Cyberetropunk Speciale 2 - L'internet odierno è più falso delle recensioni delle riviste PlayStation anni '90!
Ben ritrovati, cari quattro mici del mio blog cazzaro.
Forse non così cazzaro ma si sa, la prodontià d'essere non è mai tipica di coloro che non sono capaci di andare oltre le apparenze e le prime impressioni. E' falso. Ed è proprio di falsità che oggi andremo a par(l)are, come se non ne avessi già parlato abbastanza. VAMOS!
Giustamente mi direte che la copertina di oggi è una merda. E che pure io non disegno poi chissà a che livelli, infatti non ho mai capito per quale cazzo di motivo da bambino, sia a scuola che in famiglia, avevo la nomina di colui che fosse bravissimo a disegnare, quasi fossi un piccolo Van Gogh classe '85, mentre io già allora mi vedevo come una mezza merda mentre tutti dall'esterno mi incensavano. Non è pessimismo, è realismo. Ero bambino e avevo tutta la vita davanti, non avevo ragione alcuna di sviluppare dentro di me deviazioni pessimistiche, sebbene fosse vero che mi arrendevo e demoralizzavo abbastanza facilmente. Ma ciò non fa testo, perché già dalla tenera età avevo capito cosa fosse l'oggettività anche questa andava a discapito del sottoscritto, ma anche il dovermi continuamente rialzare dopo una caduta: quindi sì, mi demoralizzavo, magazi sbottavo le mie fragnacce da ottenne, però cazzo se mi rialzavo senza voler fare affidamente su nessun altro che non fosse me stesso! Sì, perché sin dall'asilo ero un bambino stranamente solo ed emarginato, non ero figo, ero sempre solo. Per dirla tutta, all'asilo giocavo con i Lego da solo sul mio banco stracolmo di pezzetti di costruzioni, briciole di merendine e scatarri da raffreddore bambinesco mentre loro, tutti gli altri e intendo veramente TUTTI, erano a far gruppo per costruire qualcosa assieme. Naturale quindi, capire che da allora avrei dovuto fare forza solo su me stesso per andare avanti e ciò, difatti, poi mi aiutò pochi anni dopo a sopravvivere al feroce bullismo che mi ritrovai a subire (durante i primi anni delle Superiori). La ragione è come sempre una sola: non è mai colpa tua, sono i bulli che sono delle teste di cazzo. Ne ero talmente convinto che cominciai a picchiarli, i bulli, ma questa è un'altra storia. Insomma, in gioventù sarò anche stato una testa di cazzo per svariate ragioni, però cazzo avevo anche dei difetti come si usa dire!
Insomma, tutto ciò per dire: perché questa copertina di merda? Beh, sapete...
Cercavo delle lettere BLABLABLA in formato PNG con trasparenza ma era tutto sotto copyright. "Va bene dai, ripiegherò sui font" ho pensato ma nulla, i migliori sono sempre quelli a pagamento. "Ok, allora schifo per far schifo stavolta la copertina me la faccio da solo, a cazzo duro!", alla faccia di questo raffreddore di merda che mi sta facendo scatarrare anche più del me cinquenne all'asilo di cui sopra, intendo e far colare il mio muco fra gli incastri dei mattoncini Lego (sì, succedeva davvero, probabile che gli Skifidol si fossero ispirati al sottoscritto... pretendo il diritto d'autore). Ok, forse in fondo avete ragione, vi meritate anche la copertina alternativa, dal titolo diverso e dal classico stile del blog, fotte sega se non c'entra più un cazzo ma eccola qui!
Unabbellammerda pure qui, aggiungerei! Però le mie doti Photoshoppare, seppur basiche (occhio che è per scelta, ho la certificazione professionale) sono leggermente migliori di quelle totalmente mediocri in ambito di disegnatore.
👶 "AAAAH I BEI TEMPI!" 👶
Bene, oggi il fulcro della discussione potreste essere voi. O io. O nessuno. Dipende.
Ma abbiamo un punto di partenza: ma ve la ricordate l'invasione delle riviste PlayStation qui in Italia negli anni '90? Voglio dire, cazzo di un cane, erano OVUNQUE e te vendeva pure il marocchino in spiaggia con la differenza che, rispetto al CD-R con copertina sbiadita del "gioco dei Pokémon per PlayStation", questa era originale. Giuro, dalle mie parti era così: avrò comprato più riviste PlayStation mentre ero a mare che dalle edicole, e io dalle edicole ne compravo un carico merci, per far capire! Dico solo che il me sedicenne, tradizionale gran coglione dei primi anni 2000 che "si sentiva grande", decise di gettare tutto in blocco: ricordo ancora quel giorno e se oggi vorrei picchiarmi, devo pure ammettere che sono anche quei momenti essenziali per farti capire perché in fondo sei sempre stato una grande testa di merda secca spalmata sull'asfalto rovente alle tre del pomeriggio di un qualsiasi giorno fin troppo soleggiato del mese di luglio!
