Pollux: il Truxton made in Korea forse migliore dello stesso Truxton!

Prefazione dovuta: il precedente post ha ottenuto più reazioni positive di quanto mi aspettassi a dispetto dell'argomento delicato. Vi ringrazio, ciò mi è risultato totalmente inaspettato e altrettanto sorprendente. Detto ciò, di cui vi ringrazio ancora, come ben sappiamo il grande mondo delle convenzioni sociali è tanto scontato quanto sorprendente: allo stesso modo per cui uno dovrebbe essere un solo appassionato a patto di avere la casa sepolta di roba che neanche certi accumulatori seriali visti nei programmi in onda su DMAX, di Pasquetta devi essere per forza lì fuori a divertirti. Sì, altrimenti sei uno sfigato. Ma mettiamo il caso che il sottoscritto sia misantropo e che delle convenzioni sociali se ne sbatte, cosa otteniamo? Beh, un pizzico di tempo libero per buttare giù un articoletto veloce veloce! Cosa c'entra la questione del collezionismo? Beh, il gioco di cui andrò a parlare è stato scoperto via emulazione, alla faccia dei real hardware e di chi osteggia il suo ruolo di "gatekeeper" snobbone sull'internet! Ah, e comunque sarete più sfigati voi che sicuramente a fine giornata posterete sui vostri profili social le foto delle grigliate, passeggiate e puttanate varie fatte oggi a Pasquetta. A me cosa me ne frega? Per fortuna che i social li evito il più possibile... 

Let's go!

👽 

Aaaah, i romset.

Un tempo unica metodologia utile alla riscoperta di vecchie glorie così come la scoperta di nuove gemme nascoste. Oggi invece i romset vengono visti come il male dei mali, si sono tutti infighettati, tutti a tutelare gli interessi di compagnie spesso multimiliardarie, magnati dell'intrattenimento elettronico che di voi se ne fottono un fico secco, per loro contano solo i vostri fottuti soldi.

Per fortuna, dietro le nuove metolodie anti-consumatore de "la grande N" (a buon inteditor), una storica software house il cui nome ricorda in italiano l'atto masturbatorio che di colpo ritira dai servizi digitali tutte o quasi le proprie vecchie glorie, i due presunti magnati della deludente generazione attuale (la prima forse mai effettivamente iniziata e no, non è stata colpa della pandemia come abbiamo potuto vedere) che se le danno di santa ragione solo per fomentare sempre più risicate tifoserie mentre tutto il resto della gente se ne fotte altamente il cazzo, proprio quest'ultima categoria, cioè quella che se ne fotte il cazzo, sta tornando ai vecchi metodi. Complici anche le sempre più stringenti filosofie di abbonamento dei grandi magnati dello streaming, evolutesi in veri e propri ladrocini (l'abbonamento standard non basta quindi daje con 2€ extra al mese per rimuovere la pubblicità, 5€ al mese in più per la categoria Anime, altri 5€ mensili per la categoria Checazzonesaitu ed ecco che giustamente la gente che ancora adora sbattersi se ne sbatte le palle - scusate il gioco di parole - delle tue ennesime stronzate e ti manda, giustamente, a fare in culo), il grido del Capitano ritorna a risuonare roboante lungo le connessioni del presente, ulteriormente spinto nel suo compito grazie al mirabolante contributo dei sistemi VPN.

Quindi, ARRRRRRRRRRRRRR!

All'arrrrrrrrrrembaggio, ciurma!

 

La realtà è che qui i romset c'entrano poco, era solo per cazzeggiare un pelo come ai vecchi tempi: parleremo infatti, di un titolo che oggi dovrebbe a tutti gli effetti essere un abandonware. Proprio così, un titolo ad opera di Dooyong, defunta (nel 1996) e assai poco nota software house sudcoreana i cui unici titolo registrati all'ufficio brevetti sudcoreano sono i soli Wheel Runner and Gala Mode, il che significava che tutti gli altri software realizzati erano bootleg o cloni, fenomeno tipico deòlle software house sudcoreane del periodo. Ma traquillizzatevi, parleremo solo di roba apparentemente brutta oggi: POLLUX!

 


"Pollux, Pollux combinaguai! 

 Lì in Sud Corea felice tu stai,

 caro clonazzo di ciò che non sei, sei tu!

 Oh-oh-oh Pollux, Pollux combinaguai!

 Copia per bene il tuo maestro dai,

 che con qualche tocco lo supererai!"

 

Scusate il richiamo a una nota sigla delle nostre infanzie, ma è da giorni che la mia testa è perseguitata da questa storpiatura. Riportarla sul blog mi pareva il minimo. Quindi, tornando a noi, che cosa cazzo è Pollux! Beh, è un videogioco di genere sparatutto. Perché ne dovrei parlare? Beh... guardate e ditemi cosa vedete. Ma non letteralmente, cosa potete scrutare oltre ciò che un misero screenshot può offrire!

Ci siete arrivati? Cosa vi sembra?

Dai vi dò una mano...

Giuro, nonostante tutto si tratta di due giochi diversi. 

E dai cazzo, era facile! 

Pollux il clone Made in Sud Korea del caro Truxton di Toaplan!

E con "clone" intendo proprio "clone", senza girarci attorno.

Sì, ho emulato un gioco che emula un altro gioco! 

