Ridge Racer Revolution: il DLC che oggi sarebbe campione di rimborsi!
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E’ giugno, ma già da qualche settimana fa un caldo boia con grande anticipo: già dalla ultima settimana di maggio ho infatti ritirato fuori dagli armadi il tipico armamentario estivo fra roba che avevo in casa (pantaloncini, t-shirt, cappellini) e roba che devo procurarmi obbligatoriamente per non puzzare (bagnoschiuma e schiuma da barba extra date le dosi extra di doccia, sono una tasta d’uovo che suda molto). Ma fra la roba che già possiedo vi è anche un altro orpello che ormai reputo indispensabile per le mie noiose giornate estive causa caldo (che sopporto ogni anno sempre meno, ancora non capisco se è perché esiste il riscaldamento globale o perché sto invecchiando io), ovvero la PlayStation!
La prima, gloriosa, ancora funzionante sebbene facilmente incline al surriscaldamento (e col clima estiva che di certo non le dà alcuna mano), apparentemente stremata e poi resuscitata più volte e proprio per questo in grado di tenermi compagnia dal lontano agosto del 1998.
Quella PlayStation ha una storia alle spalle: fu l’ultima disponibile in città, ultima così come unica e sola dopo un giro assurdo per tutta la città grazie a quel sant’uomo di mio padre) in quelle giornate post-Ferragosto che ricordo essere anche un pelino meno calde del solito. Ogni volta che ha ceduto è come se sentissi una parte di me che se ne va, come se quasi ti avessero amputato un braccio per intenderci, mentre ogni volta che riprendeva a dare segnali di vita era come sapere che il tuo migliore amico si fosse risvegliato dal coma.
Quindi vai di giochi recuperati ciclicamente ogni anno, originali e meno originali (ehm): Ray Tracers, Rapid Racer, Rage Racer, (quella monnezza di) Cardinal Syn, Zero Divide 2, i quattro Tony Hawk’s Pro Skater, l’inossidabile Ridge Racer e… il suo per me deludente sequel.
Ed è proprio di questo che voglio parlare in questo umido weekend di quasi metà giugno.
Chiariamo subito, Ridge Racer Revolution non era un vero e proprio seguito. No, quello si chiamava Rave Racer, uscì solo nelle sale giochi e solo pochi mesi fa ha visto, 30 anni dopo la sua pubblicazione originale, pubblicato in una di quelle collection nostalgiche che tanto vanno in voga oggi, rendendolo finalmente in grado di approdare anche sugli schermi casalinghi mondiali senza però essere convertito, bensì intonso ed esattamente come mamma Namco lo fece, nella sua versione originale da sala.
Ridge Racer Revolution era, appunto, una sorta di remix riveduto e corretto del primo, inossidabile Ridge Racer, titolo che ebbe il merito di essere forse il più riuscito prodotto di lancio di tutti i tempi per una console. Erano tempi diversi, oggi ce ne si uscirebbe fuori con un DLC in grado di “rappezzare” varie cose qui e lì, oppure modificarle in toto: ecco, questo era RRR (da ora lo chiamerò così, troppo sbatti) in quel 1995 in cui fu sviluppato.
E la sua copertina della versione europea era così… non so, oggi è una delle cose più mid-nineties in grado di esistere nella storia del media videoludico, ne vogliamo parlare?
Quelle palme, cazzo! Quelle cazzo di palme grezzamente poligonali!
Effettivamente nel primo Ridge Racer non ce ne erano abbastanza, quindi Namco ben pensò di riempire tutta la prima pista di palme poligonali, una moda che ci perseguitò per tutti i primi anni ‘90 sin dai tempi del primo Sonic The Hedgehog su Mega Drive, quelle cazzo di palme in CGI pre-renderizzate in puro stile fine anni ‘80 poi si evolsero fino a comparine a iosa ovunque fra grafiche di Topolino, riviste musicali e meno musicali (fra cui quel ritrovo dell’imbarazzante che era Cioé, rivista per eccellenza delle vaginette precoci di quell’annata gloriosa) e, soprattutto, Ridge Racer Revolution.
