Il 2026 sarà davvero un nuovo 1983 per i videogiochi?

Innanzitutto benvenuti, cari Cyberetronauti, al primo grande cambiamento estetico di Cyberetropunk. Certo, inizialmente avrei voluto mantenere il caro zombie (cyber)punk (sì, quel quadrettone di 4 pixel riossi e neri era nelle intenzioni uno zombie col Mohawk se non si fosse capito) in una sua veste pur sempre rigorosamente a 8-bit rinnovata, dal colore della carnagione diverso (verde al posto del tradizionale rosso) e con un sorriso spaccone ma no, poi a conti fatti non si legava col resto degli artwork blogghettari che stavo progettando pertanto ho deciso di salutarlo per lasciare spazio ad altro: considerate quindi il mio post di fine anno su Instagram come un suo saluto finale prima di ritornare nel suo mondo rigorosamente a 8-bit.

Ogni tanto però ritornerà, giusto per salutare, e la mia parte di coscienza legata a esso vi promette che di tanto in tanto ritornerà a farci visita. Ora però il suo posto principale è stato di colpo preso da un alieno violaceo (evoluzione dell'icona 👾 che uso da sempre) sempre crestuto (e che nelle intenzioni, se notate, terrebbe legati i suoi restanti capelli crescenti da metà fronte avvolgendoli in una lunga coda sul retro del capo), perennemente infastidito e bavoso, esattamente il tipo di attitudine che pretendevo dal successore del caro zombacchione! E visto che c'ero, avevo deciso di dare una spolverata al logo. Ve l'avevo detto che su Cyberetropunk sarebbe prima o poi cambiato qualcosa, ricordate? Beh, io non parlo a vanvera e, anche se a volte sembra così, è solo un'apparenza dettata dalle ripetute mancanze di tempo.

Alcuni usano dire "anno nuovo, vita nuova" ma in realtà è più che "cazzo, l'unica cosa buona delle Feste è che finalmente ho un po' di libertà". E a proposito di anno nuovo, come non iniziare l'anno appena iniziato con quella che sembra essere la previsione più accreditata dai meteorologi del chiacchiericcio tecnologico, ovvero...

Alcuni giustamente diranno che non ha senso parlare di una Parte 2 se non ne esiste una prima e invece no cari miei, perché qui non si parla mica di sequel cinematografici bensì di un anno vero e proprio, ovvero il 1983! E cosa è successo nel 1983? Vi lascio un indizio prelevato da un video YouTube, ma molti avranno già capito...

Beh, cazzo! Dai, parliamo del Video Game Crash!

O meglio, facciamo chiarezza perché in questo argomento ci sono troppe cose esagerate e volutamente approssimate per fare sensazionalismi: spesso infatti si parla del 1983 come l'anno de "la grande crisi dei videogiochi" e sapete cosa vi dico, pur non essendo ancora anagraficamente nato sino ad allora? Che tutta questa esagerazione è una stronzata, una stronzata grande quanto l'affermare che "E.T." per Atari 2600 sia il videogioco peggiore della storia!

Su cosa mi baso? Beh, innazitutto non fu una vera e propria crisi del media videoludico in toto quindi va di suo che la parola "VIDEOGAME Crash" sia fuori luogo dato che il videogioco nella sua interezza, sia come media che a livello globale, non crollò per un cazzo in quel 1983. No, aveva semplicemente cambiato piattaforma, coincidenzialmente con l'anno di esplosione degli Home Computer che tutti compravano ai figli per farli studiar... AHAHAHAHAH MA CHI CAZZO CI CREDE?! Suvvia, li si faceva comprare ai genitori (salvo non avere già genitori coinvolti nell'ambiente informatico) con la promessa di usarli per andare meglio a scuola quando poi, nei fatti, al 90% li si usava solo per una cosa: GIOCARE - AI - VIDEOGIOCHI! Chiaro? E parliamo sempre del 1983 miei cari e mie care, anno di esplosione dei vari Commodore 64 e ZX Spectrum in primis. 

La stessa Atari poi, andando oltre gli Stati Uniti d'America e Canada, esplose proprio a partire dal 1983: avete presente lo spot nostrano che recitava "Atari, magari"? E' del 1983!

