2097 fu il gioco che più di tutti ebbe un impatto assoluto su di me, mi fece capire di amare il Cyberpunk e i sintetizzatori. Fifa '98 fu la sola occasione in vita mia in cui urlai "GOOOOOOOAAAAAAL!" (sempre a causa del cugino, sempre quel periodo di Natale 1997) come un italiota qualsiasi. Armored Core fu il sogno fino a prima mancato di poter guidare chi un Mazinga o un Goldrake, chi un Gundam, chi un Transformer, insomma un robottone dei decenni precedenti ma rifatto a videogioco. Cardinal Syn fu la ragione per cui poi riscoprì il mondo fino ad allora da me abbandonato di Dungeons & Dragons. Evil Zone era un concentrato di giapponesità da fare paura. Le saghe di Cool Boarders e Tony Hawk's Pro Skater ci catapultarono direttamente nel mondo delle discipline estreme a portata di joypad. Gran Turismo era talmente fotorealistico e accurato nei controlli rispetto alla realtà che qualcuno si convinse erronamente di come fosse già pronto per la patente, quella vera. Niente di più falso ovviamente, ma come sempre "lasciateci sognare: la magia era parte di quel periodo così pieno di novità". Driver ci ha fatto bestemmiare come poco altro con quel cazzo di alenamento iniziale (ok, forse non è proprio un bel ricordo questo, ma pur sempre ricordo resta). I vari Ridge Racer erano LA Sala Giochi con lettere maiuscole in casa, l'Arcade Sensation per eccellenza. Pac-Man World fu la più bella rinascita di un'icona che tutti noi credevamo dimenticata. Bloody Roar 2 ci travolse l'anima con un'azione su schermo bestiale almeno quanto quelle delle belve trasformabili che ne facevano da protagoniste. Ogni Tekken quando usciva ci faceva praticamente sempre urlare dalla gioia, con il terzo in particolare che come sappiamo tutti fu un miracolo di programmazione (anni e anni sulle riviste dove presunti esperti del settore millantassero di come fosse impossibile trasportarlo su PlayStation, e poi... ). ISS Pro '98 fu la rivoluzione dei giochi di calcio, il primo e da allora eterno rivale di Fifa da cui prendeva totalmente le distanze e che da lì in poi avrebbe avviato generazioni di tifoserie (cioè, non bastavamo già le tifoserie delle squadre di calcio vere, vero?) ISS VS Fifa pronte a darsele di santa ragione al suono delle recensioni d'epoca (e forse anche di pallonate in faccia dal vivo).

Su tutti spicca ovviamente  Metal Gear Solid che, per quanto breve, era talmente un concentrato di novità a tutto tondo che oggi si è purtroppo guadagnato il triste primato di "Gioco da boomer videoludico anni '90 da rigiocare stretchato a merda in 16:9 da parte di pseudogiocatori ignoranti intrippati di nostalgia senza controllo".

Eh sì, l'era PlayStation è stata veramente l'equivalente videoludico degli anni '60, il boom economico dei videogiochi ancora più di quanto fece il NES negli USA il decennio precedente. Siamo tutti "Boomer Videoludici". Se sei anche solo minimamente cresciuto con la prima PlayStation non hai scampo, io e te siamo uguali: due boomer. Accettalo.

L'era PlayStation però, nei suoi pregi, coi suoi difetti ci ha portato in situazioni di eccessiva sfrenatezza consumistica... proprio come negli anni '60, strano. Forse dovrai accettare anche tu che è stato veramente il più grande Boom economico a tema videogiochi, prima o poi.

Quante volte infatti, attratti dai prezzi invitanti delle copie masterizzate, abbiamo cominciato ad acquistare giochi su giochi senza mai completarne uno? E così giochi su giochi sono andati persi nei nostri "vorrei mai non posso" un po' per gli anni che avanzavano (e le necessità dettate dalla scoperta delle tette e della figa che spesso cominciavano ad avere prevalenza rispetto a quelle videoludiche), un po' perché poi arrivò prima la PlayStation 2 oppure la prima Xbox e quindi nisba, era roba vecchia con i suoi "ciddi masterizzati dimmerda", sostituiti poi dai "dividdì masterizzati dimmerda" che erano più capienti e con esperienze di gioco ancora più lunghe e graficamente più all'avanguardia. Quel periodo ci ha ingurgitato, masticato e rimasticato dalla testa ai piedi. Ma ne siamo usciti tutti gioiosamente vivi e siamo infatti qui a parlarne.

Insomma, grazie PlayStation.

Mi dispiace che la tua discendenza abbia poi dati i natali alla PS3 prima e alle PS5 dopo con annessa versione Pro, ma te resterai sempre intoccabile. Almeno fino quando ogni lente di ogni tuo modello continuerà a funzionare negli anni a venire. Ah, e poi grazie alla modifica io iniziai a lavorare sul serio, per cui grazie due volte. Ci risentiamo ai tuoi quarant'anni di anniversario se sarò ancora vivo (tocchiamoci... soprattutto ora che mentre correggo la bozza sono appena tornato dal Pronto Soccorso).

In conclusione come sempre, se vorresti contribuire al futuro di Cyberetropunk, potresti sostenermi con una piccola donazione PayPal a tuo piacimento se ti va. E' Natale e siamo tutti più buoni, già! Diversamente non fa nulla, non è affatto una cosa obbligatoria, però spero tu abbia almeno gradito i miei contenuti sia fino ad ora che quelli che verranno, cosa ben più importante. Sentiti libero di aggiungere il link della homepage ai tuoi segnalibri del browser e passa a ritrovarmi di tanto in tanto, ci saranno sicuramebte novità (i profili social annessi verranno aperti a breve). Qualsiasi tipo di commento qui sul blog è gradito, anche gli insulti. See You Soon!

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