Ricordando Sara...
Erano i primi anni '90 (credo 1992-1993), ero appena un bambino ed ero ricoverato per uno dei tanti problemi che il nascere prematuro può arrecare. Ospedale SS.Annunciata di Taranto. Quella volta (una delle tante) a condividere la camera con me, nel letto di fianco al mio vi era una bambina, tale Sara, con cui stressi amicizia e le cui rispettive famiglie rimasero in contatto anche dopo l'ospedalizzazione.
Spesso facevamo battute bambinesche basate sulle uscite di Bart e Homer provenienti dalle prime serie di Simpson, ridevamo un sacco!
Quella bambina poi mi confessò mi essersi presa una cotta per me, vai a capire le giovani donzelle. Ma non è questo il punto, eravamo bambini e forse si faceva tutto un po' per gioco. Ciò che non era un gioco era il come quella bambina non stesse bene, dato che aveva dei problemi più grossi dei miei. Di colpo i contatti con la loro famiglia finirono, solo qualche mese dopo chiesi perché a mia madre.
"Si sono trasferiti perché Sara non stava bene."
Venni a conoscenza della verità solo qualche anno dopo, cioè che la piccola Sara era probabilmente "volata via" (nel migliore dei casi rinchiusa a vita in una clinica dedicata) e mia mamma non se la sentì di dirmi la verità, perché ero ancora un bambino di Quarta Elementare.
La mamma di Sara, durante il mio ultimo giorno di ospedalizzazione, mi regalò questo bagnoschiuma a tema Simpson di cui conservo gelosamente ancora l'involucro.
Ricordo ancora le sue parole, eravamo vicini al Natale, disse una cosa tipo: "Tieni questo, aprilo. Poi un giorno io e Sara veniamo a trovarti a casa, lei starà qui ancora per qualche giorno e poi ci organizziamo." e rimasi come di sasso.
Mia mamma e sua mamma passavano spesso ore al telefono a parlare di tutto un po'.
Sara venne poi effettivamente a trovarmi a casa. Una volta sola, qualche settimana dopo che fu dimessa. Prima di tornare a casa mi diede anche un bacetto sulla guancia, il primo della mia vita.
Subito dopo ciò, nei mesi che trascorrevano, l'ultima chiamata fra le rispettive genitrici lasciò mia mamma sorprendentemente silenziosa.
Era tardo pomeriggio, mio padre era da poco tormato dal lavoro. Mia madre si rivolse a lui dicendogli "Sara è peggiorata, non è più a casa".
E io, da bambino, mica capì il perché mia mamma avesse fatto l'occhiolino a mio padre mentre lo diceva.
Lo capì dopo.
Lei non c'era più a casa per davvero.
I genitori, scioccati dall'accaduto, decisero di punto in bianco di separarsi.
Però conservo ancora questo tuo ricordo, che ho ritrovato oggi nello scatolone del soggiorno miracolosamente ancora intonso.
Giuro, mi è scesa più di una lacrimuccia e sono rimasto a fissarlo per mezz'ora.
Ho inserito il gadget regalatomi quella mattina in mezzo a tutta la mia memorabilia, sia vintage che recente, a tema Simpson. Molti degli oggetti Simpsoniani qui presenti hanno una storia, spesso triste, alle spalle: ad esempio quell'Homer, Milhouse e Maggie "sfusi" furono portati a casa da mia mamma giù dalla Onlus e, come sapete, mia mamma non è più qui con me da quasi 3 anni...
La penna e il portatelefono (quel "coso" verde, distesso, poggiato in alto sul box di Homer, il solo oggetto recente assieme al Flanders diabolico Funko-Poppizzato) risalgono ai tempi della mia ex-"moglie" dei tempi che furono. Il Bart dietro Maggie risale ai miei anni '90. Quanto darei per trovare nuovamente l'Homer con palla da Rugby che avevo da bambino, chissà che fine ha fatto...
In ogni caso ora vi è anche il bagnoschiuma, rigorosamente ripulito e sistemato, privo di polvere. Il suo post è lì e ci resterà per sempre.
Ciao Sara,
ovunque tu sia.
🥺💛
Non avrei mai pensato di dover scrivere un post del genere ma nella vita c'è sempre una prima volta per quasi tutto. E trovo che abbia perfettamente senso averlo fatto. So che magari potrebbe spezzare il tono, ma come sempre in conclusioni vi ricordo che per eventuali donazioni PayPal al blog (tipo offrirmi un caffè virtuale) basta cliccare qui...





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