E sempre nel 1983 da noi, salvo avvertire effettivamente qualche rallentamento di marcia nella distribuzione delle CONSOLE Atari (attenzione CONSOLE, no Home Computer della stessa azienda), Atari nel 1983 e dintorni andava fortissimo. 

Fonte? Gente con qualche anno più di me alle spalle, un gruppo neanche troppo sparuto di gente che allora c'era e che, pur non conoscendosi minimamente l'uno con l'altro, ha raccontato ognuno la stessa identica cosa: l'Atari 2600 era "la meraviglia dall'America" oppure "il sinonimo di videogioco casalingo".

A testimonianza di ciò, ecco una vetrina di Milano nel 1984, quindi nel pieno della presunta "grande crisi" dell'anno precedente e che durò fino a fine 1985 lì in Nord America. Ma questa in foto era l'Italia appunto nel 1984.

E già, altro che crisi mondiale in quel post-1983. Strano si stia parlando sempre dell'anno in cui pubblicato "Piece of Mind" degli Iron Maiden, non è vero? Eppure è così, alla faccia di cui continuia tutt'ora a raccontare di come ci fu una specie di apocalisse. Sì, della chiacchiera.

Il famigerato "Video Game Crash" dovrebbe essere rinominato, per esigenze di precisione storica, "North American Videogame Console Crash".

Rende più l'idea? E visto che ci siamo lo sapete che le sale giochi proprio nel 198, non registrarono alcun calo di popolarità bensì un vero e proprio incremento proprio in Nord America, a causa della scarsa qualità del software casalingo ATARI (sì, una che trascinò tutte le altre) che spinse gli appassionati a dirigersi verso le prestazioni senza compromessi delle macchine originali, sebbene al prezzo di un ripetuto e forsennato "INSERT COIN"?

ALTRO CHE SPACCIATI! I VIDEOGIOCHI  NEL 1983 ERANO PIU' VIVI CHE MAI, LA GENTE SI ERA SOLO ROTTA IL CAZZO DI TONNELLATE SU TONNELLATE DI SOFTWARE SPAZZATURA SOPRATTUTTO SU CONSOLE ATARI FRA GIOCHI IDENTICI FRA LORO, GIOCHI MAL PROGRAMMATI E CONVERSIONI ZOPPE! E AVEVANO FOTTUTAMENTE RAGIONE, DATO CHE ATARI AVEVA TRADITO I SUOI STESSI CONSUMATORI. CONSUMATORI CHE SI SCHIFARONO COSI' TANTO DEL MEDIA CASALINGO DA  LASCIARPASSARE TOTALMENTE IN SORDINA MACCHINE DEL CALIBRO DI COLECOVISION E VECTREX (E IL PREZZO IN QUEI CASI DI CERTO NON SPINSE IL PUBBLICO A CAMBIARE IDEA, TEMENDO UN "EFFETTO ATARI" PRATICAMENTE PER QUALSIASI ALTRA CONSOLE DA GIOCO). GLI STESSI CONSUMATORI CHE DA LI' IN POI TORNARONO PERLOPIU' A VIDEOGIOCARE IN SALA GIOCHI O PASSARONO A FARLO SUGLI HOME COMPUTER, MACCHINE DECISAMENTE PIU' VERSATILI DI UNA SPECIFICA MACCHINA DA GIOCO.

