Dobbiamo parlare dei rimborsi su Amazon!
Noi retrogiocatori (tiè, beccatevi questo equivalente italianizzato) siamo, da sempre, particolarmente avvezzi a un certo tipo di tentazioni, voglie irrefrenabili che oscillano sempre fra l’ennesimo oggetto dei desideri che mai fuoriesce dalla tua mente oppure veri e propri acquisti compulsivi.
Per mia parziale fortuna posso autoescludermi dalla seconda categoria, non potendo però dire lo stesso riguardo questo o quella “cosa” che non fuoriesce mai dai tuoi pensieri: ci pensi sempre e, nella maggior parte dei casi, ti ritrovi col portafogli alleggerito, ferito e urlante nello stile che ci ha sempre dimostrato il buon Doctor Game.
Ma il punto non è questo, quanto dimostrarvi come spesso proprio una di quelle piattaforme incriminate, anzi persino quella ritenuta più affidabile fra tutte, possa di colpo riservare spiacevoli sorprese. Ma attenzione, qui non si parla di acquisti bensì un aspetto forse ancora più importante o parzialmente rincuorante: i rimborsi!
A questo punto immagino che possa seguire il classico tuono con tanto di colpo sonoro in stile cinematografico sempre tipico del mio adorato Doctor Game (giuro, fra lui e il sottoscritto non vige nessun tipo di partnership commerciale però cazzo, è già la seconda volta che lo cito in poche righe) e sì, credetemi, stiamo per avventurarci in un vero e proprio film dell’orrore, per certi versi.
👽 DOVE E’ COMINCIATO TUTTO... 👽
Sotto gli occhi di tutti i lettori, o meglio per tutti coloro che ancora non lo avessero fatto, ecco la mia precedente recensione di Evercade Alpha. E sì, precedente: perché nel mentre ho dovuto far sostituire la precedente unità con una nuova e credetemi, l’esperienza col rimpiazzo è stata per certi versi persino peggiore, tanto da farmi dubitare ancora di più del già inaffidabile ecosistema Evercade che ruotava attorno a… quella “cosa” ecco! Ovviamente, perdonatemi lo spoiler, a seguire del (spero breve) articolo che andrete per leggere seguirà la recensione più sincera, spietata e approfondita possibile non solo sulla nuova unità che, tanto per inciso, è stata anch’essa rimandata indietro già giorni fa, tanto quanto sull’intero ecosistema Evercade.
Insomma, altra unità fallata fra vecchi e nuovi problemi, che ovviamente non vi anticipo altrimenti nessuno leggerà più quello che andrò a scrivere al riguardo: oh, che già qui sopra mi leggono in quattro gatti, se poi mi gettassi la zappa di pixel direttamente sui piedi da solo, piedi ovviamente fatti di carne e ossa, allora sì che sarei proprio un co… LOSSALE IDIOTA!
Certo che non questa attualità infarcita di un comico che nessuno conosceva (la storia dell'allontanamento di tale Pucci da Sanremo) e di Gerry Scotti "impegnato socialmente" con le letterine io vado a parlare di Amazon? E dai, ognuno ha le sue priorità, no?
👽 DA CERTEZZA A MONNEZZA! 👽
Signor Amazon, davvero, mi lasci spiegare.
E' solo un gioco di parole, di rime, serve a dare l'idea.
Non sono certo quel tipo di persona lì, talmente viziata dall’iperconsumismo di cui anche la sua persona è colpevole (suvvia, un esame di coscienza), dal dare di matto così di colpo utilizzando termini forti e spesso impropri.
Anzi, mi permetta di iniziare il discorso con un elogio: andando oltre il trattamento a dir poco altalenante (con le esperienze degli addetti di magazzino si va per singoli casi) verso diverse figure professionali a lei legate lavorativamente (spesso i corrieri, spesso miei amici qui in zona pertanto temo raccontino frottole e il loro stato fisico non mente ulteriormente), devo ammettere che la sua piattaforma è stata per il sottoscritto sinonimo di sicurezza quando effettuavo acquisti. Davvero, tutti i miei dubbi sul legare direttamente la mia prepagata sul mio account sparirono subito dopo le prime consegne andate miracolosamente a buon fine in tempi record e anche in caso di resi l’esperienza è stata ottimale, anche e soprattutto nei casi dove sceglievo oppure venivo costretto ad adoperare il rimborso causa carenza di qualsiasi opzione di sostituzione.
