"Retro Is The New "Rich": gli oggetti del passato, i mostri del presente, un futuro incerto.

"Retro Is The New "Rich"

Gli oggetti del passato, i mostri del presente, un futuro incerto.

 

E rieccoci qui! 

Inutile dirvi chi "ero" e anzi chi tuttora sono: i dettagli li trovate tutti qui.

"Altro giro, altra corsa" si usa dire nella vita, e quindi ci si ritrova forse in un altro posto, che sia reale o virtuale (nell'inquieto presente pare quasi contare poco), a raccontare voi le stranezze che ritrovo attorno a me: mi sento esattamente come quel chiacchierone del giro dei frequentatori del bar di paese, quel tipo un po' polemico con pochi amici ma che, una volta incontratosi con essi, sente davvero la sicurezza di potersi confidare con costoro...oh cazzo, confidare forse è esagerato, al massimo lamentarsi. A quel genere di gente tipicamente fa tutto schifo, sembra tutto strano: chissà, forse è solo quel genere di gente ad essere strana, come lo sono un po' io, alla fine...

 

Sul "vecchio" blog, il "vecchio me" era sempre solito lamentarsi dei prezzi, della gente stronza, degli stronzi che comprano, di altri stronzi che usano WATA e cose così. Nel mio vecchio posto, chiamiamolo così, ero partito veramente un po' a cazzo fatemelo dire, volevo solo trovare un posto del tutto personale dove scrivere le mie cose, esattamente sulla falsariga di gente come L'Antro Atomico del Dr. Manhattan o L'Angolo del Retronauta, e farlo ovviamente alla mia maniera: il nome scelto però, rigorosamente improvvisato, mi venne contro più che incontro, e così "The 8-Bit Man" su Google risultava introvabile, del tutto oscurato dal ben più famoso e capace (eh sì, date a Cesare quel che è suo) The 8-Bit Guy. Più di una volta ho accennato, nel corse degli ultimi post da qualche mese a questa parte, di volerci dare un cambio più che un taglio proprio per via di questa situazione, e quindi oggi ci si ritrova qui. Il Bar ha finalmente cambiato nome e il Cyberetropunkster, vale a dire l'icona che negli ultimi tempi "accompagnava" le immagini introduttive dei miei lercissimi post, era lì proprio a fare da "spartiacque" fra le due cose, quel che sarebbe venuto e che oggi è realtà. Cyberetropunk è il gioco di parole, e di conseguenza il titolo, perfetto per me: le mie due più grandi fissazioni sono il Cyberpunk a tutto tondo (potete chiamare il tutto Fantascienza, Sci-fi o come vi pare), il Retro inteso nella concezione più ampia (il vintage, le decadi passate a tutto tondo e così via) e il Punk. Ebbene sì, la parola "...punk" del mio attuale monicker non è affatto quella contenuta in "Cyberpunk" bensì è un "Punk" da intendersi come un genere "di cose" a sé stante. Insomma, potrà anche non piacere a qualcuno, ma io in fondo già di mio non piaccio a tutti com'è normale che sia, per cui...stop alle spiegazioni e andiamo avanti col Futuro anche se, come descritto, il Retro è SUPER!


Detto ciò, vi "regalo" un sottofondo che personalmente ritengo ideale ai versi che verranno...non per nulla l'ho creato io!

Insomma, cambia la veste ma le problematiche relative al mondo degli oggetti rappresentanti il nostro tempo che fu, le nostre ere precedenti, restano immutate: i prezzi sono, nel giro di pochi mesi, completamente andati fuori controllo. Vero è che il collezionismo ha sempre avuto i suoi picchi e che spesso, a nostro malgrado, quella console o quel pupazzetto a cui tenevano tanto da piccoli e che col senno di poi è andato perso oggi si ritrovi, nostro malgrado, propro in quel range di oggetti ritenuti di alto profilo collezionistico, quindi rari, e proprio in quel  momento vieni assalito da una grandissima voglia di tornare indietro nel tempo e maledire il te stesso di 16 anni allora sempre più affascinato sempre più dalla figa e sempre meno da oggetti e videogiochi, ma intanto nel tempo non si può tornare. Poteva farlo al massimo Mighty Max, ma Mighty Max è come Babbo Natale: non è reale.