In grassetto rende più l'idea? Non sto urlando, è per mettere in chiaro visto che sono 20 anni e passa che leggo le stesse stronzate. Il tanto discusso videogioco di E.T poi., da sempre patria di appiglio per i content creator più ignoranti e poveri di argomenti, fu un vero e proprio capolavoro se consideriamo che fu programmato IN SOLE 5 SETTIMANE, ci rendiamo conto?! Sì, avete letto benissimo. Voi che blaterate di "peggior videocoso della storiablablabla" cosa avreste potuto fare all'epoca, coi mezzi offerti dalla tecnologia del periodo? Sicuramente avreste fatto molto peggio del buon Howard Scott Warshaw che, a differenza vostra, resta un'icona intoccabile. E lo è anche grazie a quel presunto "disastro". Warshaw fu incolpevolmente eletto come simbolo di un crollo causato da altri: E.T. era sì grezzo, ma alla base era un titolo avvincente, ambizioso soprattutto. I bambini, in quel Natale 1982, probabilmente sotto l'albero si aspettavano un altro cazzo di clone di Pac-Man o vai a capire cazzo cosa (nella speranza che fosse migliore della conversione vera e propria dello stesso Pac-Man ricevuta poco prima su 2600, allora ancora noto come VCS), ma in realtà avrebbero solo dovuto leggere quel fottuto manuale di istruzioni! E forse, esagerando con le provocazioni, si potrebbe anche dire che i bambini piagnoni di quel Natale '82 ebbero più colpe nel cosiddetto "Videogamecrashblablabla" che il povero Warshaw!

Sì, avete letto bene. La panoramica della situazione reale non fa una piega, si dovrebbe imparare a ragionare di più con la propria testa e meno con le favolette catastrofiche propinate dai content creator senza nulla di sensato da dire.

QUELLE PICCOLE PESTI PIAGNUCOLOSE AVREBBERO DOVUTO LEGGERE IL MANUALE DI ISTRUZIONI PRIMA DI ROMPERE I COGLIONI IN MASSA!

Ok, questa è chiaramente una provocazione, però ha un senso. E non dico ciò solo perché lo scorso 25 dicembre beccai questo post sul gruppo Facebook di AtariAge! 

 

Si parla di milioni e milioni di copie mandate indietro. In fondo non è che cinque milioni di bambini fossero tutti diventati di colpo una sterminata quanto indistinguibile massa di rompipalle da un mattino (della Vigilia di Natale) all'altro (del giorno di Natale), però non sarebbe certo un'eresia ipotizzare come tutti quei bambini vai a vedere cosa cazzo si aspettassero. E.T. fu come già detto l'errata personificazione di un qualcosa che non gli apparteneva fino in fondo, quando al massimo era solo un gioco dalle basi geniali ma purtroppo sviluppato in maniera abbastanza grezza date le tempistiche assassine entro cui fu appunto messo sù. Eppure E.T. non fa schifo. Firefly era su tutto un altro livello di merda ma nessuno ne parla perché trattandosi di titoli budget e di terze parti non ebbero la stessa botta pubblicitaria.  La differenza di allora rispetto ad oggi poi,  da non dimenticare, è che i videogiochi erano trattati come prodotto per bambini (prima che poi arrivasse Nintendo trattandoli alla stregua di un vero e proprio giocattolo come tutti noi sappiamo e per di più schiaffando senza vergogna la pixel art sulle copertine, il tutto oggettivamente parte di una brillante strategia di marketing) alla faccia degli spot pubblicitari della nonnina che sbraita non appena scopre di poter giocare a Berzerk col suo nipotino. 

Quei bambini furono vittime del consumismo, delle merdosa pubblciità e delle illusioni, delle aspettative che generava. E si da, anche io da bambino avevo le aspettative a mille ma la comprensione di vita era quelle che era. E.T. non era brutto bensì grezzo, ma la ragione principale fu che nessuno ci capì un cazzo. Era talmente avanguardistico che le circostanze per un prodotto di quel genere in quel periodo non erano ancora mature. Anzi, era sicuramente il prodotto meno indicato per fare qualunque cosa. State certi che, se nonf osse successo per E.T., sarebbe successo con qualcos'altro subito dopo. 

Ma ora basta parlare di E.T. e torniamo a parlare di ipotesi catastrofistiche: cosa c'è di vero nella frenesia generale che vede sempre più utenti, milioni e milioni, a sperare in un nuovo 1983?  

 

 

Moltissimi di essi affermano di come si stia già generando il primo, grosso squarcio che potrebbe poi dare il via alla classica "rottura della bolla" eppure, a un occhio generale, forse qualcosa non torna: lì fuori i videogiochi su Steam vendono milioni di copie, il gaming oggi è strutturato come non mai al punto da essere un passatempo multigenerazionale, le copie al Day One fanno belle mostra di sé sulla bacheche dei social network di tutto il mondo.