"Ma tanto che cazzo me ne devo fare?" pensai.
GIUSTO. AVEVO RAGIONE. Quindi forse così tanto testa di cazzo non ero.
Vi è stato un periodo in cui noi tutti necessitavano di quelle cose, di quei pupazzetti, di quei videogiochi ma poi un giorno, arrivò il culto dalla figa e di colpo volevamo sembrare tutti più adulti! Scherzi a parte, sostituite la figa con qualsiasi altra cosa: per me fu la musica. Grazie alla PlayStation e a Music 2000 (di cui oggi possiedo una "rarissima copia personale" - dalle pellicole di Fantozzi - con tanto di cellophane nuovo di zecca) infatti, capì che mi piaceva fare prima TUNZ TUNZ pesante di qualunque tipo (sapevo creare anche l'Hardcore dei Gabber in qualche modo), poi TUPA TUPA grazie all'arrivo della band che mi cambiò la vita, ovvero i NOFX! E' ironico, no? La PlayStation mi portò a sviluppare una passione che poi mi spinse a gettare via qualsiasi riferimento alla generazione PlayStation di cui mi sentivo fieramente parte fino a qualche anno prima. Però la PlayStation, quella vera e senza contorni, è sempre rimasta con me, abusata e straconsumata ed è pure sopravvissuta a due potenziali decessi, doppiamente miracolata. Fu grazie a lei che capì il senso dell'apprezzare le potenzialità di cose che ormai la massa considerava sorpassate e guardate un po', oggi tutti comprano giochi "della PS1" dai jewelcase mezzi rotti, coi ribretti impregnati di chissà quale sostanza e coi dischi graffiati che neanche ci fosse passato sopra il gatto, per modeste decine di sesterzi europei se non centinaia.
Il problema ora è mio però, perché se voglio comprare quei giochi originali dovrò sborsare fior di danari che essendo povero non posso permettermi di sperperare, per cui resto fedele alla tradizione che rese davvero celebre la PlayStation: "YOU'RE A PIRATE!" 🦜. Questa si chiama "Invincibilità mantenuta" che neache in Fifa '98!
Non compro però quei giochi convinto che siano meglio di quelli.
NO, COL CAZZO!
Li compro, anzi li compravo, perché in qualche modo ci sono legato. Oggi del mondo videogioco sono sbagliati diversi punti fra cui la distribuzione, lo spreco di fondi eccessivi che neanche certe squadre calcistiche, il pubblico di tifosi che neanche certi fan dei Dream Theater o di Vasco, le modalità di pubblicazione e pure le possibilità la preservazione, ma non mi sognerei mai di dire che i giochi di oggi siano peggio. Signori, svegliatevi! 8-bit non vuol dire "CAZZO SONO MEGLIO DELLA PLAYSTATIONCINQUEPRO FIGAAAAAAAAA!", ma 8-bit. Stop.
Il fatto che oggi viviamo in un mondo pieno di errori non vuol dire che ci sia del buono. Sarebbe come affermare che tutti i bambini nordcoreani, russi e israeliani siano stronzi, quando in realtà gli unici stronzi qui sono i loro leader. Sarebbe come dire che noi italiani siamo tutti fascisti mancati, eppure Ignazio "Citifono" Larussa e Giorgia "Ducetta" Meloni li contestiamo ancora. Sarebbe come dire che tuo figlio, che magari è un quel che cazzo è oppure che sta studiando per diventarlo potrebbe anche mollare tutto, tanto chi c'era prima di lui era per forza migliore! Non è vero, stronzi?
Questo atteggiamento si chiama ipocrisia a convenienza.
Ecco, coi videogiochi di oggi è lo stesso, più o meno. Io non scelgo i videogiochi moderni per una questione di danari (in proporzione oggi il Retrogaming per come lo intendo io mi costa meno) ed etica personale legata a questioni che non apprezzo (ecco, le problematiche sopra citate), ma non mi sognerei mai, MAI CAZZO, di dire che qualcosa di moderno, di contemporaneo in ogni aspetto, sia una merda. Tranne Minecraft, quello fa schifo e basta (suvvia, siamo seri).
Non sono affatto un esperto di giochi moderni, zero assoluto. Ma non mi fanno schifo. Anzi, alcuni mi fanno parecchio schifo, tipo i remake di Wonder Boy III e Alex Kidd che, per inciso, non ho nemmeno terminato. Semplicemente non trovo che un remake sia la salvezza del panorama videoludico contemporaneo, soprattutto se parliamo di titoli già giocati all'epoca nella loro forma originaria a cui è stato sotto rifatto il lifting.
Serve, appunto, contemporaneità.
