Premiamo nuovamente il tasto START: storia di una pausa forse troppo lunga, in attesa di una ripartenza degna...
Era il 5 Gennaio. Lo ricordo bene.
Dal giorno dopo sono successe molte cose, cose di uno ho finalmente deciso di parlarvi, di cui sto cercando di sbarazzarmi, di cui... beh, ho cotto il razzo! Partiamo.
Il giorno successivo arrivò, oltre che l'Epifania, anche la sorpresa più amara di tutte al posto della calza, oggetto commemorativo per cui effettivamente sono forse un pelo troppo cresciuto: non era una di quelle "sorprese" che però scoprì subito, al massimo ti rendi conto che "senti" qualcosa.
Mi sentivo triste, stanco. Fisicamente stanco, ma anche mentalmente, come se un qualcosa di pesante fosse dentro la mia mente, una nebbia solida che offuscava ogni mia voglia di fare e sentire. Pian piano, cresceva. Son bastati pochi giorni , credo fosse stato il 10 di Gennaio, ed ero bello che cotto: mi sentivo di colpo totalmente svogliato, e sottolineo totalmente, nel voler anche solo tentare di fare qualsiasi cosa. Musica, scrivere, suonare, parlare con qualcuno: ogni passione, voglia di fare, svanita. Mi ero persino dato al Gratta & Vinci, una pratica malsana a cui mia madre era solita darsi quando era in vita. Cosa diamine mi stesse succedendo però ancora non lo sapevo, e lo avrei scoperto solo pochi giorni dopo, quando la mia dottoressa presso cui mi ero recato per tutt'altro notò in me effettivamente qualcosa di strano nel mio modo di parlarle, di pensare e, soprattutto, nello sguardo.
"Hai gli occhi spenti, riconosco quello sguardo!" mi disse, "Voglio che vedi questa persona, è un ordine!" aggiunse con fare deciso. Particolarmente deciso, oserei dire. Mi lasciò un biglietto, un numero di telefono con un indirizzo. "Sto bene, dottoressa" le risposi, con voglia quasi di stracciare quel biglietto dinanzi ai suoi occhi, ma lei essendo donna era giustamente di coccio e, dinanzi ai miei occhi, chiamò proprio quel numero chiedendo se quella persona potesse vedere urgentemente un suo paziente. Io volevo stracciare quel biglietto perché lei aveva capito qualcosa che io ancora nemmeno ero in grado di capire, e ciò m'infastidiva. Avevo un ego a pezzi, totalmente a pezzi. E quindi, urgenza fu: appuntamento, il giorno dopo.
Taglierò corto: era uno psicologo. A detta della mia dottoressa, lui era a conoscenza di qualcosa che ancora io nemmeno ero capace di riconoscere. Lo specialista fu una persona deliziosa sin dagli inizi, ma davvero non capivo perché mai mi stesse fin da subito riempiedo di domande.
"Dottore.. io non ho i soldi per pagarla. Non adesso almeno, sono povero."
Lui mi rispose dicendo che lo sapeva, che avevo qualcosa che davvero non andava in me. Sulle prime non voletti cercare di fare lo spavaldo, in fondo lo sapevo che avevo qualcosa che non andava.
"Lei è povero di autostima, è quella la mancanza più grande. Il denaro va e viene, ma se si perde l'autostima è difficile davvero recuperarla. E comunque lei non è qui per pagarmi." mi disse.
Domande su domande, richiamò la dottoressa chiedendo se potesse vedere il suo paziente una volta alla settimana, dato che "c'era un problema" a suo dire. Quel problema aveva un nome, si chiamava "tracollo psicologico con annessa, forte crisi depressiva". Bella merda.
Vivo con un padre ormai anziano che dopo la perdita di sua moglie è depresso e demotivato, la mia autostima data la situazione era logicamente sempre più bassa complice anche una situazione di disoccupazione totale. Non per fare la vittima (ODIO chiunque lo faccia da sempre), ma vorrei vedere altri nella mia situazione, curioso circa quanto tempo resisterebbero piuttosto che riempirsi di banali parole motivazionali. Avevo le mie cose (licenze di programmi e roba simile) da pagare nonostante tutto, le bollette con cui sono solito contribuire dato che odio vivere da mantenuto, qualche soldo coi lavoretti riesco a racimolarlo. Vedere Facebook oppure i social network in genere, luoghi di ritrovo di quelle cazzate motivazionali accennate una riga più sopra, di colpo non mi creava indifferenza ma sofferenza: a creare ciò non erano certo le collezioni di Retrogaming, altro fattore in cui avevo di colpo totalmente perso interesse, quanto i traguardi.