Andiamo con ordine, in primis perché non è detto che debba per forza succedere qualcosa.

Ma, soprattutto, questo presunto nuovo crash del settore, che è una cosa di cui si parla ormai sin da quel 2020 in cui PlayStation 5 faticava ad arrivare nei negozi, oggi torna più prepotente che mai nelle menti degli utenti, utenti intenti poi a rigettare la loro frustrazione magari per l'ennesimo gioco rotto al lancio e necessitante di numerose patch correttive. Mettiamo i puntini sulle i: la PS5 in quell'anno di merda non arrivava perché in giro vi era in corso, temo ricordiate tutti bene, una cazzo di pandemia con annesse, ovvie problematiche di forniture nella componentistica. In quel caso sarebbe stato giusto parlare sì di crisi, ma globale a causa di una cazzo di pandemia globale, e sebbene fossimo tutti costretti a restar chiusi in casa desiderosi di mettere mani sul giocattolo nuovo perché altro al periodo non si poteva purtroppo fare, una PS5 era forse l'ultimo dei problemi quanto a serietà rispetto a tutto il resto, a ciò che stava accadendo. E invece no, per molti era l'inizio della fine del settore. Ma non per una pandemia, bensì per una cazzo di PlayStation nuovo modello. No dico, seriamente? Vaffanculo!

Oggi però, a distanza di 5 anni sono cambiate molte cose. 

La pandemia stessa ha infatti causato un primo aumento generalizzato dei prezzi in genere, l'inflazione è aumentata e, visto che ci siamo, in Italia siamo sempre più poveri dato che gli stipendi sono fermi al proporzionamento dell'inflazione degli anni '90. Parentesi nostrana a parte, si è poi visto un sempre più crescente uso dell'Intelligenza Artificiale, generando una bolla d'interesse da parte di nuove grandi aziende del settore che avrebbe fatto incazzare tutti e in primis noi musicisti, poi i grafici, poi i giapponesi (ricordate la cosa dello stile Studio Ghibli? Bene, i diretti interessati persero le staffe e da quel giorno usare l'IA in Giappone pare sia illegale) e poi pure l'utenza stessa! Oggi infatti quella dell'IA è il settore su cui si punta di più alla faccia delle battute sulle sei dita che eravamo soliti fare anche solo due anni fa. L'IA sta crescendo a una velocità spaventosa, imparando sempre più. E la colpa è di chi fornisce a essa sempre più informazioni, dettagli sempre più precisi da elaborare, dando forma a un caos che non porterà a nulla di buono dal punto di vista sia umano che ambientale.

Ok, non facciamo i bigottoni, io stesso sogno un futuro dove le macchine si sbattono il culo al lavoro al posto nostro mentre l'idealissima società progressista ed equitaria del futuro ci fornirà a noi soldi a sufficienza restando a casa mentre ogni cosa attorno a noi sarà automatizzata. Certo, per ora è solo una mastodontica sega mentale. Ora siamo in quella fase di intermezzo in cui, quando decidi di farti crescere i capelli, hai quel cazzo di stile a metà fra lunghi e corti che non sai mai cosa cazzo fare per non sembrare un cazzo di gorilla barbone. L'IA brucia energia, tantissima energia. Il problema ambientale è serio ma soprattutto uan cosa è chiara, questa IA piace a pochi, soprattutto non piace a James Cameron (ma non solo lui, ecco un articolo fresco fresco di National Geographic) e credo che non sia esattamente l'ultimo degli scemi nel poterlo affermare. E nonostante tutto abbiamo scemi che si sentono grafici, i quali piuttosto che pagarlo un grafico si fanno modificare una roba su qualche cazzo di sito IA  a 5€ al mese. Sì risparmi, ma intanto sulla lunga un grafico fa la fame. Bastardi.

