Cyberetrostories: la bizzarra storia dietro la mia copia di Dragon Warrrior per NES!
A volte i social ci fanno dimenticare il vero scopo per cui facciamo le cose: avevo creato questo blog per avere uno spazio tutto personale in merito ai miei hobby più frivoli, ed ecco quindi che la storia alle spalle della mia copia di Dragon Warrior per NES, davvero particolare, rischiava di perdersi negli ennesimi commenti che, come c'insegna Roy Batty in Blade Runner, si perderanno inevitabilmente come lacrime nella pioggia. Per tutti coloro che (per mia fortuna) non avessero ancora letto il mio commento a tema sparso nell'etere della spazzatura digitale immateriale dei social network, eccone uno proprio qui su Cyberetropunk. Sì, ho creato un post a tema. Perché questo è il mio blog e il blog parla della mia vita relazionata ai miei hobby.
Questa è la prima puntata di una nuova serie denominata Cyberetrostories, ovvero storielle più o meno folli alla base di oggetti e avvenimenti della mia vita.
Procediamo.
Era il periodo prossimo alle Feste di Natale 2020 se non ricordo male, forse il 2021 ma non oltre. Dietro questa mancanza di dettagli vi era una ragione: quei due anni e mezzzo di lockdown per me sono stati tutti un pastone confuso di ricordi offuscati vissuti fra le mura di casa. Non ricordo nulla di davvero significativo in quel periodo se non ansie di vario genere (fra cui il perdere una eccellente occasione lavorativa incompatibile con le circostanze che si stavano andando a creare e che mi ha portato ai casini che, purtroppo, vivo ancora oggi generando un vuoto irrecuperabile nella mia vita professionale) e la sensazione che finora, neanche a farlo apposta, questo genere di storie si erano sentite solo nei videogiochi e non certo alla TV.
Era notte fonda, cazzeggiavo in una delle tante notti mezze insonni e prive di aspirazione com'ero solito fare in quel periodo. Ricordo di come stessi cercando qualcosa di interente agli RPG quella notte giusto per distarmi inutilmente dal tutto ciò che avveo attorno, quando di colpo mi imbatto in una immagine che riporta a un popolare sito di e-commerce a tema videogiochi, oggi non più così popolare ma comunque tuttora online e che preferisco non nominare (tanto non avrebbe comunque importanza allo stato attuale): scovo una copia americana di Dragon Warrior per NES completa di ogni cosa extra tipo mappa, poster, manuale degli appunti e tutto il resto.
Il prezzo cazzo. Era decisamente allettante.
Sebbene si parlasse del capostipite di un sottogenere degli RPG non di mio interesse il prezzo era sì, come già detto davvero allettante. E poi adoro possedere "pezzi" che hanno effettivamente un valore storico della storia dei videogiochi, a prescindere se il genere mi piaccia o meno (l'unica cosa che mi deve piacere è, appunto, il prezzo, altrimenti evito perché come già ripetuto diverse volte, sono un tirchio in quest'ambito). Aveva già acquistato diverse volte da quel sito, sebbene meno spesso rispetto ad altri, però sentivo di potermi fidare. Partiamo dalla fine, cioè che la copia arrivò poi effettivamente a casa mia. Eccola.
Bene, partiamo da tutto ciò che venne prima perché vi assicuro che passai proprio una mattinata decisamente impegnativa. Come pagamento, essendo allora preferibile non uscire di casa, optai per il contrassegno. Andai a letto, essendo notte fonda al mattino successivo contatto la proprietaria tramite numero sul sito e costei mi disse che quel gioco in realtà non lo avevano! Panico!
E già, i panici frivoli che avveamo nel lockdown che si sommavano a quelli decisamente più seri.
La ragione? Il titolo da me ordinato non era presente su eBay, piattaforma dove la compagnia stava spostando tutta la sezione Retrogaming (e tu nemmeno avvisi col risultato che il sito ufficiale in realtà è una specie di sito fantasma, vabbè). A quel punto, intestardito, chiamo tutte e tre le sedi rispettive presenti nella sede contatti, una ad una: la prima rileva l'ordine ma non aveva nulla, la seconda addirittura nemmeno sapeva di cose io stessi parlando dato che come sede era specializzata unicamente in console contemporanee. Cazzo, mi rimase solo la terza e ultima sede, forse era davvero come diceva la non così simpatica proprietaria della catena però restava un dubbio: perché cazzo era online, quella copia? Cosa cazzo avevo ordinato?
Mettetevi comodi/e perché la storia rivelerà un aspetto lurido e codardo tipico di alcuni collezionisti. Chiamo l'ultima sede e non solo il ragazzo fu molto gentile, ma mi confermò di avere effettivamente in magazzino quella copia di Dragon Warrior, che al telefono definì come "maledetta".
Sulle prime è facile immaginarsi una sitazione tipo questa dei Simpson...
Dettagli episodio: La Paura Fa Novanta III
Nei fatti però, nulla di tutto questo.