Qui fino al 2025.
Poi arrivò il 2026.
Infatti, il termine “è stata” lascia presupporre un qualcosa al passato, un passato indefinito e forse anche recente, ma che comunque passato resta. E infatti oggi, nelle prime settimane del 2026, mi sono visto costretto a restituire non solo quella robbimmonda di cui sopra (Evercade Alpha), ma anche altri oggetti di cui mai avrei sospettato un reso da parte mia. Ehi, signor Amazon non mi guardi così: io giuro, la roba rotta in casa non me la tengo! E no, non mi convincerà nemmeno offrendomi quel tiepido rimborso da lei offerto ogni volta prima di confermare un reso.
Giuro, per lei potrei anche pur sempre restare un burino, ma scemo ancora non lo sono.
Lei l’ultima volta mi ha offerto 2,60€ di rimborso parziale nel vano tentativo di convincermi a tenere un oggetto rotto del costo di 26€, si rende conto? Tutto avvenne tramite la sua stessa App e poi si figuri, non è stata nemmeno la prima volta!
Guardi, ho lasciato passare giusto perché è lei.
E ci ho messo per una ennesima pietra sopra circa il brusco trattamento verso i poveri, bistrattati corrieri, addossandomi (ir)responsabilmente lo 0,01% del peso globale di questa società iperconsumistica allo sfacelo.
E scusi, eh? Signor Amazon, ho già i miei bei problemi di schiena mentre mi addossavo ogni volta tutto questo sulle mie spalle: veda che lo 0,01% di un qualcosa a livello globale rigettato sul singolo individuo è tanta roba e lei, che è miliardario in piena regola, lo sa quanto i punti percentuali possano avere molteplici pesi e sfaccettature!
Sì ok, va bene, ero colpevole tanto quanto lei di tutto ciò…
Ma ora mobbastaveramenteperò!
E questo lo disse Maccio Capatonda, giusto per cambiare dal solito Doctor Game.
👽 ASPETTA E SPERA CHE SI FA SERA! 👽
Dieci giorni fa sostituì un articolo, primo mio reso del 2026.
Il nuovo articolo, suo sostituto, costava meno del precedente, infatti avrei dovuto essere parzialmente rimborsato della differenza.
Ho visto quei soldi secondo lei, signor Amazon?
Ma certo che no, sto infatti ancora aspettando date le sue nuove, scintillanti direttive in termini di resi ove questi prevedono il rimborso.
Lo sa che tutto ciò non è molto carino, vero signor Amazon?
Lo sa che lei mi offriva il rimborso subito, 10 minuti dopo aver consegnato il mio pacco presso un Amazon Point convenzionato, vero? Non può non saperlo, ciò accadeva infatti fino allo scorso anno per me, ed è stata una delle cose che, volente o nolente, mi faceva tornare a riacquistare da lei con fiducia. Resi e rimborsi era così semplici, perché ora rendere i secondi così ostici?
Io qui intanto aspetto e stamane, dopo l’ennesima chiamata concordata con il Servizio Clienti, l’operatore mi ha rilevato quanto seguirà. E mi creda che ci sono rimasto male.
Signor Amazon…
👽 “SONO SCIOCCATO E INORRIDITO!” 👽
Semi-citazione dai Simpson, afferrato?
Beh, stamane l’operatore, messo sotto stress dal sottoscritto (sì lo so, già sono stressati anche loro ma credetemi che anche io lo sono) mi ha rivelato l’arcano: i rimborsi Amazon sono da ora gestiti da una società o costola indipendente del Servizio Clienti di Amazon, una vera e propria “gestione finanziaria o qualcosa del genere a parte” per quanto mi è parso di capire. Apperò e io che lì nella App leggo solo “Centro Resi”: quindi si scrive in un modo ma si legge in un altro? Giuro, sono tutte cose dette dal suo operatore e lo sa perché? Stamane infatti si è sviluppata una urgenza seria per me, signor Amazon, quindi ho chiesto se potesse essere mai possibile fare un sollecito per il rimborso, ed ecco quindi che il suo operatore… non so, si è forse lasciato sfuggire qualcosa che non avrebbe dovuto dire?