Il problema è che, sebbene in Italia questa cosa del risparmio forzato sia un'esigenza dettata da esigenze economiche sempre più stringenti (credo che qui prima o poi la guierra civile arriverà, eccome se arriverà), in altri Paesi messi meglio di noi (cioè tutti tranne la Grecia credo?) e soprattutto nei grandi ambienti dove girano i "big money", tutto ciò sia solo una scusa per spremere al livello successivo, probabilmente quello finale (?), il concetto di Consumismo minimizzando le spese e massimizzare più che mai i profitti. Tanto gran parte della gente lì fuori è scema, era già scema prima poi coi social network si è persa inevitabilmente in una sgrammaticata corsa per l'affermazione del proprio ego prima di allora schiacciato fra i ranghi di un lavoro precario schiavizzante e una litigata al bar sotto casa. Ora quella gente si può sentire artista, ingenere del suono, musicista o chissà che altro non avendo mai studiato, tanto l'IA fa tutto per loro. Preferivo i tempi quando si limitavano a condividere gli stati sgrammaticati tipo "questo giokino mi a fatto scoprire ke fiore sono hihih tropp forte!1!!", almeno se la cantavano e ridevano fra scemi e più scemi, senza scomodare noi altri col QI ancora mezzo salvo (anche se dato l'andazzo di dopamine collettive in eccesso non so per quanto ancora). 

E intanto ecco sorte le nuove, grosse complicazioni: memorie RAM e dischi SSD sono volati ben oltre le stelleproprio grazie alla scarsità di componentistica dettata dai server delle IA. La truffa peer ora pare essere solo legata ai singoli componenti e non a PC e Smartphone fatti e finiti, però intanto sempre più si parla di un aumento dei prezzi di listino assurdo proprio per PC e Smartphone nel corso dell'anno. E' speculazione globalizzata seria questa, altro che i prezzi degli strozzini del Retrogaming! Ed ecco che alle utenze PC in particolare (ma credetdmi, anche quelle console di chi magari non ha ancora acquistato la nuova Xbox e vorrebbe farlo, anche se mi chiedo chi cazzo glielo faccia fare) iniziano a girare giustamente le palle su più aspetti: sì cazzo perché prima tu, compagnia Tripla A demmerda brutta e cattiva mi lanci il gioco rotto, poi sempre tu magari mi chiedi 8GB di RAM in più per farlo girare come intendevi nei piani iniziali ma per la RAM poi ci spendo mezzo PC, quindi grazie al cazzo che m'incazzo. E qua non ci stiamo incazzando solo noi italiani (ormai veri e propri master della vita all'insegna del tiraggio forzato e della pezzottaggine, per dire che a breve dovremmo tirare al risparmio pure sulle mutande), bensì statunitensi, tedeschi, svedesi e chiunque nel globo terracqueo. Gente con più soldi di noi insomma, dettaglio che secondo me dovrebbe far pensare. E se non compri, nel senso no che lo sbandieri su YouTube o Reddit tanto per far figo ma intendo proprio che CHIUDI I CAZZO DI RUBINETTI FINANZIARI VERSO L'ESTERNO E NON COMPRI PIU' UNA CEPPA PER DAVVERO perché non ti fidi più di un cazzo di nessuno, ecco perché lo scenario di una nuova crisi del videogioco appare non più solo come una sega mentale di molti. 

La crisi nordamericana delle console da gioco del 1983 nacque proprio così, solo che ora lo scenario è globale sul serio e a farci le penne sono proprio i personal computer, quelli che nel 1983 rappresentavano il passaggio di parte dei consumatori in merito alla prosecuzione del fenomeno videogioco. Ironico, non trovate?

Infatti non bisogna commettere un'approssimazione madornale: un presunto nuovo crash in stile 1983 non è detto che debba per forza avere le medesime caratteristiche di quello originale. Sono passati oltre 40 anni, la tecnologia si è evoluta e con essa la società. 