Gente che si laureava, si sposava, metteva sù famiglia, aveva un lavoro VERO che fortunatamente riuscvano a trovare e potevano permettersi anche una casa propria soprattutto: erano queste le cose che mi deprimevano. Io al confronto vivevo solo, impoverito, senza lavoro nonostante ore e ore perse a settimana nel cercare lavori e candidarmi presso di essi quando possibile, a fare da guida motivazionale verso un padre ormai triste dentro e disilluso circa uno Stato (nel senso proprio di Paese) che va smembrandosi giorno dopo giorno. Possibilità di cambiare, oggettivamente e data la situazione, attualmente non potevano seriamente trovarsi.
Dissi questo, allo psicologo.
Cose che nemmeno riuscivo a far ammettere a me stesso, ora di colpo le sciorinavo in combo dinanzi ad un tizio in camicia neanche stessi giocando a Bloody Roar 2 e Tekken 3 nel 1999, ossessionato dalle combo rispettivamente di Stun e Bryan Fury. Ciò significava che ero talmente solo che non accettavo nemmeno più la compagnia di me stesso, perché in quelle situazioni è proprio di te stesso che ti sei rotto il cazzo.
Ti sei rotto il cazzo della routine, di quella vita di merda, ero stanco di vedermi circondato dalle solite cose tutti i giorni, giorni in cui una Domenica era esattamente uguale ad un Lunedì. Volevo di colpo vendere tutto, i miei videogiochi e i miei strumenti musicali, volevo ritirarmi da qualsiasi attività creativa e annullare tutto. Il problema vero era che lo avrei voluto fare non per creare qualcosa di completamente nuovo dopo, perché in fondo lo sapevo che quelle cose rappresentavano e tuttora rappresentano la mia vita, quanto piuttosto per annullare me stesso e cancellarlo definitivamente giorno dopo giorno. Il bello è che ero lucido, non desideravo cose estreme tipo farla finita e cose così, solo che ingenuamente credevo che gettando all'aria via tutto forse dopo avrei tentato nel ritrovare un nuovo me stesso. Un po' come il Gratta & Vinci che sempre meno di rado compravo, sì certo... magari "Gratta & Vinci Una Nuova Vita", oppure in alternativa perdi tutto seriamente e una volta per tutte. FOLLE.
"Sadismo psicologico autoindotto e volontario all'ottenimento della cancellazione della personalità."
Le sagge parole dello psicologo. Mi consigliò di dedicarmi, seduta dopo seduta, a qualcosa di nuovo oltre a ciò che sapevo gia fare, qualcosa che magari anche conoscevo ma che conoscevo di meno. Mi iscrissi senz'alcuna pretesa ("...tanto non mi chiamerà nessuno come sempre, sono inesistente") ad un Corso Photoshop e, con gigantesco stupore, mi richiamarono dicendomi che ero stato selezionato per poter effettivamente partecipare. Fu una bella botta di vita, il vedersi considerato. Erano i primi di Febbraio, il corso iniziò a circa metà mese. Stranamente mi risentì di nuovo leggermente pimpato, anche se non del tutto.
Il caro uomo in camicia, lo psicologo, poco dopo mi consigliò di togliermi dai social, luoghi di finta aggregazione che ho sempre preso con le dovute pinze. Lo feci, più o meno. Nel senso che postavo solo ed esclusivamente immagini cazzare come prima, ma senza mai scrutare la home. Funzionò, ora di colpo gli altri che prima mi erano indifferenti e di colpo cominciarono a causarmi dolore erano di nuovo tornati nel nulla, ma un nulla più totale rispetto a prima. Non me ne vogliate a male, dei vostri traguardi non me ne fotte un cazzo. Anzi, magari se postate anche la parte in cui avete fatto schifo, se la smetteste di mitizzare ogni singola stronzata che fate, fareste un favore anche a voi stessi. Io adoro vedere le parti in cui ho fatto schifo, mi fanno ridere, perché in fondo ho sempre saputo ridere di me stesso ma di colpo, appunto, non sapevo più farlo. Avevo perso l'autoironia ed ero uno zombie. Altri l'autoironia non l'hanno mai avuta, idem dicasi una personalità, quindi falsificano sui social la propria esistenza per cercare di compensare. NO, NON SERVE A UN CAZZO. Io ho sempre preferito sembrare un coglione originale piuttosto che un falso divo come tutto il resto o quasi di questo fottuto pianeta del cazzo.
