Speciale Estivo 2026 - Inga From Sweden
Utenza! Fa caldo!
Ed è proprio per questo che:
- non ho pubblicato post per più di un mese, dato che la conseguenza principale di quest caldo estremo è stata quella di numerosi black out giornalieri nella mia zona;
- come anticipato su Instagram, ho un problema al polso destro che mi rende lo scrivere molto più complicato però, avendo per pura fortuna scovato in uno store Buffetti un esemplare della mia amata in quanto comodissima tastiera Mediacom grazie ad essa posso finalmente riprendere a scrivere qualcosa da ora in poi;
- state per leggere un articolo basato su una delle cose più zozze, trash e "anni 2000" della storia dell'internet, dato che in Svezia in estate raramente si superano i 25° sul termometro e quindi almeno ideologicamente porterei in voi un pelo di frescura nordica...
Il nome Inga From Sweden vi dice nulla? Se sì, siete dei "meno giovani" che quasi 20 anni fa sapevano dove cliccare, lì nei meandri dell'internet post-2000.
Siamo sul primo Internet, è da poco passato il primo lustro dall'inizio del nuovo millennio.
Precisamente, è il 2007. I primi, timidi esempi di connessione ADSL riescono a donarci un assaggio di connessioni ad alta velocità, liberandoci anche dell'impiccio di dover tenere il telefono di casa occupato durante la connessione. YouTube è online da oltre due anni ed è perlopiù un ammasso di video di terroristi islamici misti a roba creepy che oggi si oserebbe definire "la parte strana di YouTube". L'Angry Video Game Nerd in Italia non era ancora un personaggio così popolare e la concezione stessa di "YouTuber" era al tempo sconosciuta. Nella vita reale intanto si teneva l'ultima edizione in assoluto del compianto Festivalbar e la PSP di Sony cominciava ad assumere connotati di prezzo assimilabili a fasce di popolazione più svariate, alla faccia del "rilasceremo solo giochi in digitale a partire dal 2028" sbandierato oggi dalla stessa Sony: gli UMD a cui faceva affidamento la cara console portatile Sony forse non erano la migliore idea del mondo ed erano anzi i LaserDisc o MiniDisc del periodo, ma almeno toccavi ancora ciò che compravi dal primo all'ultimo bit, senza necessità di aggiornamenti e altre amenità.
Ma soprattutto, la Svezia non era mica un posto così chiacchierato come lo è per certi versi oggi, era anzi un territorio tuttora oscuro ai più che solo il primo internet accelerato stava appunto aiutando a scoprire per com'era veramente. Più o meno. Fino ad allora, fatta eccezione per i metallari che veneravano (giustamente) ora le sonorità di Göteborg e dintorni e ora quelle più legate al crudismo dei Nihilist (sì signori, sarei una specie di metallaro e in ogni caso amo la Svezia, quindi vi rivelo un ulteriore dettaglio circa i cazzi miei... ah, lo svedese lo parlo anche. E sì, lo so, cazzo ve ne frega!), degli svedesi e soprattutto del loro abbigliamento avevamo un'idea più vicina a certi abitanti del suolo tirolese: per cui ecco qui la popputa Inga dalla Svezia al suo esordio assoluto per così dire, direttamente da "Una Poltrona per Due".
Inga dalla Svezia, già. Giuro che al periodo nemmeno sapevo che costei, tale figura che sarebbe comparsa poc'anzi, provenisse da un film natalizio che, GIURO, fino ad oggi mi son sempre rifiutato di vedere. Eppure questa scena la conoscevo, anzi è l'unica che tutt'ora conosco di questo sputtanatissimo lungometraggio. Evidentemente gli svedesi, orgogliosi come sono del loro Paese ricco di nevosità e immigrazione incontrollata (scherzi a parte credetemi se vi dico che la Svezia è bellissima), potrebbero essersela legata al dito questa cosa. Oppure, da buoni svedesi quali sono, hanno ben pensato di riderci sopra tirando sù al contempo qualcosa di profittevole: ed ecco qua!
Signore ma soprattutto signori, ecco a voi la nuova Inga scandinava tirata a lucido per l'allora insorgente terzo millennio: facilona, bionda e popputa secondo gli stereotipici tipici delle biondone svedesi, ma anche arrapatissim... ehm, divertita collezionista di corteggiamenti oltre che fiera mammona mantenuta, a giudicare dal testo nel suo complesso. Rigorosamente scollata e priva degli orpelli più tipici di certe cittadine tedesche vecchia scuola figlie dei vecchi luoghi comuni ignoranti, la nuova Inga si presenterà al Mondo col singolo che cambierà la storia del trash, ovvero "My Name is Inga"!
"My name is Inga,
I am from Sweden,
I can fall in love with you.
If you meet me on Ibiza
I can show you how to party too!
