The Atari Advantage, Parte 1: i giochi che ho apprezzato più su 2600 che altrove!

E rieccomi! Beh, come vi è iniziato questo 2025? Quanti chili avete preso questo Natale? Io a Natale mi sono autoregalato un Atari 7800+ e, ovviamente, da lì è stato un dilapidare continuo dei miei già poch(issim)i danari allo scopo di acquistare nuove cartucce. Ma da quest'anno in poi, oltretutto già iniziato abbastanza nel segno del deretano (un petardo illegale stava per esplodermi in faccia portandomi al probabile Game Over nella sola vita a disposizione nel videogioco che mi vede protagonista, ma ce ne sono state anche altre), Cyberetropunk fa sul serio! Terribilmente sul serio, al punto che al termine di "Videogame Hunters", trasmissione che vede protagonisti i nostri amici di Arcade Story, comincerò finalmente ad occuparmi anche del blog di Arcade Story, per l'appunto. Ma soprattutto, Cyberetropunk ha ora un profilo Instagram: seguitemi in massa che voglio diventare ricco e famoso, soprattutto considerando che è da Maggio che non trovo alcuna occupazione lavorativa! Viva la sincerità. No bugia, vi ho preso per il cool', mi basta che vi piaccia ciò che da ora in poi scriverò. E scriverò molto, molto più rispetto a quanto abbia mai fatto in passato. Voglio far diventare Cyberetropunk una realtà. Non so, un qualcosa, un riferimento. O al massimo ci proverò. Un riferimento di cosa? Non lo so. E forse, ma davvero forse, Cyberetropunk potrebbe diventare un multiverso in grado di abbracciare pure YouTube. Chi lo sa? 

Intanto rimbocchiamoci le maniche e torniamo nel passato, alle cartucce Atari della mia infanzia e non, parlando di un fatto che persino a me stesso suona oltremodo curioso: lo sapete che esistono videogiochi che nella mai vita mi sono piaciuti più di tutti proprio in versione Atari 2600?! 

E sì, oggi più che Retrogaming oggi la parola d'ordine è Archeogaming!

Quindi vai, si comincia!


E così, un po' alla Amadeus, ecco i protagonisti di questa prima puntata!

Già, la prima. Perché ne sto già programmando una seconda. Ve l'avevo detto o no, che facevo sul serio? Per cui eccoli qui signore e signori, alcuni persino in versione gemella o adirittura doppione! Perché mai doppione?! Beh, leggendo lo scoprirete: ce ne saranno cinque buoni e uno orrendo! Sappiate che potrebbe anche essercene una terza, dato che il 2600 alla soglia imminente dei 40 anni mi affascina terribilmente non solo perché è stata la mia prima console furoi tempo massimo a partire da quel 1991...

Partiamo col primo di loro, per l'appunto...

 