Poi oggi crediamo di sapere tutto ma è solo una illusione, è fuffa, siamo solo bombardati mentalmente da un grosso bluff pseudo-informativo e più sfumature. Oggi non ti crolla un'azienda o per di più un settore così nel giorno di Natale a causa di un solo gioco Tripla A troppo esposto a livello pubblicitario e per cui milioni di utenti decidono di richiedere il rimborso su Steam. No. Potrebbe succedere eh? Ma no, ho fortissimi dubbi in merito sulle medesime dinamiche aggiornate oltre quattro decadi dopo. Ripeto, è cambiato fottutamente tutto. In quasi mezzo secolo è cambiata anche l'utenza e la possibilità di interazione: i videogiochi sono più una cosa per adulti, come le Action Figure, mentre l'interazione grazie a internet è pressoché immediata. I bambini e ragazzini sono lasciati a soffocare nel brainrot fra social e giochini idioti tipo Candy Crush da parte di genitori irresponsabili che li hanno messi al mondo solo per adempiere a uno status sociale che se non rispettato avrebbe fatto crollare il loro fragile indipendentismo a livello di modus operandi.

La digitalizzazione dell'intero media, la cui dimensione fisica è ormai ridotta a un contentino sempre più stupido, non vota certo a favore della fiducia del consumatore. Qui vorremmo tutti solo che una Collector's Edition di Terminator 2D: NO FATE, la quale contiene l'intero gioco COMPLETO e senza patch, sia lo standard. Ok, è un giochino di due ore e non un GTA 6, ma quanto alla fisicità del formato in caso di dimensioni esagerate basterebbe cominciare a distribuire tutto direttamente su supporti tipo SSD, no? Tanto, se devi farmi pagare un disco dal contenuto mezzo rotto 80€, allora tanto vale che con quei soldi mi schiaffi il tutto su di un disco essessedd... ah cazzo vero la speculazione dell'IA e i prezzi di merda da pezzi di merda, cazzo. Eh no, per ora non si può. Bel sistema di merda all'ennesima potenza, davvero.

Tornando al presunto crash, credo piuttosto che sarà qualcosa di molto tenue per quanto concerne lo sviluppo, in quanto andrà sì espandendosi ma pian pianino. Non sarà immediato come avvenne quasi 50 anni fa però potrebbe comunque svilupparsi passo dopo passo sotto i nostri occhi, fra un commento di qualche utente incazzato nero letto su Reddit e una qualche visualizzazione di articoli in merito ai sovrapprezzi in ulteriore crescita condivisi su Telegram.

La gente è stanca, si sente tradita. Ma ciò basta da solo a generare una nuova crisi in stile 1983? 

Infatti non bisogna nemmeno dimenticare che quella gente spesso anche la stessa gente che compra la nuova PlayStation in edizione limitata a 300€ in più del valore di mercato dal bagarino su eBay, ci capiamo? L'edizione limitata di PS5 terminò totalmente nel giro di minuti e il 50% degli acquirenti furono i soiliti strozzini. Ma lo strozzino non gioca, quindi sebbene faccia numero per Sony è un acquirente a metà dato che a lui interessa solo rivendere e dei videogiochi probabilmente non gliene potrebbe fregare meno di un cazzo. Il problema sorge quando tu compri dallo strozzino: lì non ha colpe Sony, il problema sei tu e della fottuta FOMO (Fear Of Missing Out). Al massimo potresti lamentarti delle realtà effettiva dell'appellativo "Limited Edition" dato che ormai ogni cosa prodotta sotto tale etichetta viene poi stampata in quantità sempre più limitate, fattore che assicura al cento per cento il bagarinaggio, questo sì. E se la mettiamo così potremmo anche aggiungere questa cosa ai problemi dell'ambiente videogioco nel presente.

Nvidia ha dichiarato di voler investire nelle IA integrate sui propri prodotti, ma l'utenza ci sta solo gettando merda addosso a questa cosa, ritenenendola giustamente non necessaria. E intanto il mercato minacccia aumenti fino a cifra finora giudicate ridicole e impensabili. Qualcuno ha pensato che basterebbe non comprare, ma se poi un PC assemblato ti serve a cosa cazzo ti attacchi? Magari a qualche scheda di fascia inferiore prezzata allo stesso livello della top di gamma medio-alta di 10 anni fa? Praticamente una Shrinkflation tecnologica. Non credo ne saremmo soddisfatti. E qui non c'entriamo noi italiano e i nostri miseri stipendi da fame., qui a lemanterasene è il mondo intero.

