Cyberetrotop - EPISODIO 1: Nintendo Entertainment System

Cosa ci eravamo detti? Che questo blog non sarebbe più stato il solito, e che al contrario avrei cominciato a buttar' giù nel minestrone roba sempre diversa. Oggi vanno le Top e oggi va di moda parlarne, però io lo faccio unicamente per passione e non per moda, anche perché dal blog non ci guadagno un soldo. O meglio, mentre lo scrivevo mi è venuta in mente l'idea di un link per donazioni PayPal che da ora in poi troverete alla fine di ogni post, ovviamente rigorosamente a vostro piacere: precisiamo che non sono qui per i soldi di nessuno, però credo che anche solo l'equivalente della somma di un caffè di tanto in tanto possa far piacere a chiunque, se non altro come ringraziamento extra oltre il solito commento sui social o la lettura. Detto questo, torniamo a noi.


Le Top Ten, dicevamo. Beh, le mie Top 10 modestamente non credo siano le solite: potreste trovare qualche gioco sulla bocca di tutti, ma si tratterà unicamente di pure casualità. Detto sempre modestamente, ho gusti particolari. Anche qualcuno parliamo della console più esaltata e discussa, autentica regina del Retrogaming: il Nintendo Entertainment System.

 

EPISODIO 1 - Nintendo Entertainment System

Inutile dirvi la storia, se non a malapena citare come il Nintendo Entertainment System altro non era che la versione occidentale di ciò che in Giappone fu il Family Computer, noto anche come Famicom e pubblicato nel 1983, ovvero due anni prima della sua versione odccidentale. Da noi, in Italia, arrivò a 1987 inoltrato e gli spot con Jovanotti sono negli annali del trash più godibile. Le uniche vere differenze erano nel formato della scheda cartucce, a 72 pin fuori dal Giappone e a 60pin nella Terra del Sol Levante, e in un chip di controllo regionale chiamato 10NES che impediva ai NES europei di leggere cartucce americane, PAL B su PAL A e viceversa; tale chip di controllo era del tutto assente nella sua controparte originale giapponese. Tale chip può essere bypassato rimuovendo lo zoccolo di un piedino specifico di uno degli integrati presenti, una cosa semplicissima per cui basterebbe dotarsi solo una pinza e un cacciavite: ci sono molti tutorial online sul come farlo. Nonostante la natura hardware praticamente identica delle console, in questa Top 10 escluderò del tutto alcuni giochi tipicamente nipponici, i quali saranno oggetto di uno dei prossimi episodi.

...partiamo!

10 - Micro Mages

Non so se sia corretto cominciare una Top 10 con un Indie di recente pubblicazione, però se tale Indie è all'altezza se non proprio superiore a molti classici del passato, allora eccolo a voi: Micro Mages è un mix fra platform e puzzle a scorrimento verticale dove dobbiamo districarci fra labirinti dotati di nemici demoniaci, blocchi da distruggere, tesori da ottenere, muri da scavalcare e veri e propri boss di fine livello. Ogni livello va scalato nella giusta metodologia, rivelando insospettabili elementi puzzle, il tutto mentre il pavimento sottostante scorre, sparendo via via del tutto. 

Tosto il giusto, fuori dai canoni del "NES Hard" tipico della storia dell'8-bit Nintendo, se questo titolo fosse uscito negli anni d'oro della macchina oggi sarebbe sicuramente oggetto di innumerevoli seguiti e apparizioni in Super Smash Bros, statene certi.

Recuperatelo se non lo avete ancora fatto vostro, non potrà non piacervi.


9 - Konami Hyper Soccer

Non sono mai stato un fan del calcio, ma diamo a Cesare quel' che a lui spetta: Konami Hyper Soccer è a conti fatti il papà di ISS oltre che il nonno di PES, due sigle che agli appassionati di videogiochi calcistici diranno più di qualcosa. Ma non è solo questa la ragione per cui lo inserisco in questa Top 10, in quanto si tratta di un titolo oggettivamente fantastico, godibile ancora oggi sebbene veramente tosto nelle fasi avanzate del Campionato. 

Gameplay sopraffino, musiche sublimi come da tradizione Konami in quelli anni, con il loro tipico suono di synth dei loro titoli pubblicati sull'8-bit di casa Nintendo.

Non male per un titolo nato come esperimento sul solo territorio europeo (esclusiva PAL) per una console a fine corsa (1993), vero?