STARGATE/DEFENDER II

Il cabinato dell'originale Stargate, sequel dell'inossidabile Defender di Midway, resta saldamente nella Top 3 dei miei preferiti di tutti i tempi assieme a quello dei "Namchiani" (da pate di Namco, mamma come suona male) Galaxian e di Xevious. E non fraintendetemi, adoro alla follia la versione Arcade la quale, assieme a quel cabinato molto "quadrettone" e dallo stile kitsch tipicamente dei primi Anni '80 (di cui possiedo una miniatura, purtroppo molto scolorita, realizzata in carta e legno scovata in un negozio siciliano a cinque spiccioli europei), è uno dei simboli per eccellenza del gaming da sala di quella decade oggi ritenuta magica e altrettanto avveniristica. Però personalmente c'è poco da fare, io se ho conosciuto Stargate è solo merito di "Defender II", ovvero l'edizione in Red Label con copertina rovesciata pubblicata nel 1987 (visibile dalla mia foto in alto, la bellissima immagine di copertina - dall'autore anonimo - è addirittura meno zoomata). Solo molti anni dopo, a dire il vero anche abbastanza recentemente (circa 10 o 12 anni fa) venni a conoscenza del fatto che Stargate e Defender II fossero lo stesso gioco, e lo scoprì grazie alla raccolta Midway Arcade Classic pubblicata su Mega Drive (a proposito, se qualcuno volesse vendersene una copia mi facci un fischio, possibilmente.. prezzy povery, grazie). Appena vidi il cabinato cercandone foto su Google (aaah, la modernità) ne fui folgorato, quel design mi faceva impazzire! Ma credetemi se vi dico che la conversione per VCS/2600 è altrettanto pazzesca, con una fluidità assurda per la macchina con un flickering minimo. Lo scrolling è ben programmato grazie alla presenza di un chip extra denominato Atari SARA dotato di 126 Byte di memoria RAM aggiuntiva, il quale finalmente ci evita la scomparsa della nostra navetta durante il lancio dei fondamentali raggi laser. I suoni non sono affatto fastidiosi nonostante il primitivo chip sonoro e anzi, grazie agli effetti di luce veramente "da discotecari a 8-bit", il gioco fa un certo effetto se giocato al buio. Col 7800+ e il joypad wireless di notte, racchiuso fra le coperte e a luci spente fatta eccezione della mia lampada notturna di Space Invaders, il tutto assume connotati decisamente vintage. L'unico difetto è rappresentato dall'impossibilità di rilasciare bombe, funzione adoperata al tasto del secondo pad/joystick. Quindi sì, nel letto me lo gioco senza fare il bombarolo, avendo a disposizione logicamente un singolo pad! Però chissenefrega, qui parliamo di una conversione di altissima qualità che non sfigura nemmeno con quella poi rilasciata anni dopo su NES (Defender II)/Famicom (Stargate).

 

BERZERK (ENHANCED EDITION)

In questa edizione recentemente pubblicata da Atari (o forse ripubblicata, non saprei come meglio si adatterebbe) manca per progetto il libretto d'istruzioni, idem dicasi per il fumetto Atari Force (eh, ma graziealca...). In cambio però, ci viene offerta una nuova versione di Berzerk direttamente dai "ricchi bassifondi" di AtariAge, quella "Berzerk Voice Enhanced" che girava in quei lidi fino a pochi anni fa. Ed è questa la differenza che oggi differenzia Atari da una Evercade qualunque (brand di cui sono ormai un odiatore seriale accanito, ma questa sarà un'altra storia): l'Atari odierna fa tutto ciò che ci saremmo forse aspettati da una Nintendo o una SEGA ma che poi a conti fatti non è avvenuto, ha preso la palla al balzo pubblicando prodotti che puntano al cuore del così detto Retrogaming ovvero console (Atari 2600+, 7800+) e cartucce fra ristampe e pubblicazioni ufficiali di nuovi titoli rilasciati precedentemente su AtariAge. La nuova edizione di Berzerk aggiunge poco, ma quel poco che aggiunge rende questa conversione la più possibile fedele all'Arcade con in più un vantaggio: in alcune modalità di gioco (tasto Select della console) si può far fuori Evil Otto! Un sogno! Sebbene il sottoscritto resti ovviamente un fan della versione da sala, la conversione 2600 mi risulta più piacevole da giocare grazie agli sprite più grandi (quelli sprite così piccoli della versione dal sala o di quella 7800 mi fanno male alla vista a lungo andare) e una maggiore facilità di movimento del personaggio. Senza dimenticare che ora la nuova versione permette ai robot di mirare in diagonale contro le nostre rassegnate frattaglie, e questi possono addirittura "parlarci"! Non riuscirei mai ad immaginare una cosa del genere se solo fosse accaduta nel 1982! Sarebbe davvero potuta esser resa possibile all'epoca oppure è solo distopia? Ma chissenefrega, l'importante è che oggi tutti possiamo, finalmente, gioire di questa conversione capolavoro (rapportata alle potenzialità arcaiche del 2600). E via, anche qui ci passo le notti insonni come nel caso di Stargate: a noi due Evil Otto, sappi che qui posso finalmente far fuori (temporaneamente) il tuo bel faccione sorridente e non provare a darmi della gallina (citazione per i più informati sul titolo Stern)! Una emozione tutta Anni '80 da provare, in puro stile Stranger Things con in più però quel pizzico di Ritorno Al Futuro.