La soluzione quindi, ora come la ora, la butterei sul piano filosofico, però nell'immediato istante in cui ci ritroviamo desiderosi di poter stringere fra le mani quel prezioso oggetto, altro non siamo che vittime inferocite da un mix di passare del tempo, nostalgia puttana e portafogli facile. Una volta che ciò accade, afferri ciò che desideri e lo ottieni, magari da eBay chissà a quale prezzo, ti arriva a casa e...cosa fai? Non so voi, ma ho fatto la suddetta azione solo una volta con gli oggetti presenti nella prima di queste due foto.


Quel pupazzetto di Ghostbusters lo usavo tenere sempre in mano da bambino, al punto che esistono numerose mie foto che ritraggono il me fanciullesco col suddetto Peter in mano. Il videogioco LCD modellato a mò di Millennium Falcon mi fu regalato in un non precisato Natale, e negli anni del me adolescente restava sempre buttato da qualche parte della camera, tipicamente sulla scrivania, a fare da bloccafogli. Il me diciassettenne diede via tutto all'allora bambino del piano di sotto, oggi cresciuto anch'egli (che probabilmente se la passa anche molto meglio di me allo stato attuale), e quest'ultimo oggi chissà a chi avrà dato a sua volta tutto. Ecco, vi è una differenza sia fra i due oggetti della prima foto che fra gli oggetti stessi ritratti nella prima e nella seconda foto: il Ghostbusters fu acquistato quasi due anni fa tramite Amazon Prime a 10€, mentre il "cosillo" di Star Wars fu ritrovato nella mia città e, inutile dirlo, lo pagai molto più di 10€ essendo un "sigillato" d'epoca. Insomma, siete davvero convinti che le ristampe, riedizioni o quel che sono, siano il male? Meditate...forse il gatekeeper lamentoso che è in voi arriverà a ricredersi circa le sue convinzioni.

I due oggetti invece ritratti nella seconda foto sono d'epoca, e quel Darkwing Duck rappresentò il mio primo videgioco in assoluto. Ne ricordo quasi ogni attimo di quando mi fu comprato, nel 1990 o forse '91,  del come quella "grafica" mi facesse ridere ricordandomi il cartone animato, ma soprattutto ricordo di come lo terminai (era/è uno di quei pochi giochi Tiger terminabili) nel giro del viaggio di ritrono verso casa, il tutto mentre ero in auto. Mica mi lamentai che fosse così breve, che la grafica alla fine funzionasse esattamente come una calcolatrice: era il mio primo videogioco, e io ero felicissimo così. Credo lo farò seppellire assieme a me quando non ci sarò più. Quel "Guerra Spaziale"invece fu un regalo di compleanno della mia allora vicina, bambina a me coetanea al tempo, che mi rese tipo...al settimo cielo! Eh sì, a me piacevano assai i videogiochi LCD, e tuttora mi affascinano: ve l'ho detto nell'introduzione che sono un tipo strano, no?

 


Già immagino qualcuno darmi del poser per via del mio voler tener tutto blisterato se possibile, o protetto da qualche bustina, ma la motivazione per me è semplice: si tratta di oggetti d'epoca o riedizioni degli stessi, spesso anche di proprietà di qualcun'altro come nel caso di quel "Dragon Castle" lì sopra, oggetto classe 1982 se non erro. In molti casi interessa avere quell'oggetto nuovamente con me in qualche modo, più che rigiocarlo.  

 

Ed è qui che voglio arrivare: la nostalgia è la peggiore delle puttane. 

Anni fa ne ho conosciuta una di persona, che per essere puttana era puttana forte (puttana nel senso di stronza), ma costei mai avrebbe potuto puttana quanto ma la nostalgia quando ci si mette. Poche volte mi son per così dire "fatto prendere" dalla frenesia dei tempi della spensieratezza, e ogni volta sento di averla parzialmente presa nel culo...ma dove voglio arrivare? Mi sono perso, scrivo di getto e forse non lo so neanche io.

Ah sì, i prezzi.

