01/02/2000: il mistero della webzine sospesa nel tempo!

Lettori dell'etere digitale, è passato esattamente un mese dall'ultimo post.

E credetemi, è stato un mese in cui mi è successo di tutto, in primis per la mia patologia vertiginosa che ormai mi ha costretto all'inevitabile resa nel senso che mi sono ritrovato a dover fare richiesta di riconoscimento per l'invalidità. La differenza fra me e i falsi zoppi che trovo la mattina a fare la spesa al supermercato, individui il cui potere d'acquisto miracolosamente priva loro di qualsivoglia problema oltre che della necessità delle stampelle mentre sono all'interno dell'attività commerciale, è appunto che io di qualche problema ne soffro davvero mentre molti altri lì fuori a quanto pare no.

E non dico nemmeno che potrei sbagliarmi perché vista e capacità di logica tutt'ora funzionano per fortuna, ma torniamo a noi con un post veloce tirato sù per far capire a Ngoole (alias Google in verace dialetto della Puglia Ovest). che in fondo sono ancora attivo per cui bando alle chiacchiere e procediamo! Ovviamente il font vecchia scuola che trovete strada facendo, anzi leggendo, è voluto.

 


Internet è pieno di misteri.

Esistono molti siti rimasti della leggenda, altrettanto leggendari video che un noto costituivano la oggi celebre "parte strana di YouTube", tutte memorie perlopiù legate a un qualcosa di sinistro e inquietante che oggi sono trattati da un nuovo canale YouTube veramente promettente, tale Cluetube, che vi consiglio caldamente. Ma l'internet storico, quello infarcito di caratteri Times New Roman, architetture web assai spoglie ed essenziali frutto della più basica programmazione HTML, è spesso artefice di sorprese ben lontane da qualsivoglia risvolto disturbante: il caso più famoso è sicuramente il sito web di Space Jam, la cui presenza online compierà proprio quest'anno ben tre decadi.

Dubito che non ne foste al corrente, ma in ogni caso ammirate questo sito e in pochi click vi ritroverete indietro di 30 anni, 3 decadi, 6 lustri indietro rispetto alle attuali tecnologie di programmazione web.

Il fatto di come questo sito sia ancora online è a conti fatti un mistero, sebbene uno di quelli piacevoli che ti spinge a voler quasi tornare in cantina per riafferrare quel vecchio schermo per PC a tubo catodico per il solo gusto di provare davvero a percepire quel feeling polveroso dell'internet di 30 anni fa.

Un po' come rivivere quell'era senza per forza utilizzare la macchina del tempo, senza gli inconvenienti derivanti dall'avere un case per desktop vecchio stampo infarcito di svariate ventole rumorosissime. Certo, sempre lo abbiate ancora quel CRT e che abbiate la forza di riprendere poi quel macigno per riportarlo in cantina. Oppure potete fare come me, che si fa andare bene un tradizionale schermo contemporaneo. 

 

Ma poi "desktop", cazzo, era un termine che 30 anni fa per noi nemmeno esisteva: avevamo IL COMPUTER (!) cazzo, nulla più e nulla meno. Certo, esistevano i COMPUTER PORTATILI (!!) ma costavano due stipendi, altro che "laptop". Il massimo del desktop che conoscevamo era la schermata, appunto, del desktop dui Windows, Linux o Mac OS che fosse, mentre tutto il resto era una marea di inglesismi che nemmeno conoscevamo (alla pari dell'inglese, che molti di noi non conoscevano e basta). E poi cazzo, internet: chi cazzo ce lo aveva internet a casa negli anni '90? Pochi, pochissimi. La scomodità pura fra cavi lunghissimi da collegare al dispositivo telefonico casalingo, telefono che durante le nostre sessioni di mastrubaz... ehm, navigazione restava ovviamente occupato. Se voleti tirarti una sega dovevi sperare nei primi timidi siti a luci rosse nella speranza di non beccarti qualche virus o peggio ancora necessitare di un software dialer (ricordate questi pericolo tutti anni '90 con ovvie ripercussioni, salatissime, sulle bollette?), intenti a percuoterci furiosamente il membro su immagini in risoluzione 230x180 pixel quando andava bene. Se volevi farti del male esisteva Rotten, sia il punto it (ehm, quello zozzo...) che il punto com. Per intrattenerti avevi i primi, timidi Forum. Le caselle mail erano un qualcosa che rispetto a oggi erano considerate un surplus e non la base di un... "account"? Al periodo noi la chiamavamo CASELLA DI POSTA ELETTRONICA (!!!). E poi vi erano i primi portali internet dediti alla versione web delle allora ancora celebri RIVISTE DA EDICOLA (!!!!) , oppure le prime vere "webzine"... e ridaje con gli inglesismi, dato che noi li chiamavamo SITI INTERNET (!!!!!). Google sarebbe sbarcato nel 1998, ma usavamo tutti Virgilio Search. Anche PayPal sarebbe arrivato nel 1998 ma molti di noi nemmeno sapevano cosa cazzo fosse mentre su eBay, quei pochi che sapevano effettivamente usarlo, tipicamente si pagava con VAGLIA POSTALE E BONIFICI BANCARI (!!!!!!), altro che PayPal, prepagate e così via. Sèeee, roba da fantascienza che neanche le seghe mentali sulla vita nello spazio di Elon Musk, nome non a caso che PayPal appunto lo creò. 