Non oso nemmeno immaginare cos'avesse potuto significare il portarmi in casa un qualcosa di maledetto in quel periodo, come se non fosse già maledetto proprio di suo, quel periodo. Il ragazzo infatti mi rivelò semplicemente che l'inserzione sul sito era vecchia e che avrebbe dovuto essere aggiornata, essendo che tutti gli opuscoli extra erano spariti. Su proposta del commesso al telefono faccio mandare foto, tutto ok: gioco, scatola, manuale e nulla più, ma condizioni impeccabili e pure cellophane protettivo aggiuntivo.
E qui viene il bello. O il brutto della gente, più precisamente.
Come allegati mi manda a sorpresa anche degli screenshot (ovviamente sfocati nei dettagli personali) di una conversazione avuta con un acquirente spagnolo che li truffò al solo scopo di accaparrarsi mappa, poster e tutti gli opuscoli extra: in pratica si lamentò di come il gioco non funzionasse, lo rispedì al mittente ma privo degli extra quindi sparì nel nulla come se non fosse mai esistito.
Il ragazzo del negozio mi spiegò poi altri dettagli al telefono di questa storia assurda, tipo che il tizio pretendeva il rimborso prima ancora di rispedire la copia al mittente, convincendo tutti grazie a delle mail decisamente incazzose dove minacciava tutti di truffa e compravendita ingannevole. Qualcuno dei dipendenti praticamente potrebbe non aver controllato bene il titolo nella sua completezza pensarono sulle prime, e invece subito dopo la partenza dalla Spagna uscì fuori che proprio il più disinteressato di loro, ovvero quello della sede esclusivamente dedita al gaming contemporaneo, era stato il mittente e aveva pure fotografato il tutto prima che il pacco partisse. C'era tutto, ma magari si pensò anche a qualche furto da parte di qualche doganiere collezionista con particolari smanie di completismo. Ma niente, una volta ritornato il pacco in sede si capì che fu solo una truffa. Una truffa da parte di un vero maestro. In pratica l'intera compagnia se ne vergognava di quel gioco essendo stato oggetto di una vera e propria circostanza vergognosa, motivo per il quale non compariva nemmeno su eBay. E nelle intenzioni nemmeno avrebbe dovuto comparirci, volevano solo sbarazzarsene. Non so se ciò fu poi davvero come andarono le cose e il tizio stesse solo romanticizzando il tutto solo per convincermi, ma dal tono (sebbene parliamo di venditori e lo so bene, eheh) sembrava onestamente sincero e anzi, la sua "fretta" nel cercare di "rifilarmelo" rivelava che forse era uno di quei momenti tipo "Se non lo si venderà ora, allora mai più".
O forse era solo una seconda figura di merda per la compagnia che si voleva trasformare in un successo, cosa più probabile.
Qualunque fosse stata la verità, in quel momento tirai sul prezzo dato che era incompleto degli extra, il ragazzo accettò per meno della metà del prezzo presente sul sito compreso di contrassegno, completandomi quindi l'ordine "a mano", praticamente dettando nuovamente il mio indirizzo al telefono.
Chissà che fine avrebbe fatto oggi se non me lo fossi accaparrato io, chissà... sarebbe finito in qualche discarica sul modello del famoso "Atari Burial" assieme ad altre copie di giochi ritenute maledette, magari becere vergogne fatte di cartone, plastiche e silicio di cui disfarsi?
E niente, il gioco arrivò. Nessuna maledizione, solo da allora sino ad oggi lavorativamente parlando non è cambiato poi molto... sarà colpa della "maledizione"?Un angusto sciamano spagnolo ha magari effettuato su quella cosa un rituale di maledizion... no, era solo un completista disonesto, ed è assurdo pensare di cosa certe merde siano disposte a fare pur di soddisfare le loro smanie. E' effettivamente un problema di molti, per fortuna non essendo collezionista in senso tradizionale questa cosa la evito sul nascere, non sia mai possa contagiare anche me (spoiler: non potrebbe mai e poi mai succedere). Restando sul tangibile, il gioco per essere invecchiato male lo è eccome essendo stato il capostipite di un intero sottogenere, ma nonostante ciò per me ha sempre il suo fascino. Soprattutto per la storia che la mia copia si porta dietro.
Che dite, dovrei sbarazzarmene per eventualmente tentare un probabile successo professionale una volta passata la patata bollente nei cofnronti di un'altra persona? E se la maledizione fosse in realtà una catena che non se ne va mai di doss... NO DAI, BASTA.
Basta coi deliri, dannazione. Ho visto troppe edizioni speciali di Halloween dei Simpson e troppe volte la serie de "La Bambola Assassina"!
Ed ecco quindi la fine anche di questo post.
Molte cose che possiedo hanno storie strane dietro, anche più di queste, magari in futuro le porterò nuovamente qui sopra. Anzi, sicuramente.Quindi anche per oggi siamo alle fine, alla prossima cari miei Cyberetronauti! Sto già scrivendo il prossimo articolo e, se tutto va bene, nelle prossime settimane dovrei finalmente ricevere le risposte di un'attesissima intervista, la seconda nella storia di questo blog dopo quella ad Antonio Nati di Arcade Story.
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CIAO DA JOE, LA MENTE DIETRO CYBERETROPUNK! 👾







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