Davvero, è che costui dopo avermelo rivelato ha effettuato un vocalizzo tipo “Ops!”, un sordo deglutire che mi ha fatto forse supporre che questa cosa sarebbe dovuta restare segreta? Beh, qualunque sia la verità non si preoccupi signor Amazon, potrei tranquillamente aver male interpretato io e, pure che questa cosa della “sezione separata” sia un qualcosa di tranquillamente pubblico, avevo già intuito che qualcosa fosse cambiato in peggio.
Tanto per cominciare, mi spieghi questo bizzarro sistema di tracciamento dei resi…
Davvero, quale mente sana se ne uscirebbe mai con un “Consegnato” come seconda voce? Ok, è “consegnato al punto Amazon” è chiaro, però poi in alto leggo “consegna del reso” e davvero, sulle prime una persona comune, già stressata per i fatti suoi, non ci arriva subito a capire che con quest’ultima voce è da intendersi come la consegna del reso DA PARTE DEL CLIENTE mentre la mente (dove giuro, non sono stato certo l’unico ad aver frainteso così stando ad altra gente) inevitabilmente pensa alla consegna del reso presso la sede di Amazon (credo sia nel bolognese).
Col ritiro è un pelo più chiaro ma davvero, vedo un utilizzo della lingua italiana altamente fraintendibile e oltremodo singolare. Chissà, forse non è un caso.
Ma lo sa quale aspetto rappresenta il cambiamento più scioccante di tutta questa controversa telenovela, signor Amazon? Che lei fino a poche settimane fa, anzi fino allo scorso anno, a questo punto mi avrebbe in qualsivoglia caso già offerto il rimborso, mentre ora sono qui ad aspettare tuttora un rimborso parziale mancato di 10 giorni fa, figuriamoci quanto dovrò aspettare per gli altri due, rimborsi totali.
Stando alle cifre facilmente immaginabili, sommando il tutto non sono certo quattro spiccioli.
E più aspetto, più la mia già azzerata fiducia cala.
Prima sicurezza, oggi monnezza.
Ma noto che per lei non fa differenza 1€ da 1000, le tempistiche sono sempre quelle.
Bravo, questa è democrazia, ceeeerto!
E lei cosa fa ora? E’ lì nell’angolo a fischiettare?!
Ma che cazzo, signor Amazon! Ecco bravo, si rimetta composto per diamine, che qui pare di stare all’asilo con gli infanti che prima fanno le disfatte e poi sperano di farla franca dinanzi all’insegnante…
👽 COS'E’ RIMASTO DEL “VECCHIO” AMAZON? 👽
Beh, una vaga certezza la abbiamo ancora, andando oltre il fatto che a quanto pare questi giorni da quelle parti se li prendono proprio tutti-tutti allo stato attuale. Sì, perché stando a tutti gli operatori contattati finora il mio reso di dieci giorni fa è stato consegnato al centro Amazon. I suoi informatori mi dicono che il tutto è stato consegnato, solo che qui il sistema di tracciatura non solo mi manca (forse perché manca ancora un vera integrazione di tracciatura per i resi spediti con Poste Italiane), ma mi mostra questo.
Ho visto sistemi di aggiornamento del tracciamento migliori quando a spedire c’era Nexive, credo basti questo.
Qui si supera ogni limite di pessimismo. E a proposito di pessimismo non oso nemmeno immaginare quanto dovrò aspettare per ricevere tutti i rimborsi nel complesso… ma, a proposito di aspettare a questo punto, l’operatore mi è venuto incontro con una stentata certezza: se entro i 14 giorni promessi il rimborso non dovesse essere stato effettuato (e dal tono con cui mi è stato detto sembra essere un avvenimento ricorrente, sempre tenendo conto che sto creando un immaginario basandomi sui toni e sulle cose udibili, però difficilmente nella vita ho supposto male anche considerando che col suono ci dovrei lavorare e su queste cose sono abbastanza attento) posso contattare il Servizio Clienti per farmi anticipare il rimborso da lei in persona, signor Amazon!
“Anticipare il rimborso?!” chiedo stupito.