Perché sì cazzo, negli anni ‘90 non eri nessuno se non avevi almeno una bella serie di palmazze tridimensionali nel tuo racing game, quindi Namco creò quella che, a conti fatti… divenne la più diffusa immagine presente nelle grafiche truffaldine dei Famicloni di metà anni ‘90!
E giuro, ma davvero giuro, che anche il box del mio ARGO Super Mega, clonazzo del Mega Drive II dalle gloriose tine fucsia e verde acido (comunque un gran bel vedere, ve lo assicuro, faceva molto anni ‘90), ricordo avere proprio questa costosissima carriola in CGI stampata alla meno peggio sul proprio box, ed era il 1995 (RRR sarebbe arrivato in Europa solo nei primi mesi del 1996, probabilmente si trattava di qualche scatto rubato dato che l’unica versione allora esistente fu quella giapponese dotata di una copertina differente – e diciamocelo, migliore - ). Ovviamente sapevo già di come fosse tutta una truffa già allora e che quel coso era nulla più che un clone del Nintendo Entertainment System, ma era bello sentirsi parte del futuro e presi per il culo allo stesso tempo. Sono quelle docce fredde necessarie atte a farti capire che la vita è essenzialmente, quella famosa massima di Deadpool:
“ La verità è questa: la vita è una serie di disastri ferroviari con brevissime pause felici stile pubblicità. ”
Il problema è che questo genere di avvenimenti li ricordi sì come una brevissima pausa pubblicitaria, solo che quella pubblicitaria era un fake advertising, termine angolofono che tradotto starebbe per “sonora inculatura”. Eravamo già intenti a vivere quel genere di momenti in stile “Quando le vedi su Wish/Quando ti arriva a casa” e cose così, perché negarlo? Però allora ci sembrava tutto più bello perché eravamo marmocchi, mentre oggi alla minima percezione di bruciore al culo pigiamo vendicativamente il tasto “rimborso” su una piattaforma online. Meglio prima? Meglio oggi? Diciamo che ogni era ha i suoi alti e bassi, solo che essere dei pidocchiosi marmocchi aiuta a sentire meno il peso della vita. E grazie al cazzo direi, spesso non eravamo noi a scucire i soldi, oggi invece siamo noi a farlo!
Ed è questo il senso di Ridge Racer Revolution (ultima volta che faccio una eccezione alla regola sul nome): al periodo non eri te a pagare e non sia mai a lamentarti coi tuoi che quel gioco non fosse il massimo quindi te lo facevi andare bene, oggi rigiochi quella roba ed effettivamente ti rendi conto che, cazzo, era una mezza porcheria già allora e oggi è tre quarti di porcheria, mentre il resto del materiale è un quarto di roba non pervenuta che comunque porcheria resta.
RRR non era brutto davvero, intendiamoci, ma nemmeno il massimo.
Nel 1995 e dintorni era ancora tollerabile una versione riveduta e corretta di un gioco pubblicato poco prima, basti vedere quante cazzo di versioni di Street Fighter II ci ritrovammo sparse in pochi anni proprio in quel periodo.
Ciò nonostante il buon RRR ce la metteva tutta per non sembrare tale, ma faceva comunque uno strano effetto proprio per questo essendo un gioco non totalmente nuovo, ma nemmeno totalmente vecchio. Era una via di mezzo in una via di mezzo e diciamocelo, era bizzarra persino 30 e passa anni fa come cosa.
Rigiocarlo oggi però, fa un effetto ancora più strano: sostituisce la schermata iniziale di caricamento di Galaxian con quella di Galaga (essenziale per sbloccare tutte le auto segrete – spoiler: non ci sono mai riuscito - ), sostituisce le piste con nuovi tracciati assai più tortuosi, sostituisce il colore bluastro (iconicissimo) dell’asfalto del prima Ridge Racer con un grigio decisamente più standard, sostituisce (non migliora, che è diverso) leggermente la manovrabilità con un modello più complicato, innalza la difficoltà troppo facile dell’originale (fatta eccezione per le quasi impossibili piste segrete – spoiler: anche qui non sono mai riuscito ad andare oltre quella di difficoltà Easy, già al Medium diventava un ricettacolo di trucchi e trabochchetti - ), aggiunge lo specchietto retrovisore in modalità prima persona, sostituisce la schermata di selezione e ne cambia la colonna sonora.