 

8 - Nintendo World Cup

Attenzione, non deludetemi: non si tratta di un (secondo) gioco di calcio e spero che lo sappiate tutti bene, perché Nintendo World Cup era in verità un picchiaduro a scorrimento mascherato da titolo calcistico, un vero e proprio simulatore di rissa in campo con gli arbitri (probabilmente pagatissimi per essere perennemente girati di spalle) favorevoli a un campo di gioco dove avvenivano omicidi e risse letali (confermo, pagati addirittura per non fare una ceppa rubando lo stipendio, modello Fantozzi), con un sistema di gioco singolare dove voi controllate realmente solo uno dei giocatori, mentre al restante vi limiterete a impartire ordini. Il sistema fu poi ripreso anni dopo per Libero Grande, ambizioso quanto sfortunato titolo calcistico rilasciato su PlayStation.

Nintendo World Cup era in realtà un mascheramento, invero piuttosto goffo quanto simpatico, di uno dei tanti titoli di Kunio-kun rilasciati in Sol Levante su Famicom ma è talmente unico, spassoso e irriverente che riesce a divertire come matti ancora oggi.

Ha chiaramente superato il test del tempo, con quella scritta "un autentico gioco del calcio di alta classe internazionale" stampata in copertina che ancora oggi causa una quantità di risate spropositata! Alla faccia dell'alta classe, figuriamoci se fosse stato un gioco di basso livello allora!


7 - Pin-Bot

Mia madre quando era in vita mi trasmise sin da piccolo la passione per i giochi di flipper, partendo da Midnight Magic per Atari 2600 fino ad arrivare alle riproposizioni più moderne. Incompreso ai più, Pin-Bot è una riuscita (per i limiti concessi dall'hardware) riproposizione videoludica di quello che è forse il flipper per eccellenza degli anni '80 (almeno negli USA, ma anche da noi so che ebbe un buon seguito), con tanto di voci sintetizzate e campionamenti vari prelevati direttamente dal flipper originale. 

Sicuramente non perfetto e con una visuale del tavolo di gioco spezzata in due che può anche non piacere, va comunque dato il merito a Rare (in collaborazione direttamente con Williams Electronics) di esser riuscita a trasporre in 8-bit l'emozione che questo tavolo regalava ai suoi giocatori, aggiungendo però diversi elementi di fantasia improponibili nella realtà come mostri spaziali in grado di ingoiare la nostra pallina e cambi di colore del tavolo atti a significare l'avanzare dei livelli. 

Anche la fisica della pallina stessa va dal credibile all'accettabile, tanto che a tratti pare di esser al cospetto di un versione rallentata del flipper originale. Questione sintetizzatore e campionamenti: sia costui che il "cugino" High Speed (peggiore sia graficamente che a livello di fisica e soprattutto difficoltà) sono dotati di apposite schede sonore che manderanno in crash i Famiclone subito poco dopo l'avvio, pertanto entrambi i giochi funzionano solo su hardware NES originale. Siete avvisati.


6 - Kickle Cubicle

Se vogliamo parlare seriamente di Puzzle Game, allora evitiamo di citare i soliti Tetris, Dr.Mario e Mario & Yoshi e concentriamoci su qualche gemma nascosta: Kickle Cubicle rappresenta appieno il significato della parola, con un gameplay avvincente avvolto di numerosi elementi Action che non snaturano però la sua natura essenzialmente da Puzzle Game.

Kickle Cubicle è talmente ben fatto che non annoia, personalmente lo ritengo avvincente almeno quanto Tetris e con una notevole longevità garantita dal fattore Action Game, con tanto di storia e capitoli della stessa.

Un titolo talmente ben fatto che alcuni sviluppatori Indie ne hanno praticamente copiato la natura, come nel caso di Little Medusa, titolo sviluppato e distribuito da Mega Cat Studios per Sega Mega Drive.


5 - Tecmo World Wrestling + Pro Wrestling


Gli anni '80 e '90 significano, oltre che NES, anche Wrestling, e fra tutti i titoli di Wrestling sviluppati per NES vige una regola: evitateli tutti tranne Tecmo World Wrestling e Pro Wrestling di Nintendo! Eppure sì, non ce l'ho fatta a resistere pertanto mi son sentito costretto a inserirli entrambi, quindi fate pure finta che questa sia una lista 10+1 Special Guest, dove quell'ospite è appunto l'affascinante Pro Westling di Nintendo. Il vero protagonista però resta lui, l'incredibile Tecmo World Wrestling con i personaggi ispirati a wrestler realmente esistenti (avete riconosciuto Antonio Inoki in copertina?), il suo gameplay avvincente anche se non immediatissimo (una decisa lettura al manuale d'istruzioni è obbligatoria), la sua bellissima colonna sonora (da notare che la stessa presente le medesime melodie ma con alcune note - sì, note - differenti fra la versione NTSC e quella PAL) e un feeling da primo della classe. 