Sì, perché i rimborsi vecchio stile “adesso si chiamano rimborsi anticipati”: i quali, sempre a detta dell’operatore esistono tuttora, ma solo su specifici articoli. “Quali articoli?” chiedo, ma mi viene risposto che in realtà la cosa è praticamente casuale, dato che si parla (giustamente) di milioni su milioni di articoli!
Quindi, se un articolo spedito dieci giorni or sono deve ancora essere aggiornato, dovrei aspettarmi che tale affermazione del suo operatore sia persino falsa? Sa, quel “In alcune situazioni, i rimborsi possono richiedere più tempo.” mi preoccupa alquanto.
E’ tutto così confuso. E ripeto… magari lo è VOLUTAMENTE?
AGGIORNAMENTO DELLE 19:20 - Noto questa mail che non avevo notato prima d'ora sulla mia casella di posta, da notare la presenza del termine "oppure".
Come sarebbe a dire "oppure"?
Altro dubbio, altro uso (forse volutamente) dubbio della lingua italiana: 14 giorni dalla presa in carico della restituzione (tramite Amazon Point o ritiro del corriere) ok, questa opzione si è capita ormai.
Ma quell'"OPPURE", per diamine?! Messo così mi suona più come una cosa tipo "O IN ALTRI CASI a 14 giorni massimi di distanza dal giorno del rientro dell'articolo in magazzino" più che un "APPENA l'oggetto sarà arrivato in magazzino avverrà il rimborso". Cioè, non lo sanno più nemmeno loro ora?!
E penso ciò a maggior ragione che il primo oggetto, quello di cui starei ancora aspettando il rimborso parziale, nei vostri magazzini ci sarebbe arrivato da diversi giorni stando a quanto riferitomi dagli assistenti telefonici!
Quindi di chi o cosa dovrei fidarmi? Del centralinista? Di questa mail? O magari dovrei solo dare retta ai miei stessi dubbi? Stanno solo giocando coi fraintendimenti per coprirsi la faccia in ogni caso? No, perché a me sembra proprio questo, mi spiace!
👽 LE PROBABILI CAUSE 👽
A leggere cose del genere allegate ad alcuni articoli, venni colto da un leggerissimo sospetto…
E sì, a questo giro ho citato Fantozzi.
Chissà, forse i resi e rimborsi vari potrebbero aver superato gli ordini portati a buon fine: probabilmente, il sistema Amazon si è ribaltato su sé stesso, chissà?
In fondo, che senso avrebbe avvisarmi di un articolo restituito frequentemente, se non quello di farmi evitare del tutto di comprarlo? E su una piattaforma di e-commerce, un avviso del genere equivale a schiaffare il portiere preventivamente dinanzi alla rete nonostante l’attaccante sia ancora ben oltre l’altra metà del centro campo.
Per dirla tutta facile-facile, equivale a mettersi il pannolone al culo onde evitare di farsi inculare dal cliente. Non ce la potevo fare, sono fatto così. Sono più grezzo ed Er Monnezza io di quanto lo sia te oggi, signor Amazon! E sì, inutile che mi guardi così, te al massimo potrai fare Bombolo. Ma col cilindro in testa e i baffoni finti del signore del Monopoli.
Dai, forse anche il tuo megaflop del filmsu Melania Trump, dove pare tu abbia investito circa 700 milionidollari, non ti sia andata giù. Sì, facile fare battute sui miliardari che piangono miseria. A maggior ragione che il vero Er Monnezza, cioè l’uomo del popolo, sono io. Non hai ancora capito che te sei al massimo la versione col cilindro di Bombolo?
Per carità, ora cercando di essere finalmente serio, posso capire un business.
Ma questo business lo hai impostato te caro Mister Amazon, mica io.
Io mi ci sono adeguato e, lasciamelo dire, era la forma di business online ideale: poca attesa, poche ansie.
Non neghiamolo, i punti a favore c’erano altrimenti io stesso mica mi sarei fatto soggiogare. Ne ho approfittato pure io, sebbene preso dai sensi di colpa (GIURO).
Già ideale. Forse troppo.
Ma ora non ne sono più così sicuro. Anzi, per nulla.
E il giocattolo difatti si è rotto in parte.
Perché ho visto un servizio assistenza post-vendita più curato nel caso di portali esterni ad Amazon, pensando soprattutto ad alcuni piccoli venditori eBay che si sono dimostrati meravigliosi a livello umano.