 

Vi era di tutto e di più, vi era Multiplayer.it soprattutto. Poi si accodarono gli altri.

Uno dei portali più piccoli e noti ai veri "hardcore net guys" di fine millennio era però lui, AVOC.

 


La sigla, secondo il sito, starebbe per Associazione Videogiocatori Onirici Comunitari e questo piccolo sito internet gestito da pochi appassionati ha rappresentato (per quel che io ricordi tramite le conoscenze di un amico di comitiva con qualche anno alle spalle più di me e genitori ben più benestanti in grado di potersi permettere un PC e pure una linea internet) uno dei primi grossi esempi di testata indipendente online dedita ai veri sistemi videoludici più imponenti dell'epoca ovvero PlayStation, Nintendo 64 e PC. Praticamente una specie di PSM in versione internet.

 

 

Il primordiale sito, stranamente accessibile ancora oggi, è infatti strutturato come le attuali webzine dedicate sebbene con grafica molto più spartana e immagini dei giochi in anteprima, udite udite, di poco più di un centinaio di pixel. 

Al periodo suppongo fosse un modo per mantenere il senso di mistero, dato che almeno in ambito PC gli screenshot veri e propri delle recensioni erano quasi sempre, sia nel caso di AVOC che della concorrenza, a ben 800x600 pixel o 640x480 nei casi più comuni (quest'ultima risoluzione standard dei giochi PC dell'epoca).

 

Navigare su AVOC, soprattutto nel suo modesto archivio alfabetico di notizie, anteprime e recensioni, è come portarsi indietro nel tempo fino ad arrivare a...

Al 1° Febbraio dell'anno 2000. 

 

Sì, perché l'ultimo aggiornamento risale proprio a quella data. Cosa sia successo poi, personalmente non l'ho mai capito. Potrebbe anche essere che cercando su Google la soluzione mi si possa spalancare in autonomia da sotto il naso ma no, voglio mantenere quel senso di mistero di quelli anni in cui, per sapere le cose, dovevi sbattere e nel resto dei casi quelle cose semplicemente non le sapevi. Pensate a oggi, che sappiamo tutto di tutti: social intossicanti per la nostra salute mentale, siti di notizie di qualsivoglia genere in pieno decadimento professionale, YouTuber infognatissimi con sponsorizzazioni varie, concorrenza di shopping cinese online che ha del delirante in quanto atta a proporti ogni giorno cose che nessuno sano di mente si sognerebbe mai di produrre e che tu, sorpreso dall'idiozia della cosa, proprio per questo le compri facendo sì che al ritmo di € dopo € poi ti ritrovi poi con le tasche bucate. Oggi ogni cosa dell'internet pare fatta per scrutare ogni singolo istante della tua vita con tanto di Smartphone che ti spiano, mentre un tempo internet era solo una fuga da una realtà che ancora non sapevamo essere così splendidamente reale.

 

Io ogni tanto, su AVOC, ci faccio un salto. 

Serve appunto a disintossicarmi dalla mia vita attuale, dallo stato velenoso dell'internet 2.0 o quel che cazzo è,  facendo finta che quelle anteprime siano giochi di prossima uscita. Un po' come se anche la tua vita si fosse fermata al 1€ giorno del Febbraio 2000, un po' come se il Millennium Bug effettivo non sarebbe dovuto avvenire nella mezzanotte di Capodanno bensì nel primo giorno di febbraio dell'anno effettivamente compiuto.

 

Un po' come rivivere "Il Migliore dei Mondi" di Maccio Capatonda, voi lo avete visto? Quel film vorrebbe insegnarci a non lamentarci del buono che abbiamo nel presente, di quello che le attuali tecnologie hanno portato nelle nostre vite a livello di impatto positivo. 

Ma sai Maccio, avrai pure ragione però tutto questo sapere continuo di cose, persone, fatti, stronzate, shopping ogni tanto mi porta a rivedere due cose: il sito di Space Jam e la homepage di AVOC. E no, non è nostalgia ma, una volta ogni tanto, vorrei solo tornare in qualche modo indietro con la mente a 30 o, rispettivamente, 26 anni fa. E credetemi, fanculo a tutto perché la lacrimuccia scappa. Il mio primo PC lo vedrò solo nel Febbraio 2002: Pentium 4 1,7GHz, Hard Disk Hitachi da 40GB, scheda grafica Nvidia da 64MB e 512 MB di RAM,. il tutto montato su una scheda madre ASUS P4S333.

E chi se lo scorda mai. E' ancora qui con me, non funzionante ma non sia mai a darlo via.

Proprio in quel freddo tardo pomeriggio giorno di Febbraio 2002, appena ricevuto il PC, feci due cose: masterizzare il mio primo CD in autonomia e capire come diamine accedere a Internet per accedere al sito di AVOC. Ma notai con stupore che era fermo già esattamente da due anni, sperando però che un giorno sarebbe tornato online. E tuttora lo spero, magari con la stessa identica veste grafica di allora.

Fanculo i modernismi.

 

 

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Ciao! 

 

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