Il mondo dei pupazzetti d'epoca e delle odierne "Action Figure" è schizzato alle stelle, ma la realtà è che basta sapersi accontentare: lungo i vari gruppi Facebook, male assoluto dell'odierna umanità, noto gente lamentarsi dei vari governi, dei soldi e di tutto, ma intanto spende centinaia di euro in Action Figure o "cose" (in senso generale) dettagliatissime da bava alla bocca. Perché lo fate? Se siete davvero così poveri come dite...beh, io quando ero in quelle condizioni pensavo più a come poter accumulare qualche danaro in più per poter mangiare e quelle statuine o chissà cos'altro, al posto vostro, me le sono vendute. Ebbene sì l'ho fatto anche, con diversi oggetti: lì la nostalgia è puttana per qualcun'altro, la nostra unica puttana in quel caso è la miseria. Sotto sotto siamo tutti un po' ipocriti esattamente come le sparate sul fatto che siamo tutti poveri, ma a chiacchiere: la realtà è che ci permettiamo più di quanto potremmo permetterci, osiamo dove i condor nemmeno proverebbero a volare, camminiamo su strade che sono in realtà carboni ardenti ma che noi spacciamo come sicure per noi stessi, sapendo di mentire a noi stessi ma non agli altri. A lungo andare, questa cosa è grave.

Accontentarsi è la legge: vedete quell'Ultimate Warrior lì? Sapete quanto l'ho pagato? 10€ in un negozio. Non seve avere il top, ma per qualche gatekeeper (alias persone di una determinata passione o circolo che fanno il possibile per far sì che possano avvicinarcisi più persone possibili, una specie di Inner Circle da Black Metal norvegese trent'anni dopo insomma) se non hai qualcosa che vale, allora non sei un cazzo. Il problema è che oggi forse pago quella cosa 10€, domani qualcuno deciderà che ne varrà 400. Voglio dire, cosa succede oggi appare ben chiaro a chi sa davvero vedere le cose, e non è detto che un giorno anche lo schifo da 1€ di oggi non ne varrà 1.000 in futuro. E ci risiamo, ipocrisia.

 

Quest'omino del Monopoli qui in alto potrebbe essere un collezionista gioioso mentre riceve il pacco che renderà fama alla sua collezione via social, oppure il modesto compratore che ha appena ricevuto il regalo nostalgico della sua vita. Oppure, chissà, proprio un venditore disonesto che ha appena venduto la sua gallina dalle uova d'oro. Forse è davvero ricco, chissà, o forse solo un povero che si atteggia da ricco desideroso di far parte di qualche gruppo elitario su internet.


La questione non è avere qualcosa che valga economicamente, quanto avere qualcosa che valga per noi. Basta con i Full Set delle varie console, non ne posso più delle collezioni infinite di statuine o videogiochi, perché spesso chi possiede tutto ciò è proprio il primo a non saperlo apprezzare, preso così com'è dalla foga di cercare qualcosa di nuovo una volta che ha ottenuto ciò che cercava prima. Un circolo senza fine. E' una dipendenza mentale, una malattia: "...ho visto gente finire al CIM per molto meno" userebbe dire un mio amico!


Basta cercare, di solito si trova, ma in ogni caso il bello è l'avventura, l'averci provato. Certo, con moderazione: non è che ora per provare spendiamo in benzina più di quanto ci costerebbe l'ennesimo oggetto del desiderio spedito magari direttamente dal Giappone, per dire (si darebbe adito ad un'altra probabile dipendenza da adrenalina). Io in tal senso sono fortunato, ho un negozio di "giocattoli" proprio vicino casa che in realtà vende di tutto a prezzi persino più bassi dello "sleale" Amazon, anche statuine per noi cresciutelli e pupazzetti che poi, vai a vedere, compriamo più noi cresciutelli che gli attuali bambini, purtroppo sempre più alle prese con i videogiochi su Smartphone.


E a tal proposito cosa dire dire dei nostri, di videogiochi?

Il cosiddetto mondo del "Retrogaming" ha preso pieghe assolutamente da panico ultimamente:! Tutto, e dico TUTTO, è schizzato alle stelle e lì, purtroppo, non esiste la piega del "pupazzetto meno raffinato, ma basta che per noi renda l'idea": lì o è tutto bianco quindi console originali, oppure tutto nero quindi emulazione. La zona grigia sarebbero le Everdrive, ma è un grigio molto blando dato che, per poterle utilizzare, è necessario possedere una console d'epoca o quanto meno una valida riproduzione, alias clone, sufficientemente valido. La console clone, detto da un adoratore dei cosiddetti Famiclone, oggi rappresenta un qualcosa di oscuro e spesso anche meno appetibile, però in alcuni casi vincente. Il recente annuncio dell'Atari 2600+ ha ad esempio inizialmente scatenato l'Atarista che c'è in me, ma si è tirato indietro non appena ha sentito parlare di un device basato su emulazione: a quel punto tale vale un 'disonesto' Hyperkin Retron '77 HD con modifica su Micro SD. Certo, il clone non ha la compatibilità 7800 dalla sua, ma nel comparto 2600 vince su tutta la linea, e le cartucce te le legge pure. Ecco, Atari puttana. In questi casi vi è sempre la puttana di turno. Per forza, è inevitabile.