E già, proprio così, quel senso di umanità che Amazon, a lungo andare, ci fa dimenticare.
Quel mio voler mettere una pietra sopra ai soprusi sui lavoratori (che ripeto, alcuni sono miei amici e di queste cose me ne raccontano quasi nel quotidiano dei rari momenti di pausa loro concessi), alle conseguenza di tutta questa comodità, ci fa dimenticare che dietro un ordine, dietro una pretesa di puntualità, dietro ci sono poveri cristi stressati che rischiano un embolo solo per portarti a casa una qualche cazzata che, a questo giro e dato l’andazzo, probabilmente restituirai.
👽 SIAMO PARTE DELLA CAUSA 👽
Sì, forse la colpa è anche nostra.
Ma giuro, da parte mia io non ho mai abusato di ciò, ho restituito solo perché ce n’era davvero il bisogno: in fondo, chi si terrebbe mai in casa un oggetto difettoso se non addirittura rotto?
E passi sopra al fatto che Prime è ormai aumentato.
E passi sopra anche al fatto che Prime Video è una piattaforma di streaming sempre più limitata, con numerosi film e sezioni della stessa piattaforma (Anime Generation ad esempio) da pagare separatamente per il noleggio o una ulteriore iscrizione mensile.
E passi sopra al fatto che il tempo di resi è stato dimezzato, altro segnale del fatto che forse la macchina dell’ipercomodità si è fagocitata su sé stessa.
Ma qui c’è un altro punto della questione: la gente non è scem…
No dai, veramente, la gente spesso è scema. Un po’ scemi lo siamo tutti.
Voglio dire davvero che la gente pretende qualità, ma anche e soprattutto perché è viziata dal dover spendere sempre meno e pretendere che la qualità sia uguale se non superiore alla roba dove si spende di più! Il meccanismo influencer + realtà alterata + pretese infinite e irrealistiche funziona così, ti convince che la vita in quella bolla di cristallo sia la realtà tangibile e non una misera illusione di ciò che è umanamente possibile: ma se persino la roba dove si spende di più delude proprio a causa della mancanza di qualità spesso e volentieri, come mai si è così propensi al cercare alternative addirittura spendendo meno?
Ecco, visto che siamo parliamone: come mai Amazon Haul? Perché voler fare addirittura concorrenza a siti cinesi quali AliExpress o Wish, a piattaforme di fast fashion quali Shein e compagnia brutta?
Amazon è colpevole tanto quanto i suoi clienti per come la vedo io.
Ammetto di non conoscere la politica di commercio di Haul in quanto consapevole dei rischi concerni la qualità ne sto alla larga, però da qualunque punto la si veda non è proprio stata una mossa furba: si è resa una piattaforma, già colpevole del declino di una società sempre più impostata sul modello Fast Food, ancora più colpevole di spingere ulteriormente l’acceleratore, quel tasto “tutto e subito”che sta rendendo questo pianeta un posto sempre più simile a una pattumiera. E intendo realmente, una pattumiera.
Fra resi, vestiti realizzati in poliestere di ultima fascia e colorazioni tossiche che si consumano da Natale a Santo Stefano (quindi non potresti nemmeno usarli a Capodanno, figuriamoci l’Epifania), rimborsi e tanto altro, ormai qui sono più i rifiuti che le cose utili a girare da una parte all’altra del blobo terracqueo.
Spesso ci si dimentica del vivere più rallentati, meno sopraffatti da tutto, da notizie 24 ore su 24 7 giorni su 7, sponsorizzazioni, dati rubati a scopo di ulteriori pubblicità.
Non sarebbe forse meglio ritornare ad avere meno e lasciare queste piattaforme a qualcosa che hanno davvero solo loro (che è esattamente quello che già faccio, quindi il mio non è un discorso ipocrita)? Meglio ritornare a provarli di persona quei vestiti, controllarne i materiali, decidere per bene nei tempi giusti. I telefoni meglio rateizzarsi presso l’attività commerciale di un povero cristo sotto partita IVA che magari di dispositivi disponibili non ne ha 100 ma solo 20, però almeno te li fa provare con mano.