 

JUNGLE HUNT

Un quasi-classico di Taito. Quasi, appunto. Non molti infatti, all'epoca, erano a conoscenza del fatto che si trattasse di una conversione da Arcade. Lo sappiamo, no? All'epoca giocavamo molto e leggevamo poco di quel pochissimo che ci era concesso, dati i limitati mezzi di diffusione delle informazioni dell'epoca se comparati a quelli odierni, soprattutto quando si trattava di cose che andavano fuori dai nostri confini nazionali. Una scheda che poi, grazie alla sacrosanta emulazione (fonte inesauribile da cui discende il nostro presente e vera sorgente prima di qualsivoglia forma di preservazione videoludica, diffidate da chi spaccia tutto per mera pirateria perché lo sapete che costoro non hanno ragione e lo fanno unicamente per interessi personali, non di condivisione), ho potuto testare e vi dirò la verità: non mi è piaciuta quanto quella Atari! La versione 2600 ha dalla sua infatti quel minimalismo infarcito persino di scrolling in parallasse (nello stage iniziale) in grado di rendere il gioco una esperienza sicuramente più arretrata, ma anche molto più affascinante. Non so se è oggettiva come cosa, probabilmente no, ma non posso farci nulla e per me è così. Tutti gli stage della versione da sala sono stati trasportati (sebbene aturalmente privi di alcuni parallasse) in maniera abbastanza fedele con ovvie limitazioni, come ad esempio lo stage delle rocce in caduta che qui appare in un più blando scorrimento orizzontale più che in salita rispetto all'Arcade e, sempre rispetto alla versione Arcade, manca anche quella deliziosa sinfonia di sottofondo che qui è ovviamente del tutto assente. Però la versione 2600 ha dalla sua anche uno stage finale inedito, con quella musichetta tanto "Taaa-tatta-taaa-tatta-taaaa-tatta-taaaa-tatta-taaaa..." che con due sole note in croce ti si schiaffa dritta nella testa.  E sì, qui è forse la nostalgia a parlare, ma io la mia fidanzata biondona ho sempre preferito salvarla su 2600, più che in sala giochi. E poi chi cavolo lo aveva mai visto un cabinato di Jungle Hunt, qui in Italia? Non dalle mie parti, se non altro. In ultimo, non dimentichiamo che questa lista è per l'appunto personale. Come dicevamo?! Ah già, "Taaa-tatta-taaa-tatta-taaaa-tatta-taaaa-tatta-taaaa...", quindi vai con l'immagine a tema! CANTATE, MIEI PRODI!


KLAX

La conversione targata 1990 di Klax di Atari rappresenta, a livello ufficiale, l'ultimo videogioco ufficialmente pubblicato da Atari stessa per la console 2600, rappresentando anche quindi un piccolo pezzo di storia dei videogiochi. Klax su 2600 perderà la musica come spesso accade sui titoli 2600 ma qui, fidatevi, che rappresenta un aspetto tipico di molte altre conversioni del suddetto titolo su altre console e computer a 8-bit (come quella per Nintendo Famicom, che possiedo, e dove si deve obbligatoriamente scegliere fra il sottofondo musicale o i soli effetti speciali). Ad affascinare, nella versione 2600 di Klax, vi è quel minimalismo estremo che è al nocciolo della giocabilità di Klax stesso, perfettamente trasportato in una veste grafica anche più scarna del solito ma che, data la natura del titolo Atari Games, non inficia assolutamente in negativo. Klax su 2600 si gioca esattamente come un qualsiasi altro Klax, versione da sala giochi compresa, e che su 2600 rappresenta neanche a farlo apposta la mia versione preferita. Non avrà quel felling alla anni '90 di cui Klax ambiva a farsi da portavoce, però ha i menù di gioco e soprattutto l'azione frenetica di cui ha unicamente bisogno. Quindi vai, cinquanta combinazioni per il prossimo stage?! Ah, per giunta in diagonale?! Porcatrò, sarà tosta qui!


SPACE INVADERS

Eresia?! Non credo proprio!

La versione per VCS/2600 di Space Invaders rappresenta un caso quasi univoco nella storia dei videogiochi per la sua epoca, o forse addirittura il primo fra tutti, dove una versione per una console casalinga era oggettivamente superiore a quella originale da sala giochi. Space Invaders su 2600 ha infatti ben 112 modalità di gioco (!), un numero impressionante di varianti (ben esplicate nella versione originale della copertina, io ho preferito mostrare quella con cui sono cresciuto) e sicuramente il più alto mai raggiunto da qualsiasi titolo per la storica console, titolo che a maggior ragione era stato poi scelto come killer application per la stessa console!