Ooh whoa whoa oh oh, ooh whoa whoa oh oh..."
Di Inga from Sweden non se ne parlava non molto, all'epoca. O, più precisamente, appena uscito tale singolo era più un mito per pochi. Ma a renderlo comunque memorabile ci pensava non tanto il testo tanto trash quanto pieno di stereotipi sulle biondone delle terre di Odino e allusioni alla vile fregna, quanto piuttosto il video dedicato che, giuro, già in quelli anni più di qualcuno pensò si trattasse di uno scherzo.
Ma anche il testo non scherzava, trattando di tre turistoni arrapati che vorrebbero chiavarsela col suo stesso consenso, tutti rappresentati ovviamente in un ammasso di luoghi comuni che non è secondario rispetto alla nostra biondona very sexy. E sono, inutile dirlo, tutti e tre dei gran maiali: Oliver il francese, Hans il tedesco e Ben l'inglese, dove nessuno dei tre si farà certo scrupoli a dichiarare costei le rispettive intenzioni che nel video lei, da brava ragazza un pò troppo svestita ma pur sempre brava ragazza, rifiuterà con un sonoro no. Brutto patriarcato cattivo, sempre a provarci con le svedesi amanti dei vestitini scollati!
"Oh yeah, guten abend party queen, my name is Hans
You can taste my bratwurst in a romance
We can drink beer and table dance
In hotel room naked with Deutsche hands"
Voglio dire, se non avete ancora cliccato sul video lì in alto, giudicate da questo screenshot.
Sì, è il video questo. No gente, non sto scherzando!
Che dire di questa splendida realizzazione grafica se non che a suo modo è un capolavoro? Giuro, se mi dicessero che per questa roba già allora fosse bastata la versione di Microsoft Paint in dotazione su Windows XP non esiterei a crederci. Ma tutto il testo era un qualcosa di mirabolante, su tutte la frase più luogo comune di tutte della nostra amica amante del balletto in abiti scollati.
"I sleep all day and party all night
but mama sends me money and everything's alright.
My skirt is very tiny, my T-shirt's too tight.
Looking for me on the dance floor tonight, whoa!"
Insomma, caciarona e pure mantenuta dalla mammina svedese. Un luogo comune niente male, figlio delle epoche precedenti dove si diceva in giro che tutti i figli di famiglie svedesi sono dei cocchi mantenuti, quando in realtà è una delle Nazioni che più stimola l'indipendenza economica. Insomma, ci giocarono sopra. A distanza di anni non si è capito dove volessero andare a parare con questa roba: forse solo divertirsi, è chiaro, ma qualche dubbio circa l'utilità della cosa ti sorgeva in testa comunque. E l'unica cosa che già al tempo capivi era che gli svedesi, da sempre e sempre stando ai luoghi comuni, hanno talmente tanti soldi che possono permettersi di fare di tutto, mica come noi italiani con gli stipendi fermi all'inflazione del 2001!
Poi, al secondo singolo , arrivavi a capire che tutto ciò era un esperimento.
E niente di meno che della Warner Music Sweden, mica dei cazzoni qualunque.
Sì, perché Inga ritornò pimpante poco tempo dopo col singolo "Inga's XXXmas", e lì le cose si fecero ancora più zozze. Talmente zozze che fu uno dei primi video su YouTube ad essere vietato ai minori ma tranquilli, niente pornazzerie eccesive, solo un video ancora più orrendo del precedente per via di una Computer Grafica degna dei primi Full Motion Video visti in azione sulla prima PlayStation. Sicuramente un altro effetto trash voluto. A ragione di ciò il video ufficiale non posso linkarvelo, ma il singolo puro e duro si trova comunque online tramite canali alternativi.
A questo giro però, la nostra Inga ci fa capire che forse, e dico forse, quei tre turisti avevano scatenato in lei il famoso vizietto. Le tre X infatti si riferiscono a frasi di eccellente calibro!
"Want you - Want you to come with me? Let me see your Christmas tree!"
"Candy on a stick? Let me have a lick!" a cui segue un maschilissimo "LET ME GIVE YOU SOME LOVE!"
(ma soprattutto) "Inga is so lonely here, I think I need some spanking!" con tanto di autosculacciata (nel video, motivo per cui sicuramente è censurato) della nostra eroina natalizia sulla sua stessa chiappetta nordica.
Insomma, costei voleva... ehm, "vedere" il tuo "albero di Natale" e al contempo sleccazzare un prelibato dolciume natalizio mentre... sì, ti chiede spudoratamente una sculacciat dato che è stata molto cattiva quest'annoa. Signori è fatta. Cari uomini di cultura, Inga ci sta dicendo in codice natalizio che, dato che essendo una "Bad Girl" quest'anno Babbo Natale non porterà lei una beneamata minchia pertanto vorrebbe almeno farsi sbattere la notte della Vigilia dalla vostra, di minchia, meglio ancora se accorrete travestiti da Santa Claus arrapato a causa di una Befana che non gliela dà da tipo tre ere nordiche. Se prima voleva atteggiarsi da simpatica ragazza sì scollacciata ma casta, ora si diverte a tirarvi dietro giochini maialini. Sì, adesso sono certo che quella famosa vacanza a Ibiza possa averla cambiata!