Ecco da dove nasce la nostra nostalgia a tutto tondo: spesso non è quella nostalgia che io chiamo meretrice bensì quel senso ricorrente di tempi storici oggettivamente più sani, meno stressanti e dove ogni cosa aveva il suo tempo. Le migliorie apportate dalla modernità stanno strabordando e, inutile dirlo, la storia dei resi con rimborso su Amazon per me è un esempio perfetto. Volendo potrei anche citare il Game Pass, ma temo renderebbe solo da alcuni punti di vista lasciandone vacanti altri.
Se persino un macchinario gigalodontico come Amazon ha dovuto mettere dei freni mettendoci tutti sullo stesso piano, cioè sia furbetti che con la scusa del rimborso facile ad Amazon nel pacco ci spedivano le pietre (con la scusa che “il corriere me l’ha consegnato così” magari) sullo stesso livello di coloro che si sono sempre comportati correttamente (come me… e scusate se è poco), qualcosa vorrà pur dire.
No, signor Amazon, tranquillo che sono ancora incazzato nero con te e non ti sto adulando né tanto meno giustificando. Hai tutte le informazioni che ti servono per trattare con riserva i rimborsi richiesti dai truffatori (vedasi la truffa di qualche anno fa coi rimborsi Google Play a seguito di Postepay clonate di cui, purtroppo, ne fui vittima anche io), ma ciò non significa che io debba essere trattato allo stesso modo. E non parliamo del catalogo sempre più ridotto di Prime Video: proprio non capisco certe logiche se non per la voglia di abituare il proprio popolo pagante ad avere sempre meno ma pretendendo si paghi sempre lo stesso se non di più senza che questo debba però lamentarsene. E' quella che io chiamo la "logica Ubisoft" e oggi abbiamo fine in quali acque naviga Ubisoft: prima o poi la barca si rompe se continui ad ondeggiare su mari pericolosi.
La realtà è che da ora in poi, se già Amazon lo usavo poco, adesso lo userò sempre meno. Diciamo che ora mi assomiglia più a un e-shop qualunque, solo con una linguistica molto più ambigua e forse furba. Certo, hai pur sempre i call center sette giorni su sette anche di notte (ma seriamente voi chiamereste l'assistenza Amazon di notte come neanche fosse un numero di donnine zozze anni '90?), hai pur sempre alcune spedizioni garantite in 24 ore, sostituzioni incluse, e addirittura una sempre più striminzita sezione di film comunque inclusa nel pacchetto, il tutto per 5€ al mese. Ok, ma mi pecchi proprio sui rimborsi? Sarà che sono un Bilancia come segno zodiacale magari, ma io sono uno che posa sulla bilancia TUTTI gli aspetti di una scelta e oggi scegliere Amazon non mi offre più la stessa sicurezza di prima. Non ci vedo più alcun grande vantaggio rispetto all’acquistare i medesimi prodotti rintracciabili anche presso altre sedi, dove spesso ne ho tratto esperienze nettamente migliori di quelle che sto attualmente vivendo proprio con te, signor Amazon.
Quando vorrò far nuovamente urlare di dolore il mio portafogli con qualcosa che potrei trovare solo online, credo proprio che tornerò su eBay anche a costo di dover pagare e anche attendere di più…
Ebbene sì, sono finito a (s)parlare di Amazon!
Che dire, se non che il mio è un blog pieno di (forse spiacevoli?) sorprese?
Vi ricordo che il link di possibili donazioni su PayPal resta sempre lo stesso, accedibile sia cliccando sull'immagine qui sopra che sul presente link ipertestuale. Sia chiaro come sempre: l'eventuale donazione è cosa esclusivamente di vostro gradimento e non è logicamente obbligatoria in alcun modo, però nel caso ciò avvenisse mi farebbe piacere. Basterebbe anche il costo di un caffè: ok che per ora non ho ancora recuperato i soldi spesi causa mancato rimborso, ma in fondo un modesto grazie schifoogni tanto non fa. Oppure, in alternativa, potreste dare un ascolto alla musica che creo su Bandcamp e offrire eventualmente qualcosa da lì.
In qualsiasi caso grazie anche solo per la vostra attenta lettura, a presto.
Se volete, insultatemi pure nei commenti.
Joe (e l'alieno 👽)














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