👥 - L'ESTETICA DEL VUOTO - 👥
Un motivo che mi porta ormai a rinnegare qualsiasi nuova evoluzione del classico Mario o Sonic del cazzo, perché sinceramente se Nintendo soprattutto è quella che è oggi, è perché la nutriamo noi nostalgici di merda. Anzi voi e non me, perché io una Switch nemmeno l'ho mai comprata e nemmeno mi sogno di comprare la seconda, le politiche di Nintendo sono per me (fanatico della preservazione) quanto di più irritante che esista, a questi giapponesi abbiamo dato troppi soldi però se a voi, svariati milioni di lobotomizzati piace vivere circondati dal vapore della nostalgia allo scopo di annebbiare la vostra lucidità a ogni costo circa il presente fare pure, non è un mio interesse.
Per come la vedo io i vari Mario, Crash, Sonic, Lara Croft, Link e derivati di pixel e poligoni sono icone di un tempo che non c'è più, vittime inevitabili di quel "time goes by" ("il tempo scorre", per chi ha i livelli d'inglese di un eschimese analfabeta zoppo all'equatore) che purtroppo fa sì che si formino le rughe sui visi ormai segnati di noi quarantenni e dintorni, chi più chi meno.
Non fraintendetemi, anche questo coglione ha una sua camera personale strapiena di roba a tema Super Mario, Sonic e così via. Ho i miei giochi d'infanzia, cose nuove che ho scoperto dopo e altre totalmente moderne. Ma sono un retrogamer per scelta, e fare una scelta non significa automaticamente che io debba schifare ogni cosa che esce oggi! NO! Perché dico questo? Lo sapete cosa cazzo leggo oggi, nei vari gruppi Facebook di voi BLABLABLA?! CHE PRIMA I GIOCHI ERANO MIGLIORI PERCHE' AVEVANO PIU' ANIMA!!
(immagine tratta dal canale YouTube Mort's Garage)
MA CHE CAZZO SCRIVETE?!
Un videogioco è sempre un videogioco, stop. L'anima di un prodotto poi, è un concetto che mi fa ridere: vero che prima i giochi erano distribuiti fatti e finiti, che la connessione internet era una cosa extra se non proprio inesistente, che i pixel hanno un fascino enorme ancora oggi (chi può dirlo più di me, che sono ottobittaro?), che i vecchi brand resistono e spesso racimolano le attenzioni di qualche giovine però basta, basta, BASTA!
Bisognerebbe smetterla di anteporre i propri bagagli personali all'oggettività.
Ora non sto parlando di preservazione, ma di PRODOTTI. Chiaro?
I prodotti talmente simili l'uno con l'altro sono sempre esistiti. L'impressione fasulla è che in passato vi fossero musiche più caratterizzanti, design più curati spinti anche dalle limitazioni e dalla conseguente immaginazione a cui i pochi pixel su schermo inneggiavano, trame più curate...
NO.
SOPRESA!
E' TUTTO FALSO.
Anzi, oggi esistono esperienze ancora più caratterizzanti solo che preferite perdere tempo su Facebook a lamentarvi.
💿 - LE RIVISTE PLAYSTATION CAZZO CI AZZECCANO? - 💿
Il problema di oggi è che abbiamo talmente TUTTO da non riuscire a focalizzarci più su NIENTE. Viviamo tempi confusionari e dispersivi, ma ciò non toglie che i videogiochi in quanto PRODOTTI siano sempre stati così.
Vere alcune cose sui giocattoli, sull'elettronica di consumo, ma ora stiamo parlando di VIDEOGIOCHI pertanto fanculo la vostra nostalgia, asciugatevi i lacrimoni: l'ìnfanzia e l'adolescenza sono periodi belli tipici di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di nascere in zone del mondo e/o vivere in famiglie abbastanza benestanti, e solo per questo dovremmo ringraziare il fato! Qui il problema vero è che oggi abbiamo mollato: vero che a volte "l'abbastanza" (in termini squisitamente tenici) spesso avanza per divertirsi, ma il più spesso non fa schifo. Va bene la vita da quarantenni, vanno bene le responsabilità e il poco tempo libero, ma anche no. Mettiamola così: quanto vi piacerebbe sempre vivere con lo stesso stipendio da 1000€ senza mai potere avere la fortuna di beccarsi qualche botta di culo a qualche Gratta & Vinci con cui togliersi qualche sfizio? PRETENDETE DI PIU' DALLA VOSTRA VITA! NON SIAMO PIU' NEL 1986!