Tecmo World Wrestling riesce appieno nell'impresa di regalare ai fan di queste celebrative maratone un titolo in grado di dare dignità alle stesse sull'8-bit di Nintendo.

Pro Wrestling invece è assai più primordiale essendo uno dei titoli "Black Box" rilasciati nel primo periodo di vita del NES, si controlla decentemente e vanta un fascino primordiale a 8-bit che profuma di nostalgia, tempi felici e anni '80. 

Non è assolutamente un titolo alla pari del suo ben più complesso contendente, ma la sua semplicità d'uso e il carisma sprigionato riescono a farlo brillare dove altri concorrenti, titolo Tecmo compreso, non hanno la stessa pasta. 

Troppo simpatico, vale la pena procurarselo e soprattutto citarlo in questa Top 10.


4 - RC Pro AM

Anche qui due giochi, o meglio due copie dello stesso RC Pro AM, quella PAL A a sinistra e quella NTSC a destra: la motivazione è che la seconda viene mal letta su NES PAL nonostante la modifica universale, per cui alla prima occasione lo ripresi nella versione corretta.

Cosa dire di RC Pro AM che non sia già stato detto? Che è tanto avvincente nelle meccaniche quanto originale grazie alle sue automobiline radiocomandate? Che si controlla in maniera praticamente perfetta? Che molti titoli lo hanno poi copiato negli anni a venire, fra cui il popolare Rock & Roll Racing? Che rappresenta uno dei capisaldi nascosti della softeca per NES, sempre citato fra le secondo linee piuttosto che fra le prime?

Io invece voglio schiaffarlo in alto, perché...merita! Più di quanto molti credano. Ecco.


3 - Batman

Batman di Sunsoft è riuscito nella difficile impresa di spodestarmi sia Faxanadu (titolo che sta originariamente per Famicom Xanadu, la versione Famicom di Xanadu in Giappone), sia The Battle Of Olympus che soprattutto il fantastico Blue Shadow (equivalente PAL del cult game americano The Shadow of the Ninja) in questa personale classifica: inutile decidere, avrebbe comunque vinto lui.

La classe di Sunsoft su NES non era acqua, era oro se non platino che colava su ogni pixel e nota musicale emanata dal custom sound chip saldato con prepotenza su ogni cartuccia da loro prodotta: Batman non solo rappresenta uno dei picchi di Sunsoft su NES, non solo rappresenta anche uno dei più alti esempi di Action Game sempre su NES, ma soprattutto riesce senza mezzi colpi a tramandare la buia atmosfera del capolavoro del 1989 firmato Tim Burton in una luce squisitamente a 8-bit.

Graficamente sublime e sonicamente ancora di più che tale, Batman è sì ostico e cattivello (può seriamente divenire molto frustrante) già a partire dal secondo livello, ma è anche un gioco incredibilmente appagante che soddisfa tentativo dopo tentativo. Peccato solo per l'assenza di un sistema di password, l'esperienza complessiva ne avrebbe sicuramente tratto giovamento.


2 - Journey to Silius

Forse non così sconosciuto, sicuramente non conosciuto quanto meriterebbe: Journey to Silius. Ancora Sunsoft come nel caso precedente, ancora un esempio sopraffino di Action Game, ancora una colonna sonora fantasticamente riuscita grazie anche ai caratteristici suoni del chip sonoro Sunsoft (celebre il loro basso synth campionato).

A conti fatti lo scarto di quello che originariamente avrebbe dovuto essere il gioco su licenza ufficiale di The Terminator dopo che la licenza fu persa finendo nelle mani di qualcun'altro sicuramente meno meritevole, Journey to Silius è un titolo con un gameplay di ottima fattura e un'atmosfera cyberpunk pazzesca, quest'ultima accentuata anche dall'ispiratissima colonna sonora, ancora oggi celebrata addirittura con una ristampa su vinile.