Ma andiamoci piano: essenzialmente non si tratta di una vera e propria hack della rom originale, bensì di una scopiazzatura talmente palese da non capire come cazzo fosse stato possibile per gli sviluppatori il sentirsi a posto con la coscienza. Dallo stile dei nemici ai fondali, dal design della navicella fino alla colonna sonora, tutto rimanda inevitabilmente al (presunto, io avrei i miei dubbi pur apprezzandolo) classicone di Toaplan. 

La colonna sonora in particolare è ripetitiva e fastidiosa fino a rasentare una perfetta operazione di tributo nei confronti della "zanzarosa" (FM synths, I miss you) colonna sonora originale di Truxton, solo molto meno orecchiabile e decisamente più cacofonica. 

 


Cioè, questa roba ha pure un compositore, tale Lee Sang-hyuk.

Più che un compositore è un abile emulatore oltre che discreto assassino di padiglioni uditivi! 

Se dovessi giudicare il suo operato partendo da queste sue assolutamente anonime composizioni (sembrano le prime note e caso incastrate su un tracker da un neofita)... beh, facile intuire che non ne uscirebbe proprio una buona valutazione delle sue doti artistiche.

Sulla storia nulla da dire: Pollux, una intelligenza artificiale di dimensioni sempre più imponenti, sta diventando sempre più cattivona perché accoppa le genti, quindi bisogna fermarla. Nei tempi di ChatGPT e colleghi artificiali si spera sempre che queste problematiche restino ancorate a film e videogiochi...

Ma Pollux fa anche di più. Proprio così, non si limita a copiare e addirittura osa. E osando ci azzecca, incredibile ma vero!

 

  
"Truxtoooon, che cosa ti hanno fattoooooo?!"

 

La nostra navicella innanzitutto non preleva, a differenza di Truxton, solo tre tipo di munizioni ma... di più. Giuro che non li ho contati ma assicuro che sono molteplici e anche efficaci nel loro avere sia pregi che difetti, una caratterisca invero molto bilanciata e ben pensata e che nel Truxton originale manca. Ma non ci limiteremo, sparando ovunque contro tutto il fecciame alieno possibile come un novello Man in Black in tuta spaziale, a raccogliere solo modalità di fuoco bensì bombe (classicone) e dei power-up contrassegnati da alcune lettere in grado di regalarci qualcosa che a Truxton mancava, ovvero il fuoco automatico: basta infatti afferrare la lettera A (autofire) e il gioco è fatto. Vi è anche la S ovviamente, che sta per Speed e che potenzia la nostra navicella nei movimenti proprio come in Truxton senza però farci raggiungere velocità ingestibili come avviene in quest'ultimo, una cosa indubbiamente positiva. Rispetto a Truxton, Pollux non ha una struttura dei livelli a loop infinito bensì un vero e proprio finale (ironico come il boss finale, l'IA Pollux, sia introdotto da una freccia riportante il suo nome), per quanto ovviamente non eccezionale.

 

  
"Truxtooooon, sei tuuu?"
 

In Pollux è anche decisamente più facile poter ambire più rapidamente a un potenziamento efficace nel minor tempo possibile rispetto a Truxton, dato che il sistema di gioco è generalmente generoso coi potenziamenti di ogni tipo, sia letterali che come modalità di fuoco; in più con ogni gettone inserito dopo il Continue il titolo sudcoreano offre sin dalla rimessa in gioco un potenziamento di fuoco a cazzo durissimo, soprattutto considerando che con ogni vita persa non costringe a ripetere la sezione da capo, nemmeno dopo un Continue, cosa che lo rende decisamente più godibile del titolo originale partorito da Toaplan qualche anno prima.

L'unico "svantaggio" rispetto a Truxton è che persa la prima vita, dalla seconda in poi si ripartirà con una modalità di fuoco davvero scadente, tanto che spesso vale la pena perdere direttamente tutte le vite fino all'arrivo, su emulatore (in sala giochi coi veri gettoni sarebbe un disco totalmente diverso), della schermata di conto alla rovescia quindi quella del Continue.

Insomma, ero partito con un mix di scherno e cattive intenzioni ma col senno di poi mi sono dovuto ricredere: sebbene di base un clone e forse neanche dei migliori data la colonna sonora totalmente anonima, Pollux alla fine si è rivelato essere stranamente godibile. E non è nemmeno di base così stupidamente difficile come i giochi della serie Truxton (a partire dal terzo episodio pubblicato recentemente possiamo effettivamente parlare di serie), risultandone sia migliore che peggiore (al nostro clonazzo manca totalmente qualsivoglia forma di carisma) e ciò è un risultato finale assolutamente bizzarro. Pertanto, ne esce stranamente promosso e ottiene il pollicione di approvazione dell'alieno viola bavoso pixelloso!

 

 
Echi di altri titoli Toaplan sparsi qua e là... 

 

A proposito di cloni...

Pollux era essenzialmente la "reskin" di un altro titolo della stessa software house, tale Gulf Storm e rilasciato praticamente in contemporanea. Dooyong  copierà diverse volte nella propria carriera gli sparatutto Toaplan, da Fire Shark a Slap Fight fino a molti altri, ma Pollux resta una delle operazioni più spudorate. Ebbe però un distributore d'eccezione, ovvero Atlus! Trovate più info sulla compagnia sul mitico Hardcore Gaming 101.

A presto, Joe!

 

 

 

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