E basta spendere e straspendere in collezioni "CIB" che poi finiranno inevitabilmente nell'unico scopo per cui spesso sono adibite, ovvero lo sfondo di qualche vostro video del vostro sfigatissimo, ennesimo canale YouTube come tanti altri! Sì, lo sappiamo che il primo Street Fighter faceva cagare, che il Neo Geo ce l'avevano i ricchi, che il Commodore 64 andava a cassettine pirata che compravi in edicola, che l'erba del vicino è sempre più fresca e rigogliosa. Ironico no? Spesso ci si lamenta della saturazione, quando poi a saturare le palle dell'interesse e delle passioni ci mettiamo anche del nostro senza rendercene conto, vero?! Eh, ma noi siamo speciali...
NO, NON SIAMO SPECIALI, CODROIPO! Speso siamo solo una massa di arrivisti, invidiosi, timorosi afflitti da FOMO ("Fear Of Missing Out" ovvero la paura di non esser parte di un gruppo, tradotto dalla sigla inglese) che crediamo che facendo quel che facciamo il mondo ci debba restituire qualcosa, che gli altri ci debbano dire quanto sono belle le nostre collezioni!
IL MONDO NON GIRA ATTORNO AL TUO PISELLO VIDEOLUDICO! LA SOCIETA' NON TI DEVE NULLA SOLO PERCHE' TU LA COLLEZIONE CE L'HAI PIU' GROSSA! AVERE LA COLLEZIONE PIU' GROSSA NON SIGNIFICA CHE IL MONDO TI DEBBA UN FAVORE IN TERMINI DI ATTENZIONI, SOCIAL O YOUTUBE CHE SIANO. IL COLLEZIONARE E' CONSEGUENZA DI UN QUALCOSA DI SINCERO. SE SI PERDE LA BUSSOLA, CI SI PERDE IN MEZZO AL MARE DI UNA INVIDIA SENZA PIU' RAGIONE ALCUNA.
Mi sembrate tutti come quelle masse redazionali di odiosi recensori delle rispettive riviste PlayStation anni '90, soprattutto quella senza gli allora fondamentali CD stracolmi di Demo giocabili (quindi ancora più inutili), dove presunti guru del videoludico di allora consigliavano titoli per cui alcune riviste più accreditate di loro sbavavano (attenzione, spesso non significava che se ne capisse di più) solo per il gusto di poter contare qualcosa. Poi, a conti fatti, arrivavano le letterine dei fan furiosi, però col vantaggio che allora te ne pubblicavi solo una di quel genere mentre le altre le cestinavi, mentre oggi te le devi sorbire tutte online soptto forma di commenti. Ecco cosa davvero manca di allora, erano tempi più semplificati, questo sì, ma intanto siamo andati avanti.
Ciò non toglie che un qualsiasi Total Drivin' (sconosciuto gioco di guida dell'era PlayStation) te lo trovavi con un 8 su questa rivista, su un 6 su quell'altra e un 7 e mezzo sulla terza incomoda. All'epoca non tutto si trovava masterizzato, quindi raramente dovevi andare di originale spesso prendendotela nel didietro. Insomma, se prima parlavano in molti, oggi parlano in troppi! Con ciò voglio dire che non possiamo (tipica lagna che è un argomento caldo sui vari gruppi facebook e su YouTube) lamentarci che oggi è tutto confuso e saturo se noi stessi ripetiamo a pappagallo cose di altri, creando così saturazioni. Le opinioni sono condivisione, ma dato che siamo avidi preferiamo spesso clonare e far finta che sia nostro più che condividere.
Chiacchieriamo di etica, ma nei fatti non la pratichiamo.
Pertanto, invidiate pure i vostri pomeriggi infarciti di attese da 40 minuti per far sì che il gioco si caricasse sul vostro Commodore 64, forse è solo uno dei tanti traumi infantili che scambiate per un prezioso ricordo della vostra vita.
La realtà è che a voi, come spesso anche a me, piace ricordare la felicità generale di quel periodo più che qualcosa nello specifico, ma dei videogiochi forse non ve ne frega nemmeno poi così tanto un cazzo. Se così non fosse, non blaterereste mica di "anima" e "immaginazione" così a caso (attenzione, di immaginazione se ne potrebbe parlare ma non così a cazzerfugi come fanno molti).
A me piacciono gli 8-bit e i 16-bit, spesso alcuni giochi della prima e seconda PlayStation e poi mi fermo, ma perché lo stile dei giochi che amo di più è legato alle limitazioni quelle tecnologie, non è detto che sia migliore: spesso infatti, trovo gli Indie attuali oppure i vari giochi "retro" di GOG e Steam molto più appaganti di quelli del passato. Mario e Sonic compresi.
Siate sognatori contemporanei, non lamentosi da cantiere precoci.
In parole povere: fate le cose principalmente per voi stessi e non rompete i coglioni!
👀 - HO SCRITTO TUTTO DI GETTO, HO SCRITTO TROPPO! - 👀
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Vi rigrazio per qualunque cosa possibile.
Tornerò a scrivere molto presto, ci sono delle sorprese... cose belle!
CIAO! 👾







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