Rilasciato in Giappone col singolare nome di Raf World, questa versione vede assieme a quella europea una differenza sostanziale nella resa grafica del personaggio, qui alle prese con un tamarrissimo casco in stile Super Sentai, oppure alla Power Rangers per i meno nippofili fra voi. Inutile dire che preferisco decisamente questa versione, piuttosto che il biondo caschetto della versione NTSC USA. Foto presa direttamente dalla mia televisione.

 

1 - The Guardian Legend

Ok, ok, ok. Alzo le mani, si parla di The Guardian Legend da almeno oltre dieci anni come una gemma ormai non più tanto nascosta, però...

Sì insomma, va anche detto che il titolo Compile andrebbe riscoperto oggi soprattutto per il coraggio di aver fuso due generi apparentemente incompatibili come gli Action RPG a scorrimento in stile The Legend of Zelda (anzi, lo copiava a conti fatti) e gli Sparatutto a scorrimento verticale, e lo ha fatto terribilmente bene. 

Sequel ma anche no dello sparatutto Guardic su MSX e imparentato per nemici e suoni (sì, sono gli stessi) anche con Gun Nac, Zanac più i vari Aleste, di tutta la serie The Guardian Legend (Guardic Gaiden in terra nipponica) è stato il rappresentante più ambizioso e riuscito, il meno tradizionalista. Ecco la splendida copertina della versione Famicom.

Con una copertina altrettanto fantastica in versione PAL (assai meno quella statunitense, per di più copiata letteralmente dalla copertina di un film, visibile in basso) e contornato da una colonna sonora in stile Anime da lacrime agli occhi più un feeling fantascientifico assai credibile, The Guardian Legend rappresenta forse il titolo più innovativo mai pubblicato su NES non da parte di Nintendo.

Sicuramente difficile, a tratti criptico (ma mai quanto The Legend of Zelda, da cui sicuramente ne ripresero la natura oltre allo scrolling su schermate fisse) e frustrante sia per difficoltà che cripticità, questo capolavoro è stato oggetto di numerosi fan remake negli anni grazie alle innuemervoli qualità squisitamente videoludiche che ha rappresentato e che, non a torto, resta qui in alto alla mia personalissima Top 10.

Ah, un attimo...


SPECIAL POSITION - Blue Shadow


...eccolo lì, un altro ospite inatteso ficcatosi dentro all'ultimo minuto. Eppure Blue Shadow è talmente figherrimo che merita almeno una citazione, una anche più doverosa rispetto a Pro Wrestling: cult game negli USA col titolo di Shadow of the Ninja e avente l'ulteriore nome di Kage in Giappone (da non confondere con The Legend of Kage, attenzione), immaginate un mix fra l'interminabile Ninja Gaiden e il più terminable (sebbene con Konami Code) Contra e avrete ben presente quel che vi aspetta. 

Sviluppato da Natsume e distribuito da Taito, Blue Shadow è un titolo frenetico e avvincente, "NES Hard" come ci si aspetterebbe da un titolo dell'epoca ma non troppo, con una colonna sonora d'atmosfera azzeccata come poche e un design dei nemici che trae spunto dalle migliori saghe Cyberpunk. E sì, insomma, questo blog si chiama Cyberetropunk e non dovevo citarvelo? Orsù, riscopritelo. 

Ah, gemma finale: lo sapevate che quel Ninja Gaiden Shadow (e come da tradizione rinominato rispettivamente Shadow Warriors in Europa e Ninja Ryukenden in Giappone esattamente come il suo fratello maggiore su NES) pubblicato su Game Boy era a conti fatti un riadattamento portatile di Blue Shadow/Shadow of the Ninja/Kage ma con musiche tratte dal titolo Tecmo? Uno dei misteri più grandi della storia del Retrogaming, eppure le cose stanno così. Ah, tornando alla sua versione su console fissa occhio alla versione giapponese nota come Kage: è molto più difficile di quella occidentale, con nemici sempre più veloci della media nostrana. Un caso alla Super Mario Bros 3 insomma, dove la versione nipponica è molto più difficile di quelle occidentali.

 

CONCLUSIONI

E così, siamo giunti alla fine. Ci ho messo un po' a decidere, molti titoli sono stati esclusi fra cui Faxanadu, Wizards & Warriors e il pur notevole Jackie Chan's Action Kung Fu (prendetevela con RC Pro AM, è stato lui a farmi decidere di scartarlo). La verità è che il NES ha così tanti titoli notevoli (e anche moltissima spazzatura, costituente circa il 70% del catalogo) che sceglierne solo 10 è sempre dura...alla prossima Cyberetrotop!

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