Terminato il corso dopo due mesi belli pieni di lezioni ed esami, a breve mi è stato poi proposto addirittura di lavorare saltuariamente per l'Ente privato come tester e controllore sia del sito che degli esercizi. Ovviamente è solo un lavoro molto parziale, molto saltuario e molto a fortuna, ma almeno è qualcosa. Se non altro aggiorno finalmente il CV con qualcosa di ufficiale e non "privato", "autonomo", e cose così. Non mi hanno ancora nuovamente richiamato, ma hanno confermato che toccherà nuovamente a me quando il giro degli ex-alunni sarà nuovamente completato per poi giungere a me. Sì, è un lavoro del cazzo, ma sempre meglio di niente.
Non è stato facile nemmeno nei mesi intermedi fra Febbraio e questo Giugno (durante il corso, nelle varie lezioni online ero costretto a nascondere il mio reale stato d'anima tramite webcam): in un'occasione ho provato anche a fare il cabarettista ma lì non è che non fossi bravo, semplicemente la serata non fu sponsorizzata per nulla e la cosa mi gettò nuovamente abbastanza giù nonostante i miei recenti progressi. Dovrò evitare di avere a che fare con attività e circostanze demoralizzanti, però per fortuna ora la mia psiche non è più appesa a un filo.
Non ho venduto nulla di ciò che volevo erroneamente dare via, anzi seguendo il consiglio dell'uomo in camicia ho comprato cose che avevo nel cassetto, roba di poco conto ma che ha fatto il suo, tanto che mi ero persino dimenticato dei piaceri personali.
E a proposito di comprare no, in questi mesi non ho comprato videogiochi, non compro videogiochi da Capodanno. E prima di allora non lo facevo più da un anno e mezzo quasi, era solo una Limited Edition di qualcosa a cui tenevo davvero, davvero tanto. Però ho comprato riviste e, fra le varie robe di Anime e soprattutto riviste nostalgiche, mi sono ricordato ciò che ero perché, giuro, in tutto quel caos mentale me l'ero persino dimenticato. Quelle riviste, tipo i vari PSM, speciali sulle Sigle dei Cartoni Animati e pure una roba nuova e strana che si chiama Retro Mania, mi hanno aiutato di brutto: leggo molto, sicuramente leggo più sulla carta che sui social (lo facevo giò prima, ma ora è proprio imparagonabile la cosa), e di questi tempi credo sia un vero e proprio vanto! E sì, io sono il tizio che gestiva quel blog di merda nato dalle ceneri di un altro blog ancor' più di merda, quel che oggi si chiama Cyberetropunk e che non ho mai rilanciato del tutto. Bene, si riparte da oggi.
Ho rivisto i miei obiettivi, e sono gli stessi di prima. Non è la vita che sognavo, per nulla, ma sto cercando di fare mio quello che ho davanti. Prima non lo potevo capire, avevo davvero bisogno di qualcuno e la mia dotoressa aveva ragione.
Non sento più addosso colpe che non sono mie, anche se le conseguenze riguardano comunque la mia stessa vita ma, dato che la (mia) vita è difficile già di suo, che si fotta tutto (nel senso buono stavolta).
Il tasto Start è stato nuovamente pigiato, la funzione di Pausa è finita. Esattamente come le sessioni (la cui esistenza è sempre stata abilmente nascosta a mio padre) dallo psicologo (anzi, come avrebbe detto mia madre, piscologo) ormai terminate.
Cyberetropunk ritorna e non si parlerà solo di videogames (che anzi saranno probabilmente da ora in poi un argomento minore e la diminuita frenesia post-pandemica delle masse tricolore nei confronti del Retrogaming non c'azzecca nulla, è una decisione mia) ma anche di sensazioni, di ere passate, di confronti spietati fra ieri e oggi. Un po' di tutto insomma, che era anche ciò che avrei voluto fare sin dagli inizi. Anche perché per quanto concerne i soli videogiochi a breve inizierò finalmente anche la tanto acclamata collaborazione col blog di Arcade Story.
Con Cyberetropunk però si riparte da questa settimana, una cosa per volta.
Ah, lo sapete che una delle cose tossiche di cui mi sono liberato è stata proprio Evercade? Oggi, pensate un po', non sono più suo sostenitore bensì oppositore. Fate voi un conto circa quanto io sia cambiato anche su tutto il resto, se questa è la linea, poi ne riparleremo.
Ah, vi piace la nuova grafica?
Modestamente, credo si noti il tocco da "Photoshopparo" rispetto alle ben più banali grafiche precedenti in merito ai piccoli dettagli! A prestissimo!







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