I prezzi di questo puttanaio (nome azzeccatissimo) ormai stanno facendo sì che a vincere nel contesto, in questo Street Fighter II della modernità, sia l'emulazione. Ora tramite Evercade legalmente parlando, ora tramite emulatori parlando invece di zone particolarmente oscure. L'emulazione è la Signora assoluta delle preservazioni future, ed è grazie a lei che...beh sì, anche giocare quel gioco che avete pagato 2.000€ e che grazie al cazzo non volete graffiare o sporcare col frutto delle vostre seghe mentali. L'hardware originale morirà? Sì, ma si spera il più tardi possibile, come noi speriamo sempre per noi stessi d'altronde. 

L'hardware originale dovrebbe essere alla portata di tutti, studiato come si compete a qualsivoglia materia storica perché mica si parla di pezzi unici, ma di console spesso prodotte in milioni di pezzi, e invece giochiamo a chi ce l'ha più lungo, a chi ha comprato il PEZZO più grosso e chi l'ha venduto al PREZZO più grosso. E se lo si paga "di meno"? Beh, ti diranno "hai fatto un affare, complimenti". Affare un paio di palle.

I risultati sono questi: veniamo sbeffeggiati da bimbetti nutellosi che forse, sotto sotto, fanno bene a prendere noi tutti per il culo.

 

Il Retrogaming di oggi spiegato con un'immagine.

Non siate stupidi coi vostri soldi: accontentatevi di ciò che vale se davvero volete spendere tanto. Se proprio non siete obbligati, spendete meno. I gruppi Facebook, Reddit, Telegram e le combriccole da snob sono il male: evitate queste stronzate e pensate a voi stessi. Perché e per voi stessi che lo fate no, mica per compiacere e fare gli spavaldi col gruppetto di persone più o meno conosciute? Vuoi vedere che forse anche la nostalgia era meglio prima, prima che arrivasse l'era dei social network? O che forse la nostalgia sia per voi solo una scusa, e che magari soffrite della sindrome del perenne uccello piccolo?

 

Chi vuole far soldi oggi può diventare seriamente ben dotato monetariamente. 

Chi vuole spendere oggi ha serie possibilità di divenire povero sul serio.

Chi vuole spendere tanto oggi perché ha tanto da spendere...beh, lasciatelo spendere. Lui può, manda avanti il mercato. Il sistema ha bisogno di quelli come lui, non di quelli come voi.

Che vuole cominciare a collezionare oggi nonstante i prezzi che girano non è un collezionista bensì un COGLIOZZIONISTA, alias un coglione. Perciò, salvate solo che per voi va salvato e che il resto vada pure alla deriva. Tanto, verrà comunque salvato da chi vuole rivendere o chi magari compra quelli che per voi sono scarti, a peso d'oro. La vostra vita è ora, il passato è ciò che siete stati: avere un pezzetto dei nostri simboli di un tempo è dovuto, un po' meno competere su tutto ciò che esula da voi stessi, dall'intimità. Io stesso ho sbagliato cercando più o meno TUTTE le icone del mio passato, Game Boy compreso per dire e fin qui andava bene, ma quando ho strafatto...beh, sono stato un coglione pure io ovviamente.

 

Se volete farvi una cultura a basso costo esiste l'emulazione, se desiderate avere qualcosa di più che esuli dalle vostre memorie esistono metodi incredibilmente più economici come Evercade, My Arcade, qualche VALIDA console clone con Everdrive. Non giocate all'uccello lungo, perché a lungo andare si consuma, e voi diventerete poveri. Non è detto che questa roba possa valere per sempre, magari un giorno tornerà ad essere considerata spazzatura. Oppure i vostri figli la getteranno NELLA spazzatura, se non sarà proprio regalata a qualche figlio del vicino del caso come feci io al mio tempo. Pensate che in quei cestini vi era un pupazzetto che oggi, loose, vale 2.000€.

Ho deciso, datemi una macchina del tempo che devo andare  a picchiarmi!

 

Per il resto, ve l'ho scritto: il futuro è incerto, ho scritto nel titolo. Non a caso. 

Ciao, alla prossima.

(un saluto dal Cyberetropunkster, scusate il dito medio ma l'ho abituato male)


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