Arriva il 2008. Seguirà il terzo e ultimo singolo della biondona: "Mama Paparazzi" è un singoletto carino ma nulla di che, decisamente più debole dei due precedenti. E non solo perché le allusioni sessuali si limitano alla prima strofa del brano ("Tonight I got no underwear, I hope I meet the paparazzi there"), ma perché si sente proprio che è più fiacco, stanco, meno orecchiabile e danzereccio. Vi lascio il link diretto dato che il sistema di ricerca per l'integrazione video YouTube di Blogspot non mi trova il video. E infatti non fa il salto in avanti che forse la divisione svedese di Warner Music si aspettava, al punto che da allora in poi Inga From Sweden sparirà completamente dai radar.
Sul progetto Inga From Sweden restano, però, degli aspetti misteriosi: stando a Discogs, dei suoi tre singoli solo di "My Name is Inga" pare esista una effettiva copia fisica, mentre le restanti sono state distribuite unicamente su CD-R promozionali agli addetti ai lavori, segno di un progetto a cui forse nemmeno la stessa Warner Music credeva più di tanto. Le copie fisiche dello stesso primo singolo sembrano essere davvero rare, certo non costose, ma rare. Io stesso, durante la mia recente visita in Svezia avevo provato a chiedere ai venditori locali una qualche copia, ma ognuno di essi mi rispondeva con una risata unita a qualche battuta tipo "non lo possiede nemmeno lei stessa un CD".
Sull'ormai in disuso Last.fm compare una sua a quanto pare biografia ufficiale, a quanto pare scritta da lei stessa. Da altre fonti si può apprendere come la sua identità reale pare corrispondere al nome anagrafico di Maria Johansson, modella e assistente avente 21 anni nel 2007 (la fonte riporta come data di nascita il 4 Ottobre 1982 ma non ci siamo coi conti, perché se fosse stato così nel 2007 avrebbe dovuto compiere 25 anni). Ci sarebbe da dire che il progetto era quello che era, cioè niente di più che un Pop-Dance a tutto trash basato sul puro divertimento scanzonato infarcito di allusioni talvolta anche piuttosto pesanti ma comunque simpatiche. Eppure di Maria o meglio Inga, di colpo sparì ogni traccia. L'internet comunque non dimenticò e anzi, negli anni immediatamente successivi i suoi tre singoli continuaruono a echeggiare fra i vari Forum, anche se la cosa durò comunque pochi anni.
Infatti, ciò avvenne principalmente perché in quel periodo si stava diffondendo, sempre dalla Svezia, l'inno che soppiantò definitivamente la nostra biondona dalle allusioni birichine: si trattava della versione accelerata di "Caramelldansen" del progetto Dance-Pop Caramell, oggi ribattezzatosi Caramella Girls e che rappresenta, senza dubbio, il brano più citato e "Memato" di tutta la storia delle rete Internet a dispetto dell'uso della non così diffusa lingua svedese. Povera Inga, non le andò bene neanche a questo giro...
Però, anche se nelle menti di pochi, la versione Dance di quella Inga From Sweden originariamente nata come sfottò in quello che è a conti fatti il più diffuso film a tema natalizio di tutti i tempi rappresentò per certi versi la prima volta dove, per valutare le potenzialità di un progetto musicale, vennero sfruttate le potenzialità del chiacchiericcio su Internet.
Il personaggio Inga From Sweden (1990) è stato anche protagonista di
una bonaria versione caricaturale da parte della TV austriaca.
Peccato che fu superato dalla versione accelerata di un brano proveniente dalla sua stessa terra e, per di più, cantato in lingua madre. In Svezia pare però sia tutt'ora un brano citatissimo (ok, è IA ma la citazione c'è tutta) e, almeno all'epoca, amatissimo.
Insomma, gli svedesi non si sono certo dimenticati della "loro" Inga.
E tu, maialazzo CyberetroPIG, ti ricordavi di Inga From Sweden?
Come sempre, cari lettori, grazie del vostro tempo.
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Ci si rilegge non appena il mio polso destro, si spera al più presto possibile, mi concederà un altro periodo di tregua da dolori e fastidi vari. Questa è anche la ragione per cui il seguente articolo è più breve. Se solo avessi potuto avrei scritto di più ma visto che è già tanto che ci riesco tanto vale non esagerare. Nel frattempo Inga vi augura Buon Natal... eeeeehm, Buone Vacanze!
Joe & l'Alieno!









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