Aggiungiamo poi anche che sviluppatori in stile Ubisoft fanno il cazzo che vogliono causando astio (ricordate la storia del disabituarsi al possesso effettivo dei giochi vero?), mettiamoci pure che sempre più utenti stanno tornando al retrogaming ma, dati prezzi, solo via emulazione o al massimo si orientano sempre più verso piccoli titoli Indie, non certo i Tripla A e compagnia, ed ecco che otteniamo uno scenario globale di fiducia sempre più decadente.

Ecco, forse qualche base più concreta per una catastrofe del genere comincia a prendere forma. Finora l'aumento dei prezzi è sempre stato un qualcosa a cui siamo abituati, ma se a questo aumento corrisponde un deciso abbassamento qualitativo allora sì, ripeto, che ci può incazzare in maniera altrettanto decisa. E i grossi nomi lo sanno, basti infatti vedere le ultime pratiche di salvataggio aziendale dei soliti colossi, che personalmente mi sono suonate come un qualcosa tipo cambiare totalmente business in caso di crollo repentino della baracca videogiochereccia globale. Questo è l'aspetto che mi ha fatto più paura fra tutti.

Credo anzi TEMO che un crash possa essere necessario prima o poi se le cose continueranno ad andare così male, perché esso farebbe da reset al sistema. Ma sarebbe anche totalmente irresponsabile augurarselo dato che sarebbe come augurare una nuova guerra mondiale per ribilanciare le democrazie globali. 

Ci rendiamo conto di questo, vero? Ok che qui i nostri soldi restano in saccoccia a l'AMD di turno ti crolla, ma poi bisogna anche mettere in conto che quel sistema qualcuno o qualcosa lo dovrebbe rimettere sù. E proprio i social network avrebbero dovuto insegnarci che le parole non contano nulla quando poi devi fare i conti coi fatti. Ah no vero, non possiamo rendercene conto: abbiamo il brainrot!

Verdetto: potrebbe non succedere nulla ma la situazione non è affatto rosea. Il fatto che i videogiochi siano al loro apice non significa in alcune situazioni uno stato di salute, bensì che un qualcosa di fortemente densificato rischi di alterarsi del tutto al primo sballamento significativo. Oggi la gente di tutto il pianeta parla tramite la rete, si segue a vicenda grazie all'uso imperante della lingua inglese, usa internet per battaglie personali che non vedono confini geografici e da lì al non comprare più coi tuoi soldi in massa potrebbe bastare un attimo. Io vado a prendere i pop-corn che se a questo giro succederà qualcosa, essendo che il fenomeno è già abituato a sballonzolamenti di un certo riliveo grazie alla tolleranza delle utenze consumistiche, altro che 1983 e Video Game Crash fuori luogo: qua crollerebbe tutto sul serio!

E nel mentre starò lì a godermi l'Apocalisse, rigorosamente col computer connesso alla rete, gli snack in stile sbobba per conservanti e rigorosamente un agrodolce sorriso beffardo sul viso.

Al prossimo post dove, per bilanciare, parlerò di qualcosa di bello. 

Quest'anno cercherò (nei limiti del possibile) di essere molto più organizzato. Anche perché se non lo facessi quell'alieno bavoso incazzato mi darebbe botte forte forte, è un tipo esigente.

A proposito di alieno, ora sorride pure! Così, di colpo, col sorrisetto furbetto, ma... perché? 👾

Beh, molte cose con l'arrivo del nuovo anno sono cambiate ma il link di possibili donazioni su PayPal resta sempre lo stesso, accedibile sia cliccando sull'immagine qui sopra che sul presente link ipertestuale. Sia chiaro come sempre: l'eventuale donazione è cosa esclusivamente di vostro gradimento e non è logicamente obbligatoria in alcun modo, però nel caso ciò avvenisse mi farebbe piacere. Basterebbe anche il costo di un caffè. Oppure, in alternativa, potreste dare un ascolto alla musica che creo su Bandcamp e offrire eventualmente qualcosa da lì.

In qualsiasi caso grazie anche solo per la vostra attenta lettura, a presto.

Se volete, insultatemi pure nei commenti.

Joe (e l'alieno 👽)

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