Insomma, un gioco nuovo? No, sarebbe come cucinare l’amatriciana sostituendo il pecorino romano con il Parmigiano Reggiano, quindi sembra sempre di giocare al primo Ridge Racer con alcune cosette cambiate un po’ dappertutto.
E secondo me le cambia male, malissimo.
Giuro, innanzitutto è da quasi 30 anni buoni (lo giocai la prima volta nel 1999, prestatomi in versione Platinum) che la pista Medium mi causa problemi: ma sono così tanto una pippa? Come mai riesco a finire Rage Racer, Ridge Racer Type 4 e poi resto bloccato per ore su questa pista Medium di merda prima di farcela mentre le successive sono per me ancora peggio?
Spesso, nelle più disparate chat di WhatsApp e di Telegram a tema Retrogaming si sono spesso accese rumorose questioni circa le effettive qualità di RRR e io sono schierato a metà fra le due parti, ma tendo leggermente verso quella che sostiene come questo capitolo non sia solamente il peggiore della saga sulla prima PlayStation, ma anche un titolo davvero poco riuscito di suo.
In primis, l’aspetto peggiore per me è la guidabilità dei mezzi: io sono un giocatore che detesta le auto Drift prediligendo quelle Grip, non mi piace derapare in Ridge Racer perché ho sempre la derapata in questa saga l’ho sempre trovata scomoda ed eccessivamente scivolosa, dal fare poco controllabile per il mio stile di guida videogiocoso (sì, perché a 40 primavere è necessario almeno citare che una auto vera la guidi e di certo non derapi nemmeno in quel caso) noioso e snobbone peggio ancora di quando guido in autostrada! Lo sapete che rispetto tutti i limiti e finisco sorpassato da tutti, vero? La differenza è che almeno io non becco multe, gli altri sì. Che già qui i soldi sono pochi, se poi ce li vogliamo bruciare facendo i soliti italiani guappi…
Quindi, dicevamo? Ah sì, la manovrabilità.
Fa schifo, non giriamoci attorno. Non è divertente da guidare come nel primo o nel terzo capitolo. Restando al roster standard di sole quattro auto, i due esemplati Grip, entrambi rendering non autorizzati della Mitsubishi Eclipse ‘92, sono volutamente sottodimensionati: la rossa (F/A Racing) in RRR è talmente standard da risultare moscia alla guida, visibilmente mediocre, mentre la verde (RT Ryukyu) è sì la più manovrabile del lotto ma la cui capacità di curva è veramente, veramente esagerata, al punto che il rischio di sbattere contro i lati della pista senza volerlo è sempre dietro l’angolo, dato l’angolo di sterzata eccessivo. E vogliamo parlare delle due Solvalou? Le due macchinone spilungone ispirate alla Koenig Specials Testarossa classe ‘87 sono qui rese troppo poco manovrabili, con un angolo di sterzata ridicolo che diviene di colpo eccessivo durante le numerose derapate che le nuove piste, artificiosamente intricate, richiedono. Insomma, non che la cosa sia proprio un male, ci si adatta perché alla fine è un gioco e la sfida è sempre una bella cosa… no?
No.
RRR più che un gioco è un esercizio di frustrazione, mentre il senso di sfida viene sostituito da un infinito test per i tuoi nervi.
La difficoltà è mal calibrata, coi mezzi rivali che a questo giro faranno di tutto per rendervi ogni giro di pista un inferno. E fin qui va bene finché la sfida resta tale ma no, RRR semplicemente bara.