Infatti, se Jungle Hunt è stato per noi italiani un quasi-classico, Space Invaders è universalmente riconosciuto come il classico dei classici praticamente ovunque! Space Invaders su 2600 è avvincente, resiste ancora oggi alla prova del tempo e soprattutto ha tante di quelle modalità di gioco (la più esilarante è quella con gli alieni invisibili, un vero delirio) in grado da renderlo sufficientemente longevo persino di questi tempi. Certo, oggi Space Invaders è forse un po' troppo base-base, ma personalmente riesce ad affascinarmi oggi come allora e, ogni volta che stringo quella cartuccia fra le mani ripenso al me che dal 1991 al 1994 giocava al 2600, ai giochi che costavano 18.000 lire (28.000 quelli 7800, ma in questo caso la console era praticamente introvabile). Adoro il cabinato, al punto che ne possiedo anche una riproduzione deluxe della My Arcade perfettamente in scala con tanto di schermo riflesso come nell'originale ma...

Nulla, non ci posso fare nulla. Il mio cuore a 8-bit batte per la versione 2600, ma ora passiamo all'agnello brutto della mia compagnia d'infanzia. Oh cazz, mi scappa la diarrea solo nel provare a pensarci...


LA PECORA NERA, PARTE 1: CRYSTAL CASTLES!

Innanzitutto: Bentley Bear, FO**ITI! FAN****ZZATI! ESTINGUITI!

La versione da sala, dotata per giunta di trackball, è forse uno dei cabinati più singolari e affascinanti della sua epoca. Per cui mi sono sempre chiesto come mai Atari, di buon grado, abbia accettato di creare questo DISASTRO su pixel cubici! Crystal Castles su 2600 è una piaga: il nostro orsacchiotto si manova con extrema difficoltà, il flickering regna sovrano nonostante la grafica spartana, graficamente appare appunto persino brutto per gli standard già limitati del 2600 (o forse la pessima giocabilità influisce anche sull'impatto visivo, in ogni caso oggettivamente non eccezionale), il rilevamento delle collisioni (con i cristalli) pessimo oltre ogni logica misura e prossimo al fenomeno del "perfect spot", quel fenomeno ba****do tipico dei giocacci di pessima fattura dove è obbligatoriamente necessario essere allineati al pixel perfetto per causare un evento fondamentale per il proseguimento in un videogioco. Da bambino DETESTAVO con tutto me stesso questo "gioco". Anzi no, non è un gioco bensì una tortura commercializzata su larga scala. I peggiori ricordi, i primi "Rage Quit" della mia infanzia, rimandano tutti a questa immondizia su pixelloni, al punto che mio padre mi sequestrò la console per una settimana a causa dei miei primi vaffanculo in serie urlati contro la televisione! ODIO QUESTO GIOCO SU 2600, e lo odio talmente tanto da ritrovarmene purtroppo ben due versioni (vedere la foto lì in alto). Sì, perché nei vari scambi della mia infanzia pensai addirittura che la mia copia fosse difettosa, quindi accettai lo scambio di un mio compagno di classe con una versione dalla copertina differenza sperando che fosse una versione "rimessa a posto" ma no, NO, NOOOOOO! ERA LO STESSO, PATETICO, INUTILE GIOCO DI M***A! E lui mi aveva fregato, perché sapeva che faceva ca**re!!

E fatemelo dire: la versione 2600 di Crystal Quest è persino peggiore di quella monnezza di Firefly, universalmente riconosciuto come il peggior cesso mai pubblicato su questa console (e no, non è ET mi spiace, qui su Cyberetropunk siamo oggettivi e pertanto ci si distacca dai luoghi comuni, a maggior ragione se errati)! 

Perché?! Perché è facile sparare contro Firefly in quanto trattasi di gioco di terze parti, mentre Crystal Castles in salsa 2600 fu autorizzato da Atari in persona, è questa è la peggiore motivazione del mondo per fare schifo!

Alla prossima, con un altro bel 5 (bellezze) + 1  (gioco di mer... ).

 

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