La Solvalou gialla in particolare sarà qui il vostro peggiore incubo, essendo infatti programmata per superare chiunque e spesso finire categoricamente in secondo se non addirittura al posto. Le curve inoltre, vengono quasi sempre effettuate dalla CPU non derapando anche nei casi più estremi e non è bellissimo quando tu, giocatore comune, col medesimo veicolo in determinate curve sei costretto al farlo onde evitare di effettuare la curva a velocità da maggiolino venendo così automaticamente sorpassato mentre la CPU, furbacchiona, tranquillamente quel veicolo lo sposta lungo la pista a suo piacimento.
Ridge Racer era sicuramente troppo facile al confronto, ma la difficoltà delle quattro piste base era molto, molto più calibrata e, fatta eccezione per le piste extra che vanno appunto viste con un allungamento del brodo non perfetto ma che andava comunque bene così, la CPU non arrivava mai a barare in queste maniere.
Le nuove piste, come accennato, sin dagli inizi mostrano un andamento eccessivamente tortuoso che male si sposa con la guidabilità dei veicoli mandata a puttane. Insomma, sono brutte. Però cazzo che sfondi: è ridaje con le palme!
Ed ecco qui i principali difetti che ritrovo in RRR: guidabilità e qualità delle piste.
E per un Racing Game, da sempre mio genere prediletto, credo sia imperdonabile.
Nemmeno la buonissima colonna sonora, in alcuni casi esaltante e in altri no (da compositore quale sono spesso mi sono chiesto dove volessero andare a parare con alcuni brani), riesce a distogliere dalla mia mente questa impressione che mi porto da quasi 30 anni.
Trovo RRR un gioco non brutto, solo diversamente brutto.
Non nel senso che è brutto ma che evitando di sembrare quello che è, ovvero una fregatura, finisce per sembrare un goffo tentativo di ammodernamento casalingo del titolo che lo precedette.
La difficoltà generale è stata resa più adatta agli usi e consumi casalinghi dell’epoca, ma solo sulla carta. Hanno cambiato molte cosette, ma il risultato finale era mediocre già 30 anni. Semplicemente non eravamo propensi ad accorgercene perché eravamo, dato il senso di novità, troppo presi a sbavare sui nostri primi poligoni resi su schermo a tubo catodico, ma bastava giocarlo anche solo qualche anno dopo come feci io per avvertire subito un senso di “non so cosa, ma non ci siamo” piuttosto evidente. Infatti il vero salto di qualità casalingo la serie lo ebbe con Rage Racer, capitolo fenomenale della saga che aggiunge modifiche finalmente ben fatte come svariati tornei, garage e altre chicchette che all’epoca facevano drizzare i capelli (che allora avevo) e persino i peli pubici (che ho tutt’ora).
Al confronto RRR è goffo, terribilmente goffo. Certo lo si rigioca lo stesso, se non altro per quel senso da console puramente di metà anni ‘90 che emana. Ma resta goffo. Non ha il carisma del primo Ridge Racer, non ha le potenzialità espresse dal suo fratellone Rage Racer e nemmeno la grafica spaccamascelle (per l’epoca) unita alla carismatica manovrabilità dell’eccezionale Ridge Racer Type 4.
Per me resterà sempre il gioco che prestò senza volerlo la sua copertina ai box dei Famiclone.
E delle bestemmie, ovviamente.
E la nostalgia spesso è anche quest… ok, spesso è solo questo, ricordate la massima di Deadpool citata poc’anzi? Oggi fidatevi che un titolo del genere sarebbe campione di rimborsi sulle varie piattaforme digitali, uno che la gente giocherebbe solo se offerto gratuitamente.
Ciao, al prossimo post.
Qui un interessante link circa le auto che hanno ispirato Ridge Racer Revolution.
Qui il gameplay originale da cui ho tratto gli screenshot riportati in 4:3.
Qui il link per eventuali donazioni PayPal, sempre vogliate (non è obbligatorio).
Ci si rilegge a breve o a meno breve!
Joe & l'Alieno!






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